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Cicatrici, Inci, Pelle, Stiamobio

Guarire le cicatrici: è possibile?

Novembre 19, 2018

Negli ultimi anni tutte le amiche che hanno partorito con taglio cesareo mi hanno detto: “Adesso però fammi una crema per togliere questa cicatrice!”
Ora, parliamo un attimo di cicatrici, ma parliamone in maniera seria.

1. Le cicatrici NON sono tutte uguali.

Le cicatrici da acne NON sono come le smagliature e le smagliature a loro volta NON sono come le cicatrici da taglio. Allo stesso modo la cicatrice che ti ha lasciato un bravo chirurgo NON è la stessa cicatrice di quando hai fatto un frontale con il pipistrello in motorino e ti sei spalmata sull’asfalto — e sì, mi è successo. Il pipistrello, non il chirurgo.

2. Che cos’è una cicatrice.

La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (patologica o traumatica), ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide. (Wikipedia).

Partiamo dal fatto che la pelle è un organo, che isola e protegge il nostro corpo dagli agenti esterni. In caso di ferita, la pelle mette subito in atto un processo di riparazione — la cicatrizzazione — volto a fermare il sanguinamento e ricostruire i tessuti danneggiati.

Questo processo può essere schematicamente ridotto a tre fasi:
1) Nella prima fase c’è il coagulo: l’obiettivo dell’organismo è chiudere la ferita il prima possibile per evitare che il sangue esca e i microbi entrino.
2) Nella seconda fase il tessuto connettivo inizia a riformarsi e vengono prodotte le nuove fibre di collagene ed elastina. E’ qui casca l’asino perché di solito il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che rimpiazza, anzi è un po’ più “scarso”: è più sensibile ai raggi UV, non ha ghiandole sudoripare ne follicoli piliferi e assume un colore diverso rispetto al tessuto circostante.
3) La terza fase, che può durare fino a due anni, vede un continuo rimodellamento delle fibre di collagene ed elastina e la formazione definitiva della nuova rete vascolare.

Di base dobbiamo ricordare questo: l’obiettivo del processo di cicatrizzazione è quello di mantenerci in vita, non di farci belle. Motivo per il quale al nostro corpo di avere una cicatrice esterna — che non è un’aderenza, cioè una cicatrice interna, ma non voglio tediarti — non gliene frega niente.

“Ma io voglio mettermi il bikini!”
Appunto. Allora vediamo cosa si può fare per prevenire e/o rimediare!

PRIMA
Quando possibile — perché il pipistrello di cui sopra è sempre in agguato — ci sono tutta una serie di accorgimenti che possiamo mettere in atto per “prevenire” le cicatrici, e lo metto tra virgolette perché in realtà voglio dire “farle vedere meno”:
a) In gravidanza: spalmarsi abbondantemente di sostanze elasticizzanti, come ad esempio l’olio di rosa mosqueta, per aiutare la pelle a sopportare meglio la dilatazione.
b) Durante una dieta: idem con patate — ah no, niente patate che sono carboidrati — perché anche i repentini cali di peso possono portare la pelle a cedere.
c) In vista di un intervento chirurgico programmato: chiedi che sia un chirurgo plastico a “chiudere” lo strato finale, perché sarà specializzato (si spera!) nel realizzare suture “quasi” invisibili.

DURANTE
Per “durante” intendo a ferita in corso, quindi all’inizio del processo di cicatrizzazione, i primi giorni:
Segui le indicazioni del medico: se la ferita deve stare coperta, coprila. Se non deve essere bagnata, non bagnarla. Se deve essere medicata, medicala. Sopratutto non prendere iniziative!
Proteggila dal sole: cerotto, maglietta, scudo totale. Quello che vuoi ma non esporla ai raggi UV. La pelle ha già abbastanza da fare senza doversi anche preoccupare del sole e sulla “crosta” sarebbe meglio non mettere creme — quindi filtri solari — perché se no quando si asciuga?!

