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Vegan

Cruelty Free, Inci, Vegan

Ingredienti splatter nei cosmetici

Gennaio 8, 2018

Come forse ricorderai tutti i prodotti Double hanno il bollino del programma “Beauty without bunnies” della PETA e sono certificati come vegan e cruelty free. Questo significa che all’interno dei miei cosmetici non ci sono ingredienti di origine animale: non uso nemmeno il miele, che pure fa benissimo alla pelle!

Purtroppo gli ingredienti di origine animale sono spesso “nascosti” sotto nomi INCI un po’ strani e magari non è così semplice riconoscerli. Qui ti elenco i più diffusi, così la prossima volta che sei in profumeria puoi controllare subito se “quella crema miracolosa” è davvero cruelty free come dicono:

  • Squalene — bellissimo emolliente per la pelle, può essere estratto dall’olio di oliva (ci piace) o dal fegato degli squali (non ci piace). Se c’è scritto “squalene vegetale” o se il prodotto ha il bollino vegan, puoi stare tranquilla.
  • Lanolina — viene usata come sostanza idratante e si estrae dalla lavorazione della pelle di pecora.
  • Collagene — è una sostanza presenta naturalmente nella nostra pelle, con l’aumentare dell’età diminuisce. L’industria cosmetica propone millemila prodotti “al collagene” vantandone gli effetti antiage. Peccato solo che venga ottenuto dalla bollitura degli scarti animali (pelle, ossa, tendini, ecc.).
  • Cheratina — usatissima nei prodotti per capelli, viene di solito estratta dalla criniera, dalle piume o dalle corna di diversi animali. Le alternative vegetali ovviamente ci sono: l’olio di amla e le proteine della soia o del grano.
  • Placenta — questa nemmeno la commento. Per ottenerla non muore nessun tenero animaletto, ma che schifo!
  • Carminio — colorante noto sin dai tempi degli antichi Romani, si ottiene schiacciando un insetto rosso, la cocciniglia. Ne servono circa 70mila per produrre un chilo di colorante, che poi usano per il rossetto!
  • Muschio bianco — fragranza famosissima, che a me ricorda gli anni del liceo. Non è — come il nome farebbe pensare — di origine vegetale: è una secrezione dei genitali di alcuni animali, come il cervo muschiato e i castori.
  • Elastina — quante volte mi hai sentito dire che il nostro derma è composto da fibre di elastina e collagene? Quella nei cosmetici viene estratta dai legamenti delle mucche.
  • Proteine della seta — molto usate in cosmesi, si ottengono prendendo i bachi da seta e frullandoli. Non male, eh?!
  • Bava di lumaca — ne avrò parlato mille volte! Le lumache producono questa sostanza quando sono stressate, perciò per la produzione vengono messe all’interno di macchine vibranti: si spaventano — giustamente — e producono la “bava”. Peccato che nel processo parecchie chiocciole muoiano!

Un discorso a parte merita infine l’olio di palma: pur essendo vegetale NON E’ cruelty free perché il suo processo di estrazione comporta la distruzione dell’habitat di moltissime specie, primi tra tutti gli oranghi. Purtroppo oggi tante aziende cosmetiche lo usano in grandi quantità: nell’INCI lo trovi (di solito ai primi posti) come Palm Oil, ma anche come Hydrogenated Vegetable Oil o come Elaeis Guineensis Oil.

Ok, mi rendo conto che da parte mia non è molto carino farti iniziare la settimana facendoti venire la nausea e di questo ti chiedo scusa. Ma non credi che sia importante sapere cosa ti metti in faccia, per davvero?!

Non è nemmeno una questione di sensibilità ambientale o di etica: una persona è liberissima di non avere a cuore gli animali, ma non per questo le deve far piacere spruzzarsi addosso secrezioni genitali o applicare sulle labbra insetti schiacciati!

Ovviamente, come sempre, ti suggerisco di imparare a leggere l’INCI dei tuoi prodotti cosmetici, perché è l’unico modo per essere davvero sicura di applicare sulla pelle un prodotto cruelty free e se non sai come fare puoi sempre mandarlo a me. 😉

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Bellezza Diy, Dry Brushing, Stiamobio, Vegan

Il Dry Brushing: semplicissimo ed efficace!

