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Salviamoci la pelle

23 Dicembre, 2014

Se vi dicessero che avete l’80% di possibilità di avere/fare/trovare/vincere qualcosa, cosa pensereste? Probabilmente nella vostra testa suonerebbero queste parole: “Ce l’ho già in tasca!”. L’80% è una gran bella percentuale: vuol dire 8 su 10, vuol dire che solo 2 su 10 non vincono. L’80% è tanto. Avete l’80% di possibilità di vincere al Superenalotto: tutti a giocare, giusto? Bene, prendete questo concetto e mettetelo da parte.

Ora pensate a quella volta che avete preso una storta alla caviglia, o che vi faceva male la spalla o il collo. Cosa avete fatto? Probabilmente avete applicato una pomata medicale, tipo Lasonil, per intenderci. Come credete che funzioni quel tipo di medicamento? Per magia? No, semplicemente contiene uno o più principi attivi che vengono assorbiti dalla pelle e che vanno ad agire sulla zona contratta o infiammata. Ci siete? Bene.

Ora fate 2 più 2: sapete quanto assorbe la pelle? Esatto, l’80% delle sostanze con le quali entra in contatto. Il che va benissimo se avete il collo indolenzito e volte farvi passare il dolore. Ma la pelle ha questa capacità di assorbimento sempre. Questo vuol dire che se entra in contatto con sostanze tossiche o potenzialmente pericolose, ne assorbirà l’80%.

Niente allarmismi: alcune sostanze hanno una composizione molecolare talmente grande che non riescono a penetrare la barriera della nostra pelle. La paraffina ad esempio, così come tutti i vari petrolati — cioè quelle sostanze derivate dal petrolio — non penetra: é troppo grande. Resta in superficie e sporca la pelle, causa tutti quegli inestetismi cutanei che detestiamo, ma non si muore per un paio di brufoli. Il discorso cambia per tutte quelle sostanze potenzialmente dannose che a volte vengono utilizzate dalle grandi case cosmetiche, soprattutto come conservanti. La formaldeide ad esempio: è una sostanza con un elevato potere battericida, funghicida e disinfettante, ma è anche una delle sostanze tossiche più pericolose, in grado di scatenare irritazioni ed allergie da contatto, ma soprattutto associata allo sviluppo di diverse forme tumorali.

“Basta leggere l’elenco degli ingredienti” — direte voi — “e se c’è scritto Formaldeide non lo compro”. Tranquilli, non lo troverete mai scritto: l’Unione Europea ha vietato da tempo l’utilizzo di questa materia nei cosmetici finiti. Peccato che ci siano molte altre sostanze che — pur non chiamandosi espressamente “formaldeide” — siano però “cessori di formaldeide”: vuol dire che con il tempo si deteriorano e rilasciano formaldeide e per questi non c’è alcun divieto. Ad esempio il Sodium Hydroxymethyl Glicinate, il Benzylhemiformal, l’Imidazolidinyl Urea e la Diazolinidyl Urea sono sostanze che decomponendosi potrebbero rilasciare formaldeide all’interno del prodotto cosmetico. Vatteli a ricordare però, con questi nomi.

La soluzione? Molto semplice: imparare a leggere l’INCI, ovvero l’elenco degli ingredienti che per legge deve essere su ogni confezione di prodotto cosmetico e per farla ancora più semplice scartate tutti quelli che contengono paraffina: se leggete Paraffinum Liquidum, Mineral Oil, Vaselina o Petrolatum rimettete il flacone sullo scaffale e tanti saluti, non vedo perché spendere soldi per un prodotto che — come minimo — vi sporcherà la pelle.

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