DOPO 1: attivi GREEN
Cioè dopo poco tempo: la ferita è ben chiusa, la pelle nuova è rosa/rossa e hai l’ok del medico.
Qui qualcosa si può fare e — sorpresa sorpresa! — gli attivi delle creme da banco più vendute in farmacia sono green!
Triticum Vulgare: è l’estratto di germe di grano ed è il principio attivo della Fitostimoline, la pomata che viene raccomandata in caso di ustioni e piaghe proprio perché stimola il naturale processo di cicatrizzazione della pelle.
Allium Cepa: ovvero cipolla! Pare una follia ma è il principio attivo di una delle creme più vendute per attenuare le cicatrici, la Mederma. Chiudo un occhio sull’INCI — vedo un PEG e un parabene, ma ubi major…

DOPO 2: il Laser
Sono passati anni dalla ferita — questa newsletter è arrivata troppo tardi, sorry– e la cicatrice ormai è bianca.
Qui purtroppo i rimedi naturali servono a poco, l’unica soluzione — e nemmeno del tutto efficace — è il laser. Puoi valutarlo assieme al tuo MEDICO di fiducia — ho messo molta enfasi sul sostantivo “medico”, te ne sei accorta?!

OPPURE….

In alcune culture le cicatrici sono considerate ornamenti, simboli del coraggio del guerriero che è sopravvissuto alla lotta — Hai capito, pipistrello dei miei stivali?!? Io ne ho addirittura alcune alle quali sono molto affezionata, come lo “sgarro” bianco che ho sul polso sinistro, ultimo ricordo che mi ha lasciato una gatta molto amata.


 

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Inci

Silicone: friend or foe?

Novembre 12, 2018

Negli ultimi tempi assisto a una tendenza che mi preoccupa: la rivalutazione di determinati ingredienti cosmetici che nel settore ecobio vengono considerati “il male” e nella cosmesi tradizionale vengono presentati come assolutamente innocui e sicuri nell’utilizzo. Sto parlando dei siliconi.

Partiamo con i fatti: i siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti, la texture quindi, e perché fanno quello che chiamo “l’Effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici “mamma mia che bella pelle che ho” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano tantissimo.

Ora, sta succedendo una cosa strana: da un lato c’è il consumatore che è sempre più informato e chiede prodotti naturali — e infatti il mercato della cosmesi ecobio è in espansione DA ANNI — e dall’altro ci sono le aziende di cosmesi tradizionale che non vogliono perdere profitti e che cercano di presentare i siliconi come ingredienti efficaci e sicuri, innocui.

Talmente innocui che a gennaio 2018 l’Unione Europea, con questo regolamento, ha stabilito che due siliconi volatili diffusissimi, il Cyclopenthasiloxane e il Cyclotetrasyloxane, non potranno più essere utilizzati nei prodotti a risciacquo — per capirci: saponi, saponi liquidi, shampoo, docciaschiuma, ecc. ma non solo, anche detergenti per la casa e simili — perché presentano “un rischio per l’ambiente causato dalle loro proprietà pericolose”, nello specifico sono pericolosi per l’ambiente acquatico. Il bando entrerà in vigore a partire dal 31 gennaio 2020,

E tu dirai: “Double, ma a te che importa, mica sei un organismo acquatico! Il fatto che facciano male ai pesci non vuol dire che facciano male a te.

Eeeee…NO! No per tutta una serie di ragioni.

  1. Questi due siliconi non sono diventati tossici ieri, lo sono sempre stati. Ma — come in mille altri casi nella storia dell’uomo — prima li usiamo e poi vediamo che succede. Quindi OGGI hanno scoperto che sono tossici per l’ambiente acquatico, ma DOMANI — cioè tra 20 o 30 anni — cos’altro scopriranno?!
  2. Concedere alle aziende un periodo di adattamento prima di bandirli completamente è giusto e sacrosanto. MA: due anni?!? Li bandite nel 2018 ma con valore effettivo nel 2020? Cos’hanno nei reparti “Ricerca e Sviluppo” le aziende, criceti ubriachi?! Non possono farcela in sei mesi? Un anno?
  3. La distinzione tra “ambiente acquatico” e “ambiente terreste” è cretina, miope e mendace perché il Pianeta è un unico organismo e noi ne facciamo parte. Inoltre, fino a prova contraria, noi ci nutriamo di “organismi acquatici”: pesci, molluschi, crostacei, alghe….
  4. Come la mettiamo con quei prodotti che non sono a risciacquo ma che finiscono lo stesso in acqua?! Sto parlando dei solari: se vai in una qualunque profumeria/farmacia e prendi in mano un solare a caso, di qualunque marca, dentro ci troverai sicuramente uno dei due siliconi messi al bando. Tu vai in spiaggia, ti spalmi bene di protezione solare perché ovviamente non vuoi scottarti — brava! — e poi ti butti in acqua: indovina un po’ dove finiscono quei siliconi pericolosi per l’ambiente acquatico?!