Dicembre 11, 2017

Oggi si torna alle origini: parliamo di una tecnica beauty molto semplice ed estremamente efficace — “finalmente”, dirai tu: il dry brushing.

Ti confesso che la prima volta che ne ho sentito parlare mi sono detta: “In fondo non è tanto diverso dalla strigliatura di un cavallo!” e in effetti sia la tecnica che lo strumento — una spazzola con setole naturali un po’ dure — non differiscono più di tanto.

Ciccio mio è molto più bello, ça va sans dire!

Il dry brushing consiste nello spazzolare tutto il corpo a secco con ampi movimenti circolari, e promette di apportare un sacco di benefici, tra i quali:
esfoliazione (e questo era il più prevedibile)
– stimolazione del sistema linfatico e del sistema circolatorio
eliminazione delle tossine dall’organismo
miglioramento della digestione
– diminuzione della cellulite (qui dubito, ma sicuramente una pelle più “bella” fa vedere meno l’eventuale cellulite sottostante)

Ok, se fa anche il bucato vince il titolo “trattamento del secolo”!

Vediamo come si fa!

  1. Ti serve una spazzola con le setole naturali, di solito le fibre sono vegetali e il corpo è in legno. Tipo questa ad esempio.
  2. Inizia il massaggio partendo dalla parte bassa delle gambe, usa piccoli movimenti circolari per attivare la circolazione e sali lentamente verso l’alto.
  3. Poi passa alle braccia, sempre nello stesso modo.
  4. Per il corpo, immagina di dividerlo in due parti: sul torace applica una pressione meno forte e spazzola delicatamente dall’esterno all’interno. Sulla pancia invece segui un movimento antiorario che stimola i processi digestivi di stomaco e intestino.
  5. Non premere troppo la spazzola sulla pelle, massaggia dolcemente sulle aree più sensibili e “sfogati” su quelle meno delicate, come gambe e glutei. In ogni caso ricordati che la pelle non deve graffiarsi — mentre potresti notare un lieve arrossamento, indica che il microcircolo si è riattivato.
  6. Tutto il processo dovrebbe durare 3–5 minuti al massimo. Puoi ripeterlo una volta a settimana, ma anche più spesso se sei in un periodo di detox perché aiuta il tuo organismo a liberarsi dalle tossine. L’ideale sarebbe farlo al mattino per riattivare tutto l’organismo, sulla pelle asciutta prima di infilarti nella doccia

“E’ il trattamento giusto per la mia pelle?”
Il dry brushing è una tecnica antica, presente anche nella medicina Ayurvedica, ma poi la regola generale è sempre “ascolta le tua pelle!”. Stabilisci tu frequenza e pressione, in base alle tue esigenze e alla risposta della tua pelle.

Già conoscevi il dry brushing? Come sempre sono curiosa di sapere se ci proverai!

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Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Maschera viso al cetriolo, per quando fa caaaaaldo!

Luglio 24, 2017

Oggi ti propongo di fare insieme una maschera viso suuuuper rinfrescante, perfetta per dare sollievo alla pelle dal caldo!

Ti servono pochissimi ingredienti e potrei giurare che li troverai tutti in cucina! Pronta? Via!
Procurati:

  • mezzo cetriolo — idratante e rinfrescante, aiuta a bilanciare il PH della pelle
  • 1 cucchiaio di yogurt bianco — è leggermente acido e fa un effetto esfoliante delicatissimo
  • 2 o 3 cucchiai di farina d’avena — ha proprietà calmanti ed è perfetta per la pelle più sensibile

Pela e taglia a pezzi il cetriolo, tieni da parte due fette da mettere sugli occhi per fare un po’ di scena e frulla il resto assieme allo yogurt.
Aggiungi la farina d’avena “a occhio”, in modo da avere un consistenza non troppo liquida.

Applica la maschera su viso e collo puliti e struccati, tieni in posa 15 minuti poi togli l’eccesso con una spugnetta e sciacqua bene con un po’ di acqua.

Bonus tip: prima di applicare la maschera, prova a mettere 5 gocce del mio Siero viso antiage su viso e collo. Questo suggerimento vale per TUTTE le maschere che fai, perché funzionano in base allo stesso principio: occludono la pelle durante il tempo di applicazione, favorendo così la penetrazione dei principi attivi e rendendo la pelle più rosea e dal colorito uniforme!

