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Diy, INCI & Ingredienti

Burro di Karité: come usarlo

Marzo 2, 2015

La scorsa settimana ho confessato su Facebook di aver provato a riutilizzare per qualche giorno un fondotinta siliconico tradizionale della MAC, spinta più che altro dal pensiero che fosse un peccato buttarlo, “con quello che costa”. Pessima idea: in men che non si dica sulla fronte mi è comparsa un’area di pelle secchissima e screpolata, di quelle con tutte le pellicine alzate — che se poi sopra ci metti il fondotinta è uno spettacolo, perché le pellicine si colorano e si notano ancora di più! Ok, ho capito: una volta che si passa all’ecobio non si torna indietro, ma come risolvo? Semplice, con applicazioni quotidiane di burro di Karité puro!

Visto che sono bastati solo due giorni a risolvere il problema, ho pensato che potesse interessarti un post su questo ingrediente miracoloso, che puoi trovare facilmente in molti negozi (erboristeria, profumeria, supermercato…) o online e che ha davvero una marea di utilizzi. Unica nota: controlla sempre che sulla confezione ci sia scritto solo il nome INCI del burro di Karité, ovvero “Butyrospermum Parkii Butter” e basta! Niente profumo, niente additivi, niente conservanti: solo burro puro.

Tanto per cominciare, una precisazione: il burro di Karité nasce come ingrediente alimentare. E’ una sostanza vegetale che si estrae dai semi del karité, un albero che cresce spontaneo nell’Africa occidentale. I semi vengono prelevati dalla noce di karité, essiccati, pestati e tostati manualmente fino ad essere trasformati in una pasta spessa, di colore variabile — dal verde chiaro al bianco avorio — lievemente profumata e dal sapore quasi dolce. Questa viene poi bollita a lungo e la parte non raffinata che viene a galla viene scolata e fatta raffreddare. Viene utilizzato come grasso vegetale in molti piatti della cucina africana, ma non ti sto consigliando di metterlo in padella perché quello che si trova in commercio in Italia è a scopo cosmetico, a meno che tu non sia tanto fortunata da trovarne un po’ a scopo alimentare in qualche negozio di alimenti etnici.

Le donne africane lo utilizzano da secoli anche come prodotto cosmetico, applicandone dosi generose su pelle e capelli per proteggerli da caldo, sole e disidratazione. Viene usato come unguento per curare bruciature ed eritemi, piccole ulcere ed irritazioni della pelle ed è ricco di Vitamina A, D ed E che lo rendono un cosmetico “completo” con proprietà idratanti, emollienti, lenitive e protettive.

Appurato che è un prodotto semi miracoloso, vediamo come possiamo usarlo per la cura di pelle e capelli:

  • Si presta benissimo come maschera per lenire la pelle secca o screpolata. Basta applicarne una piccola quantità sulla pelle pulita e il calore delle mani lo scioglierà rapidamente in un morbido olio nutriente, da massaggiare su viso e collo con movimenti circolari per qualche minuto. Tieni in posa un quarto d’ora e poi leva l’eccesso con una velina.
  • E’ un ottimo sostituto della crema notte antirughe: usalo prima di andare a dormire, applicandone un velo su rughe e zone più delicate, come ad esempio il contorno occhi.
  • E’ un fantastico burrocacao: stendine un po’ sulle labbra per idratarle e nutrirle, senza renderle appiccicose.
  • Riesce a schermare alcuni raggi UV: non usarlo ad agosto sulla spiaggia perché non sarebbe sufficiente, ma come filtro solare d’emergenza va benissimo! Però ad agosto in vacanza portatelo lo stesso perché come doposole è ottimo, soprattutto se ti sei scottata o se ti è venuto un piccolo eritema. Portalo anche sulla neve per contrastare le screpolature da freddo.
  • Mescolato con un cucchiaino di zucchero si trasforma in un delicato scrub per il corpo, da usare sotto la doccia — così poi ti risparmi la seccatura di mettere la crema corpo!
  • E’ ottimo per ammorbidire le cuticole quando fai la manicure, o come trattamento di bellezza per i piedi.
  • Puoi usarlo sui capelli come maschera nutriente prima di lavarli. Ti consiglio di mescolarlo a qualche altro olio vegetale e di scaldarlo un po’, per rendere più semplice l’applicazione. Potresti ad esempio mescolare parti uguali di burro di Karité, olio di Cocco e olio di Oliva, scaldandoli un po’ a bagnomaria o nel microonde — poco che non vuoi scottarti! — e poi applicando il tutto sui capelli leggermente inumiditi. Avvolgi la testa con la pellicola, poi metti sopra un asciugamano caldo e tieni in posa il più possibile. Infine lava i capelli con uno shampoo delicato e vedrai come saranno morbidi.
  • Sempre per i capelli, il burro di Karité è fantastico come crema idratante per le punte secche: prima di andare a dormire ne prendo una piccola dose, quanto basta per massaggiare le punte senza ungerle, e al mattino i capelli hanno assorbito il burro e le punte sono nutrite e lucide.
  • Puoi usarlo come olio da massaggio, visto che il suo punto di fusione è vicino alla nostra temperatura corporea: massaggiato tra le mani si trasforma in un morbido olio che va benissimo anche per lenire i dolori muscolari, visto che ha anche una blanda azione antinfiammatoria.
  • Usalo al posto della vaselina se ti fai un tatuaggio e più in generale per tutte quelle volte che vuoi isolare una porzione di pelle da aggressioni esterne.
  • Mettilo sul naso quando sei raffreddata e le narici sono diventate tutte rosse e secche.
  • E’ ottimo sulla pelle dei bimbi, per contrastare gli eritemi da pannolino e tutti gli arrossamenti che vengono sulla loro pelle delicata.
  • In microscopiche quantità è ottimo come illuminante nel trucco, ad esempio applicato appena sopra gli zigomi se vuoi un effetto glowing.

Ho dimenticato qualche utilizzo? Sono curiosa di sapere se usi il burro di Karité e come, aspetto di scoprirlo nei commenti. 🙂

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