Ora, se dipendesse da me, li avrei vietati ovunque per una questione di precauzione, ma ovviamente…non dipende da me.

In questo caso quel mastodonte burocratico che è l’Unione Europea — che deve mettere d’accordo gli interessi un po’ di tutti: cittadini, istituzioni statali, interessi economici pubblici e privati, lobbies… — dicevo l’Europa è riuscita a partorire questa decisione, ma non è detto che sia completa. Pensa infatti a quante pressioni arrivano a Bruxelles da parte di quelle grandi multinazionali che controllano il mercato cosmetico e che sono terrorizzate all’idea di perdere soldi. Pensi davvero che il signor Multinazionale se ne stia tranquillo e inerme davanti alla finestra, a guardare il settore della cosmesi green che cresce e gli “ruba” clienti e profitti?! Se fossi in lui, sarei preoccupata e sì, cercherei da fare qualcosa.

Ora tu mi dirai: “Double, ok mi hai convinto, ma io sono una e sono piccola e quelle sono grandi multinazionali: che posso fare?”

Leggere l’INCI!

Leggere l’INCI e basare le tue decisioni di acquisto su questo. C’è dentro il silicone? Non lo compro. “Ma è innocuo” — diranno loro — “Non lo compro lo stesso”.

Visto che temi come Ambiente ed Etica non li toccano, l’unica è convincerli colpendoli sul più prosaico portafogli. Magari così capiscono. Nel frattempo ovviamente continueremo a vedere siliconi nelle creme cosmetiche, poi tra vent’anni si renderanno conto che no, forse non erano tanto buoni nemmeno per la nostra salute di animali terrestri.


 

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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci

Deodorante in crema DIY

Giugno 11, 2018

Hai visto lo #StiamoBioLIVE dedicato ai deodoranti? Se non lo hai visto, ecco un breve recap dei punti più salienti:

  • La causa del cattivo odore non è il sudore, ma i batteri che lo mangiano — e poi digeriscono!
  • Non mettere il deodorante nelle 24h successive alla depilazione. Aspettane anche 48 se hai fatto la ceretta.
  • Meglio un deodorante antibatterico a base di alcool che uno antitraspirante a base di Alluminio Cloroidrato. E’ vero che l’alcool secca la pelle: pazienza, metterai la crema idratante sulle ascelle. L’alluminio cloridrato invece chiude i canali attraverso i quali esce il sudore e a lungo andare li fa collassare.
  • Controlla l’INCI del tuo deodorante, questi sono gli ingredienti che NON VUOI LEGGERE: Parabeni (conservanti brutti) e Triclosan(antibatterico bruttissimo).
  • Gli ingredienti che piacciono a Double sono: l’allume di rocca (nome INCI: Potassium Alum), il Thriethil Citrate, il Sodium Stearate e il Sodium Bicarbonate.

Detto questo, in tante mi avete chiesto una ricetta semplice di deodorante fai-da-te. Eccola qui!
Ti servono:

– Olio di cocco
– Bicarbonato
– Amido di mais
– Tocoferolo
 — è la vitamina E pura. Se non ce l’hai puoi anche farne a meno

Le dosi non devono essere precisissime: l’olio di cocco va messo in dose 2:1. Vuol dire che ogni due cucchiai di olio di cocco ne aggiungerai uno di bicarbonato ed uno di amico di mais.

Come si fa?
Molto semplice.
Scalda l’olio di cocco in maniera che sia liquido, poi aggiungi le polveri un po’ per volta e mescola bene con il frullatore a immersione. Alla fine aggiungi — se ce l’hai — la vitamina E.
Insisti con il frullatore perché le polveri devono sciogliersi bene, la consistenza dev’essere quella di una crema liscia.
Metti in un barattolo e fai raffreddare: otterrai un deodorante in crema delicatissimo ma molto efficace!