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Green Beauty, Inci, Skincare, Stiamobio, Vegan

Come usare l’autoabbronzante: la guida Double alla tintarella senza UV

Luglio 17, 2017

Qualche settimana fa ho fatto un live su Facebook dedicato ai solari: i raggi UV fanno male, quali ingredienti vuoi trovare nelle creme solari, eccetera eccetera. Quindi tutte le informazioni che ti servono per proteggerti dal sole le trovi in quel video.

Oggi invece parliamo di abbronzatura e soprattuto di come porre rimedio alle gambe perennemente bianche, ovvero tutte le dritte Double per usare l’autoabbronzante.

Breve storia triste:
Double usa l’autoabbronzante sulle gambe.
Double si ritrova con le mani macchiate di arancione e una puzza terribile che le aleggia attorno.
Le gambe di Double restano bianche.
Fine.

Se è capitato anche a te, ecco i miei consigli per un’applicazione perfetta!
Pronta? Via!

  • Prima di applicare l’autoabbronzante, prima ancora di pensare di applicarlo, è fondamentale lavare, depilare, esfoliare e idratare la pelle. Immagina di dover preparare il campo operatorio per un chirurgo. (Se fai la ceretta, aspetta almeno 24 ore prima di mettere l’autoabbronzante.)
  • Per l’esfoliazione puoi provare uno dei miei tanti scrub: quello al caffè, quello al sale rosa, oppure usare il guanto di crine, la loofa…
  • Dopo aver scrubbato per bene devi idratare la pelle con un po’ di crema. Stendine un velo leggero, servirà a far scivolare meglio l’autoabbronzante.
  • Applica un po’ di crema in più sulle zone più secche e ruvide: mani, piedi, gomiti, ginocchia. Più la pelle è secca, più l’autoabbronzante tenderà ad “aggrumarsi”.
  • Aspetta 15 minuti che la crema si assorba per bene, poi infila un paio di guanti in lattice (quelli usa e getta vanno benissimo) così eviterai di sprecare prodotto e di ritrovarti col palmo della mano arancione!
  • Inizia a spalmare una piccola quantità di autoabbronzante. Fai uno strato sottile: ad aggiungerne altro fai sempre in tempo.
  • Se ci sono delle aree dove non vuoi applicare l’autoabbronzante, puoi proteggerle con un sottile strato di burro di karité — ad esempio le sopracciglia, se applichi il prodotto anche sul viso.
  • Per un effetto naturale, rispetta quelle zone del corpo che non si abbronzerebbero con il sole, come il palmo delle mani e l’area tra le dita.
  • Aspetta almeno 10 minuti prima di vestirti e 12 ore prima di fare la doccia.
  • Nei giorni successivi abbonda con la crema idratante per far sì che l’abbronzatura duri più a lungo.

So cosa stai per chiedermi: “Double, ma tu che autoabbronzante usi?”. Questo!

#StiamoBio

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First Time, Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio, Vegan

La pelle assorbe

Febbraio 6, 2017

Nota bene: Io non sono un medico né ho studiato medicina. Mi piace però capire come funzionano le cose e sono anche brava a spiegarle in termini semplici — una volta che le ho capite. Quindi quello che segue non è — e non vuole essere — un testo scientifico: è quello che ho capito io a proposito di com’è fatta la pelle umana e di come funziona. Ne ho parlato con diversi medici, ho letto testi di settore che trovate in bibliografia e ne ho tratto le mie conclusioni. In ogni caso, per qualsiasi problema cutaneo, andate dal medico e lasciate perdere quello che trovate scritto online!

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed ha molteplici compiti: protegge tutto quello che c’è sotto – muscoli, nervi, ossa e organi interni – contiene le terminazioni nervose che ci permettono di avere il senso del tatto, regola la temperatura interna del corpo. I suoi due strati principali sono:

  • Epidermide — è lo strato più superficiale della cute, composto a sua volta da diversi strati. Tra questi, il malefico “strato lucido”: il più difficile da penetrare. Se vi siete mai feriti un dito e avete visto che dalla ferita non usciva sangue, ma il fondo era lucidissimo…beh, avete visto lo strato lucido!
  • Derma — un tessuto connettivo, prevalentemente composto da collagene ed elastina. E’ a questo strato che i cosmetologi vogliono arrivare quando formulano un cosmetico, che dia una pelle bella, elastica e senza rughe.

