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Double offline: ho tolto tutte le notifiche e ti racconto il perché!

19 Giugno, 2017

Venerdì scorso ho fatto una cosa che non mi sarei mai immaginata, nemmeno nei miei sogni più arditi: ho tolto tutte le notifiche alle app sul telefono.

E’ stata una decisione presa d’impulso: l’ho afferrato, ho aperto le impostazioni e ho tolto tutto. Niente più bi-bip da Facebook, pling-plong da Instagram, pio-pio da Linkedin…niente di niente. Da tre giorni a questa parte il mio iPhone è quasi muto, perché già che c’ero ho anche tolto i suoni a Gmail — le notifiche no, quelle le ho lasciate!

Suona per Whatsapp, sms e chiamate: stop.

L’idea me l’ha data Letizia Palmisano, con il suo intervento al FreelancecampFelicemente (s)connessi — Lavorare bene senza inseguire notifiche, bip ed email urgenti”. Letizia, molto semplicemente, ha raccontato di come fosse migliorata la qualità — e la quantità — del suo lavoro da quando ha deciso di togliere tutte le notifiche e attenzione! è giornalista e social media manager, quindi una figura professionale che deve essere necessariamente aggiornata su tutto, quasi in tempo reale.

Mentre ero seduta ad ascoltarla ho pensato alla mia giornata tipo, strutturata più o meno così:

  1. Mi metto a lavorare su qualcosa (un post sul blog, l’editing di foto, la newsletter)
  2. Parte il circo di driin-bling-plong-cip del telefono
  3. Scatta l’ansia: “Sarà sicuramente questione-di-vita-o-di-morte: DEVO rispondere IMMEDIATAMENTE!

(Mi rendo conto: il problema non sono le notifiche. Il problema è che io sono ansiosa. L’ansia però non la posso mettere su muto)

4. Ovviamente perdo la concentrazione e la cosa sulla quale stavo lavorando al punto 1. passa in cavalleria.

5. Se tutto va bene riesco comunque a portarla a termine entro la fine della giornata, altrimenti slitta al giorno dopo.

Se fosse solo una questione di tempo, non sarebbe un grande dramma. Basterebbe lavorare qualche ora in più al giorno e via. Il vero problema è che mi sto rendendo conto che ormai:

  • le mie giornate lavorative riescono a coprire solo la gestione quotidiana
  • se per caso c’è un giorno festivo di mezzo le opzioni sono due: o lavoro lo stesso o ci metto una settimana a rimettermi in pari (il 1° maggio è stato un disastro!)
  • non ho più il tempo per pianificare il futuro: dove voglio che sia Double tra un anno? Cosa devo fare per portarla fin lì? Non ho nemmeno il tempo di pensare al planning, figuriamoci metterlo in pratica!*
  • gli imprevisti mi mandano in crisi: un appuntamento all’ultimo minuto, un’emergenza in tipografia, una consegna brevi manu, l’amica che mi propone uno spritz al volo…tilt!

So bene che la colpa non è delle notifiche e che avremmo tutte bisogno di una giornata di 48 ore per riuscire a spuntare ogni voce dalla nostra to-do’s list. Io però da qualche parte dovevo iniziare a risolvere la questione, così ho agito d’istinto e, seduta nella platea del Quirinetta, ho preso il telefono e ho tolto tutte le notifiche.

Le prime 24 ore sono state strane: “Ma non mi scrive nessuno? Non mi cerca nessuno?”. Ho avuto più volte l’impulso di controllare i social, ma credo di aver preso in mano il telefono meno spesso del solito — complice anche il weekend.

Ho la sensazione di aver avuto “ore più lunghe” — che lo so, non esistono — perché è vero che controllo i canali social di Double B, ma poi ne approfitto per mettere i like alle foto delle amiche, leggere qualche post, magari un giretto su Pinterest…e in breve quello che #éperlavoro diventa cazzeggio di un’ora!

Ovviamente Double non può restare sguarnita, perciò ho deciso che avrò degli orari fissi nei quali controllare Facebook, Messenger e Instagram ed ho già settato le sveglie sull’iPhone: alle 12,00 e alle 19,00.

Il customer care di Double verrà monitorato due volte al giorno e ho la sensazione che dedicare a questa attività un’ora a fine mattina e una a fine pomeriggio sia anche un modo per “ricompensarmi” del lavoro svolto!

Oggi è il primo giorno lavorativo “offline”: sono le 11,30, ho finito di scrivere questo post e mi sento molto produttiva 🙂 Vediamo come va tra una settimana!

*Gioia Gottini, se stai leggendo queste righe: mettiti una mano sulla coscienza e dammi uno degli otto posti al retreat su planning di settembre!


 

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