Se ti fa piacere aggiungere un po’ di profumo puoi mettere poche gocce di olio essenziale.
Considera che le ascelle sono molto sensibili e delicate perciò ti suggerisco solo quegli oli essenziali che possono essere usati puri sulla pelle, come la lavanda e il tea tree.

Ci proverai? Fammi sapere!

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Cruelty Free, Inci, Vegan

Ingredienti splatter nei cosmetici

Gennaio 8, 2018

Come forse ricorderai tutti i prodotti Double hanno il bollino del programma “Beauty without bunnies” della PETA e sono certificati come vegan e cruelty free. Questo significa che all’interno dei miei cosmetici non ci sono ingredienti di origine animale: non uso nemmeno il miele, che pure fa benissimo alla pelle!

Purtroppo gli ingredienti di origine animale sono spesso “nascosti” sotto nomi INCI un po’ strani e magari non è così semplice riconoscerli. Qui ti elenco i più diffusi, così la prossima volta che sei in profumeria puoi controllare subito se “quella crema miracolosa” è davvero cruelty free come dicono:

  • Squalene — bellissimo emolliente per la pelle, può essere estratto dall’olio di oliva (ci piace) o dal fegato degli squali (non ci piace). Se c’è scritto “squalene vegetale” o se il prodotto ha il bollino vegan, puoi stare tranquilla.
  • Lanolina — viene usata come sostanza idratante e si estrae dalla lavorazione della pelle di pecora.
  • Collagene — è una sostanza presenta naturalmente nella nostra pelle, con l’aumentare dell’età diminuisce. L’industria cosmetica propone millemila prodotti “al collagene” vantandone gli effetti antiage. Peccato solo che venga ottenuto dalla bollitura degli scarti animali (pelle, ossa, tendini, ecc.).
  • Cheratina — usatissima nei prodotti per capelli, viene di solito estratta dalla criniera, dalle piume o dalle corna di diversi animali. Le alternative vegetali ovviamente ci sono: l’olio di amla e le proteine della soia o del grano.
  • Placenta — questa nemmeno la commento. Per ottenerla non muore nessun tenero animaletto, ma che schifo!
  • Carminio — colorante noto sin dai tempi degli antichi Romani, si ottiene schiacciando un insetto rosso, la cocciniglia. Ne servono circa 70mila per produrre un chilo di colorante, che poi usano per il rossetto!
  • Muschio bianco — fragranza famosissima, che a me ricorda gli anni del liceo. Non è — come il nome farebbe pensare — di origine vegetale: è una secrezione dei genitali di alcuni animali, come il cervo muschiato e i castori.
  • Elastina — quante volte mi hai sentito dire che il nostro derma è composto da fibre di elastina e collagene? Quella nei cosmetici viene estratta dai legamenti delle mucche.
  • Proteine della seta — molto usate in cosmesi, si ottengono prendendo i bachi da seta e frullandoli. Non male, eh?!
  • Bava di lumaca — ne avrò parlato mille volte! Le lumache producono questa sostanza quando sono stressate, perciò per la produzione vengono messe all’interno di macchine vibranti: si spaventano — giustamente — e producono la “bava”. Peccato che nel processo parecchie chiocciole muoiano!

Un discorso a parte merita infine l’olio di palma: pur essendo vegetale NON E’ cruelty free perché il suo processo di estrazione comporta la distruzione dell’habitat di moltissime specie, primi tra tutti gli oranghi. Purtroppo oggi tante aziende cosmetiche lo usano in grandi quantità: nell’INCI lo trovi (di solito ai primi posti) come Palm Oil, ma anche come Hydrogenated Vegetable Oil o come Elaeis Guineensis Oil.

Ok, mi rendo conto che da parte mia non è molto carino farti iniziare la settimana facendoti venire la nausea e di questo ti chiedo scusa. Ma non credi che sia importante sapere cosa ti metti in faccia, per davvero?!

Non è nemmeno una questione di sensibilità ambientale o di etica: una persona è liberissima di non avere a cuore gli animali, ma non per questo le deve far piacere spruzzarsi addosso secrezioni genitali o applicare sulle labbra insetti schiacciati!