Sotto al derma c’è l’Ipoderma: un tessuto adiposo, più o meno spesso a seconda della zona del corpo. I cosmetici qui non arrivano, perciò si interviene con infiltrazioni ad ago.

La pelle è idrorepellente, nel senso che l’acqua non passa, ma non impermeabile: alcune particelle molto piccole (parlo di molecole con dimensioni inferiori o uguali ai 40 nm) sono in grado di penetrarne lo strato superficiale. La maggior parte di queste sostanze si diffonde orizzontalmente, tra le cellule dell’epidermide, ma alcune sono in grado di viaggiare verticalmente lungo i canali follicolari e penetrare fino al derma.
La pelle inoltre è più o meno spessa a seconda della zona del corpo – quella del contorno occhi è molto più sottile di quella sulla schiena, ad esempio – e ovviamente più è sottile, più è permeabile. Pensa alle ascelle: la pelle è sottile, non c’è ipoderma e ci sono diversi canali follicolari, belli grandi e profondi. E’ ovvio che un prodotto applicato in questa zona riuscirà a penetrare meglio rispetto ad uno spalmato sul sedere—dove lo strato del derma…beh, diciamo che è più spesso, ecco!

Alcuni fattori influenzano il grado di permeabilità della pelle:

  • lo stato della pelle: è sana? Presenta lesioni? E’ affetta da condizioni patologiche? Una pelle sana, senza ferite, è molto più “resistente” di una che invece è stata in qualche modo danneggiata.
  • l’idratazione: aumenta le dimensioni dei pori e favorisce la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili.
  • il tipo di pelle: di quale che zona del corpo stiamo parlando? La penetrazione delle sostanze è influenzata dalla zona di applicazione, perché la struttura della pelle e il pH variano localmente.
  • le caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un’azione selettiva nei confronti di varie sostanze. Alcune passano attraverso la via pilo-sebacea (in linea di massima le sostanze lipidiche o sospese in lipidi), altre invece seguono la via transcellulare, quindi si muovono di cellula in cellula.

Infine esistono alcune sostanze più piccole sono in grado di veicolare quelle più grandi nei diversi strati: sono i cosiddetti “eccipienti” (enhancers, se ci piace fare gli anglofoni) dei quali si sente tanto parlare. Il bravo cosmetologo sa che il principio attivo da solo non è in grado di penetrare fino al derma, allora lo “lega” ad un eccipiente che funziona un po’ come un taxi: carica il principio attivo e lo porta a destinazione. Questi taxi/eccipienti sono in grado di attraversare gli strati dell’epidermide e quindi consentono la formulazione di creme efficaci ed economiche, perché il principio attivo costa moltissimo, mentre l’eccipiente è più economico.Quindi, una crema che contiene l’1% di principio attivo e il 10% di
eccipiente, sarà più efficace e meno costosa di una crema fatta
con il 10% di principio attivo e nessun eccipiente.

A volte può succedere che il “taxi rapisca il cliente”, nel senso che se il principio attivo è molto solubile nell’eccipiente, i due potrebbero non separarsi più una volta che hanno passato gli strati dell’epidermide.

Ora, la domanda che vi faccio è: ma questi eccipienti sono sicuri nel lungo periodo? Se me li spalmo addosso per 20 anni, cosa potrebbe succedermi?

La risposta è: ad oggi, non lo sappiamo perché non esiste uno studio scientifico definitivo che chiuda la questione.

Però consentitemi un parallelismo: i primi studi scientifici sulla relazione tra alimentazione e alcuni tipi di malattie (come cancro, cardiopatie e malattie autoimmuni) sono stati effettuati verso le fine degli anni ’70. Benché fosse evidente che un elevato consumo di prodotti di origine animale fosse da collegare con l’insorgere e il progredire di queste patologie, l’industria alimentare iniziò immediatamente una manovra difensiva per screditare questi studi, che rappresentavano un enorme pericolo per i suoi interessi economici.  Oggi invece nessuno si scandalizza se un oncologo dice che mangiare troppa carne provoca il cancro.
Ci sono voluti “solo” 40 anni. Con l’industria cosmetica è lo stesso: oggi si comincia a sentir parlare del fatto che alcuni ingredienti usati nei cosmetici sono tossici, pericolosi, potenzialmente cancerogeni.

Concludendo: credo che nella scelta del cosmetico dovremmo mettere la stessa cura che usiamo al supermercato quando leggiamo la lista degli ingredienti dei biscotti. Se contengono grassi idrogenati e io non voglio mangiare quel tipo di ingrediente, posso scegliere se acquistarli o meno, ma almeno LO SO! L’importante è che l’informazione sia a disposizione di tutti, poi ciascuno di noi è libero di scegliere il prodotto che preferisce…oppure decidere di farsi i biscotti a casa!

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Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Il rimedio #affiDouble per talloni morbidi

Luglio 3, 2017

Come stanno i tuoi talloni? Se stai rimandando il momento in cui indosserai i sandali perché li vedi secchi e screpolati… ho il rimedio per te!

Forse fino ad oggi non ci hai fatto più di tanto caso, hai dimenticato di fare lo scrub e di applicare la crema idratante. Poco male, rimediamo in fretta con un trucchetto naturale molto semplice.

Ti servono:
– sale fino
– olio (oliva, riso, jojoba…quello che vuoi!)
– 1 limone grande
– acqua calda
crema idratante
– pellicola da cucina
– calzini

Pronta? Procediamo!

  1. Taglia a metà il limone, spremi il succo e versalo nell’acqua calda, dove immergerai i piedi tra pochi istanti.
  2. Prepara uno scrub semplice con sale e olio. Aggiungi un po’ di docciaschiuma o di shampoo per dargli una consistenza più gradevole da maneggiare.
  3. Prendi le due metà di limone avanzate e usale su talloni come se fossero uno spremiagrumi — lo so, fa squish squish ed è un po’ strano, ma fidati! Il succo acido del limone ammorbidisce la pelle che si è indurita.
  4. Adesso puoi mettere i piedi nell’acqua calda e tenerli lì per almeno 10 minuti.
  5. Dopo l’ammollo fai lo scrub sulla pelle umida con il mix che hai preparato prima: il sale gratta via le cellule morte e l’olio nutre la pelle.
  6. Applica uno spesso strato di crema idratante e avvolgi i piedi nella pellicola da cucina, poi infila i calzini e goditi l’effetto “maschera” per almeno 20 minuti.

Io ti consiglio di farlo la sera così alla fine puoi rimuovere la pellicola, rimetterti i calzini e tenerli su tutta la notte. Al risveglio avrai due piedini da fata, pronti per i sandali!

Fammi sapere se ci provi, mi raccomando!

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Bellezza Diy, Cruelty Free, Stiamobio, Vegan

Bombe da bagno DIY!

Giugno 12, 2017

Se sei un’appassionata delle bombe da bagno — o “ballistiche” — questa è la ricetta per te! Dopo averne provate non so più quante, ho trovato finalmente quella che funziona perfettamente e la voglio condividere con te!

Piccola premessa: gli ingredienti sono tutti abbastanza facili da reperire, mentre è un po’ più complesso trovare lo stampo. Se vuoi proprio quello rotondo puoi prendere questo, oppure cercare nei negozi per crafter quelle sfere di plastica trasparente che si aprono in due metà. In alternativa, vanno benissimo gli stampi in silicone per dolci 😉

Detto questo, passiamo alla ricetta che è in “cups”, quindi meglio se usi i misurini americani e non la tazza per il cappuccino!