Ovviamente, come sempre, ti suggerisco di imparare a leggere l’INCI dei tuoi prodotti cosmetici, perché è l’unico modo per essere davvero sicura di applicare sulla pelle un prodotto cruelty free e se non sai come fare puoi sempre mandarlo a me. 😉

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Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Maschera viso al cetriolo, per quando fa caaaaaldo!

Luglio 24, 2017

Oggi ti propongo di fare insieme una maschera viso suuuuper rinfrescante, perfetta per dare sollievo alla pelle dal caldo!

Ti servono pochissimi ingredienti e potrei giurare che li troverai tutti in cucina! Pronta? Via!
Procurati:

  • mezzo cetriolo — idratante e rinfrescante, aiuta a bilanciare il PH della pelle
  • 1 cucchiaio di yogurt bianco — è leggermente acido e fa un effetto esfoliante delicatissimo
  • 2 o 3 cucchiai di farina d’avena — ha proprietà calmanti ed è perfetta per la pelle più sensibile

Pela e taglia a pezzi il cetriolo, tieni da parte due fette da mettere sugli occhi per fare un po’ di scena e frulla il resto assieme allo yogurt.
Aggiungi la farina d’avena “a occhio”, in modo da avere un consistenza non troppo liquida.

Applica la maschera su viso e collo puliti e struccati, tieni in posa 15 minuti poi togli l’eccesso con una spugnetta e sciacqua bene con un po’ di acqua.

Bonus tip: prima di applicare la maschera, prova a mettere 5 gocce del mio Siero viso antiage su viso e collo. Questo suggerimento vale per TUTTE le maschere che fai, perché funzionano in base allo stesso principio: occludono la pelle durante il tempo di applicazione, favorendo così la penetrazione dei principi attivi e rendendo la pelle più rosea e dal colorito uniforme!

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Green Beauty, Inci, Skincare, Stiamobio, Vegan

Come usare l’autoabbronzante: la guida Double alla tintarella senza UV

Luglio 17, 2017

Qualche settimana fa ho fatto un live su Facebook dedicato ai solari: i raggi UV fanno male, quali ingredienti vuoi trovare nelle creme solari, eccetera eccetera. Quindi tutte le informazioni che ti servono per proteggerti dal sole le trovi in quel video.

Oggi invece parliamo di abbronzatura e soprattuto di come porre rimedio alle gambe perennemente bianche, ovvero tutte le dritte Double per usare l’autoabbronzante.

Breve storia triste:
Double usa l’autoabbronzante sulle gambe.
Double si ritrova con le mani macchiate di arancione e una puzza terribile che le aleggia attorno.
Le gambe di Double restano bianche.
Fine.

Se è capitato anche a te, ecco i miei consigli per un’applicazione perfetta!
Pronta? Via!

  • Prima di applicare l’autoabbronzante, prima ancora di pensare di applicarlo, è fondamentale lavare, depilare, esfoliare e idratare la pelle. Immagina di dover preparare il campo operatorio per un chirurgo. (Se fai la ceretta, aspetta almeno 24 ore prima di mettere l’autoabbronzante.)
  • Per l’esfoliazione puoi provare uno dei miei tanti scrub: quello al caffè, quello al sale rosa, oppure usare il guanto di crine, la loofa…
  • Dopo aver scrubbato per bene devi idratare la pelle con un po’ di crema. Stendine un velo leggero, servirà a far scivolare meglio l’autoabbronzante.
  • Applica un po’ di crema in più sulle zone più secche e ruvide: mani, piedi, gomiti, ginocchia. Più la pelle è secca, più l’autoabbronzante tenderà ad “aggrumarsi”.
  • Aspetta 15 minuti che la crema si assorba per bene, poi infila un paio di guanti in lattice (quelli usa e getta vanno benissimo) così eviterai di sprecare prodotto e di ritrovarti col palmo della mano arancione!
  • Inizia a spalmare una piccola quantità di autoabbronzante. Fai uno strato sottile: ad aggiungerne altro fai sempre in tempo.
  • Se ci sono delle aree dove non vuoi applicare l’autoabbronzante, puoi proteggerle con un sottile strato di burro di karité — ad esempio le sopracciglia, se applichi il prodotto anche sul viso.
  • Per un effetto naturale, rispetta quelle zone del corpo che non si abbronzerebbero con il sole, come il palmo delle mani e l’area tra le dita.
  • Aspetta almeno 10 minuti prima di vestirti e 12 ore prima di fare la doccia.
  • Nei giorni successivi abbonda con la crema idratante per far sì che l’abbronzatura duri più a lungo.