Ti servono:
Bicarbonato, 1 tazza
Acido citrico, 1/2 tazza — lo trovi nei negozi che vengono detersivi green, è un ottimo sostituto dell’ammorbidente, provalo nel bucato!
Sali di Epsom, 1/2 tazza
Amido di mais, 1/2 tazza
Colorante alimentare — quello per dolci, tutti i colori che ti piacciono
Olio di mandorle dolci, 3 cucchiai — va bene anche quello di riso, quello di jojoba, il burro di cocco sciolto a bagnomaria…eviterei l’olio d’oliva perché di solito ha un odore abbastanza forte.
Acqua, 1 cucchiaino
– i tuoi oli essenziali preferiti

Il procedimento è super semplice: in una ciotola mescola tutte le polveri, a parte prepara un mix dei liquidi e poi aggiungilo lentamente alle polveri. Dico lentamente perché l’acido citrico — è quello che fa il friiiizzz — si attiva con l’acqua, quindi la parte liquida dev’essere aggiunta goccia a goccia.

Una nota sul colorante: se vuoi tutte le bombe di un unico colore, aggiungilo al mix di polveri. Se invece vuoi farne di colori diversi ti consiglio di preparare prima l’impasto “base” e poi di dividerlo in tante ciotole alle quali aggiungerai i singoli colori. Stesso discorso per il profumo dato dagli oli essenziali 😉

Alla fine ti troverai con una specie di sabbia bagnata: pressala nello stampo — pressala bene, dai che tonifichi i pettorali! — e poi lascia la bomba ad asciugare per almeno 24 ore prima di usarla.

Come sempre sono curiosa di sapere se ci proverai!

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Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Girl with glasses — dritte beauty per le ragazze con gli occhiali

Giugno 5, 2017

Qualche settimana fa sono andata alla presentazione del libro della Snob — aka Marta Zura-Puntaroni, ha scritto il suo primo romanzo “Grande Era Onirica” e lo ha presentato qui a Roma. Marta ed io ci conosciamo via web da più di due anni, siamo amiche su Facebook e interagiamo spesso. Eppure, quando sono andata a salutarla, non mi ha riconosciuta subito perché portavo gli occhiali, che online non mi hai mai visto — nei video non li metto perché le lenti fanno riflesso!

Sono miope — parecchio miope — da quando avevo 14 anni ed ho imparato a usare le lenti a contatto solo molto tardi, perciò per un sacco di tempo ho portato gli occhiali e basta.
Non me ne sono mai fatta un grosso problema: mi piace come mi stanno e come incorniciano lo sguardo. Certo, ho dovuto imparare a scegliere la montatura giusta, a capire quale valorizzi il mio viso e sì, confesso di aver acquistato occhiali “sbagliati” perché mi piacevano nella pubblicità.

Per dire l’importanza della montatura:
Io: “Amore, come mi stanno questi?”
Lui: “Benissimo, sembri Gisele Bündchen”
Io: “E questi?”
Lui: “Con questi sembri Stanley Tucci”

Detto questo, ecco un po’ di dritte beauty se come me porti gli occhiali!

  • Le lenti per correggere la miopia fanno sembrare l’occhio più piccolo: meglio un make-up più naturale al posto di uno smokey da gattona. Se invece sei ipermetrope vale l’esatto contrario: un trucco che tende a rimpicciolire gli occhi è perfetto per evitare l’effetto E.T.
  • Gli occhiali possono creare delle ombre sotto gli occhi, perciò ricordati di applicare un correttore illuminante!
  • La montatura sottolinea l’arco delle sopracciglia, che quindi devono essere super curate! Niente peletti fuori posto e — se possibile — in linea con lo spessore della montatura.
  • Usa, con delicatezza, il piegaciglia: non solo farà apparire il tuo sguardo più bello, ma eviterà che le ciglia sbattano contro le lenti.
  • Se hai usato la mano leggera nel trucco occhi, puoi sbizzarrirti sulle labbra: osa un colore acceso e la matita per definirle bene!
  • Inutile dire che le lenti devono essere sempre pulite! Io le lavo con acqua e un po’ del mio detergente viso. Paradossalmente è importante leggere l’INCI anche in questo caso: saponi che contengono siliconi o petrolati potrebbero lasciare una patina grassa sulla lente, mentre con un detergente troppo aggressivo rischi di rovinare quegli effetti anti-graffio e anti-riflesso che vengono applicati quando ordini gli occhiali dall’ottico!

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Diy, Green Beauty, Stiamobio, Vegan

Lip Balm colorato

Maggio 15, 2017

Se ti è piaciuta la mia ricetta “base” del burrocacao, sicuramente ti piacerà anche questa: si tratta di un lip balm colorato fatto con pochissimi ingredienti — ovviamente tutti naturali — e molto semplice da realizzare.
Cominciamo? Cominciamo! Ti servono:

  • Olio di cocco — 1 cucchiaio
  • Cera d’api (o cera candelilla se sei vegan) — 1 cucchiaio
  • Burro di karité — 1 cucchiaio
  • Olio di ricino (serve a dare l’effetto shine: se vuoi un lip balm opaco puoi ometterlo) — 5 gocce
  • Glicerina — 5 gocce

Questa è la base del tuo lip balm, adesso vediamo come colorarlo. Ovviamente è un burrocacao, quindi non aspettarti un colore intenso come quello di un rossetto 🙂 Puoi usare:

Le polveri di solito fanno fatica a mescolarsi con gli oli, perciò ti consiglio di iniziare mescolando la polvere all’olio di cocco (inizia con la punta di un cucchiaino come quantità, poi magari aggiungi), incorporarla bene e solo dopo sciogliere a bagnomaria tutti gli ingredienti.
Una volta ottenuto il mix liquido puoi versarlo in una scatolina oppure in un contenitore per lip balm vuoto e ben pulito.

Come sempre sono curiosa di sapere se proverai questa ricetta perciò scrivimi nei commenti!

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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Shampoo secco al cacao

Aprile 24, 2017

Confesso di non essere mai stata una grande fan dello shampoo secco. L’idea di mettermi una polverina in testa invece che farmi uno shampoo mi sembrava uno sbatti inutile. Dicevo: ma che ci vuole a lavarsi i capelli! “Dicevo” è la parola chiave. L’imperfetto qui è d’obbligo perché:

  1. La mia idea di “farmi i capelli” consisteva in: li lavo sotto la doccia e li lascio asciugare all’aria
  2. La mia propensione allo sport era pari a zero, quindi i capelli restavano puliti abbastanza a lungo

Oggi invece non posso quasi più permettermi di non asciugarli e metterli in piega — vuoi per esigenze “sceniche” con le dirette di #StiamoBioLIVE, vuoi perché Signora-Mia-A-Una-Certa-La-Cervicale. Però sono anche costretta a lavarli quattro volte a settimana, di più sarebbe follia!

L’idea di mettermi una polvere chimica in testa continua a non piacermi, ma per fortuna ho trovato un’ottima alternativa super naturale e sono qui a proporti questa versione di dry shampoo d’emergenza, che ho provato la settimana scorsa.

Alla base di tutto c’è l’amido di mais — che trovi al supermercato. Se già lo compri per fare le torte sai benissimo com’è fatto: bianco come la farina, con una consistenza un po’ più leggera del bicarbonato. Ha un forte potere assorbente e messo a piccole dosi alla radice dei capelli cattura il sebo in eccesso, dando anche un leggero effetto volume se massaggiato bene.

Il problema è il colore: se sei bionda il bianco dell’amido di mais non si vedrà, ma se sei castana come me hai voglia a spazzolare i capelli per mandarlo via! Ecco che entra in scena il mio amore segreto — mica tanto segreto: il cacao! La polvere di cacao amara, mescolata all’amido di mais — vedi sotto le proporzioni — risolve “l’effetto neve” egregiamente. In questa ricetta c’è anche un po’ di olio essenziale di menta piperita: è purificante, antibatterico e stimola la crescita dei capelli!

Per i capelli biondi o bianchi:
– Usa solo l’amido di mais
Per le castane chiaro/biondo cenere:
– 3 parti di amido di mais e una di cacao
Per le castane scuro/nere:
– 2 parti di amido di mais e 2 di cacao

Qualunque sia il tuo colore aggiungi al tuo mix qualche goccia — io ne metto 1 per ogni cucchiaio di polvere — di olio essenziale di menta piperita. Shakera bene il tutto e conserva in un barattolo di vetro.

Quando serve, spargine poco sulle radici —puoi usare una saliera — e massaggia molto bene la cute con movimenti circolari. Poi aspetta qualche minuto e spazzola via i residui. La polvere è molto sottile, ti consiglio di fare tutto il procedimento prima di vestirti!

Come sempre fammi sapere se lo provi e se ti piace, io sono qui che aspetto le tue risposte!

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