So cosa stai per chiedermi: “Double, ma tu che autoabbronzante usi?”. Questo!

#StiamoBio

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Beauty Routine, Inci, Skincare, Stiamobio

Dritte beauty per pelli adolescenti

Luglio 11, 2017

Qualche tempo fa ho ricevuto il messaggio di una ragazza che mi chiedeva informazioni sulla newsletter e precisava:

“Ho quattordici anni quindi non sono molto esperta di queste cose!
(Mamma è ovviamente d’accordo all’iscrizione alla newsletter)”

14 anni. Almeno un’iscritta alla mia newsletter ha 14 anni. 😥
Dove cavolo sono finiti i MIEI 14 anni?! Era ieri…

Vabbé, nostalgia a parte, la newsletter di oggi è dedicata alle adolescenti: se rientri nella categoria o se hai una figlia adolescente, ecco la beauty “routeen” consigliata da Double.
(Che poi non è molto diversa dalla mia attuale beauty routine: estremamente minimalista!)

Premessa: gli anni dell’adolescenza sono bellissimi e terribili insieme e gettano le basi dell’adulta che sarai domani, bellezza inclusa. Per questo motivo, le regole base sono 3:

  1. Non toccarti la faccia! Lo so che la tentazione di estirpare alla radice quel brufolo maledetto è forte: resisti, perché rischi che ti resti una cicatrice a vita.
  2. Usa la protezione solare! ☀️ Proteggi DA SUBITO la tua pelle dai raggi UV che le faranno perdere tono ed elasticità con gli anni. Fidati!
  3. Fai attenzione agli ingredienti che ti metti in faccia! Scegli prodotti delicati, privi di ingredienti chimici che nel migliore dei casi sporcano la pelle, nel peggiore la aggrediscono o penetrano ed entrano in circolo nel tuo corpo.

Detto questo, qual è la giusta beauty routine per una pelle così giovane?

  • Lava il viso almeno due volte al giorno, mattina e sera. 🚿 Lo so che si dice “bellezza acqua&sapone”, ma stai alla larga dalla saponetta! Il sapone ha un PH diverso dalla pelle, aggredisce il naturale strato di sebo che la protegge costringendola a produrne sempre di più, sempre di più, in un circolo vizioso infinito. Scegli un detergente viso delicato, che non contenga tensioattivi aggressivi.
  • Concediti un’esfoliazione una volta a settimana. Non c’è bisogno di acquistare chissà che prodotto: mescola olio, zucchero e un po’ di miele 🍯 e otterrai uno scrub fantastico!
  • Riduci al minimo il make-up: se hai la pelle mista o con tendenza acneica soffocarla tutto il santo giorno sotto uno strato di fondotinta ai siliconi non farà che peggiorare la situazione!
  • Usa la crema idratante tutti i giorni e se proprio non vuoi rinunciare ad un po’ di colore sul viso, prova a mescolarla con il fondotinta minerale: otterrai una BB cream leggera e luminosa.

BB cream a parte, questa routine va benissimo anche per i maschietti: una pelle tanto giovane non ha bisogno di particolari cure, solo di essere tenuta sempre ben pulita e idratata! 😉

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First Time, Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio, Vegan

La pelle assorbe

Febbraio 6, 2017

Nota bene: Io non sono un medico né ho studiato medicina. Mi piace però capire come funzionano le cose e sono anche brava a spiegarle in termini semplici — una volta che le ho capite. Quindi quello che segue non è — e non vuole essere — un testo scientifico: è quello che ho capito io a proposito di com’è fatta la pelle umana e di come funziona. Ne ho parlato con diversi medici, ho letto testi di settore che trovate in bibliografia e ne ho tratto le mie conclusioni. In ogni caso, per qualsiasi problema cutaneo, andate dal medico e lasciate perdere quello che trovate scritto online!

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed ha molteplici compiti: protegge tutto quello che c’è sotto – muscoli, nervi, ossa e organi interni – contiene le terminazioni nervose che ci permettono di avere il senso del tatto, regola la temperatura interna del corpo. I suoi due strati principali sono:

  • Epidermide — è lo strato più superficiale della cute, composto a sua volta da diversi strati. Tra questi, il malefico “strato lucido”: il più difficile da penetrare. Se vi siete mai feriti un dito e avete visto che dalla ferita non usciva sangue, ma il fondo era lucidissimo…beh, avete visto lo strato lucido!
  • Derma — un tessuto connettivo, prevalentemente composto da collagene ed elastina. E’ a questo strato che i cosmetologi vogliono arrivare quando formulano un cosmetico, che dia una pelle bella, elastica e senza rughe.

Sotto al derma c’è l’Ipoderma: un tessuto adiposo, più o meno spesso a seconda della zona del corpo. I cosmetici qui non arrivano, perciò si interviene con infiltrazioni ad ago.

La pelle è idrorepellente, nel senso che l’acqua non passa, ma non impermeabile: alcune particelle molto piccole (parlo di molecole con dimensioni inferiori o uguali ai 40 nm) sono in grado di penetrarne lo strato superficiale. La maggior parte di queste sostanze si diffonde orizzontalmente, tra le cellule dell’epidermide, ma alcune sono in grado di viaggiare verticalmente lungo i canali follicolari e penetrare fino al derma.
La pelle inoltre è più o meno spessa a seconda della zona del corpo – quella del contorno occhi è molto più sottile di quella sulla schiena, ad esempio – e ovviamente più è sottile, più è permeabile. Pensa alle ascelle: la pelle è sottile, non c’è ipoderma e ci sono diversi canali follicolari, belli grandi e profondi. E’ ovvio che un prodotto applicato in questa zona riuscirà a penetrare meglio rispetto ad uno spalmato sul sedere—dove lo strato del derma…beh, diciamo che è più spesso, ecco!

Alcuni fattori influenzano il grado di permeabilità della pelle:

  • lo stato della pelle: è sana? Presenta lesioni? E’ affetta da condizioni patologiche? Una pelle sana, senza ferite, è molto più “resistente” di una che invece è stata in qualche modo danneggiata.
  • l’idratazione: aumenta le dimensioni dei pori e favorisce la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili.
  • il tipo di pelle: di quale che zona del corpo stiamo parlando? La penetrazione delle sostanze è influenzata dalla zona di applicazione, perché la struttura della pelle e il pH variano localmente.
  • le caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un’azione selettiva nei confronti di varie sostanze. Alcune passano attraverso la via pilo-sebacea (in linea di massima le sostanze lipidiche o sospese in lipidi), altre invece seguono la via transcellulare, quindi si muovono di cellula in cellula.

Infine esistono alcune sostanze più piccole sono in grado di veicolare quelle più grandi nei diversi strati: sono i cosiddetti “eccipienti” (enhancers, se ci piace fare gli anglofoni) dei quali si sente tanto parlare. Il bravo cosmetologo sa che il principio attivo da solo non è in grado di penetrare fino al derma, allora lo “lega” ad un eccipiente che funziona un po’ come un taxi: carica il principio attivo e lo porta a destinazione. Questi taxi/eccipienti sono in grado di attraversare gli strati dell’epidermide e quindi consentono la formulazione di creme efficaci ed economiche, perché il principio attivo costa moltissimo, mentre l’eccipiente è più economico.Quindi, una crema che contiene l’1% di principio attivo e il 10% di
eccipiente, sarà più efficace e meno costosa di una crema fatta
con il 10% di principio attivo e nessun eccipiente.

A volte può succedere che il “taxi rapisca il cliente”, nel senso che se il principio attivo è molto solubile nell’eccipiente, i due potrebbero non separarsi più una volta che hanno passato gli strati dell’epidermide.

Ora, la domanda che vi faccio è: ma questi eccipienti sono sicuri nel lungo periodo? Se me li spalmo addosso per 20 anni, cosa potrebbe succedermi?

La risposta è: ad oggi, non lo sappiamo perché non esiste uno studio scientifico definitivo che chiuda la questione.

Però consentitemi un parallelismo: i primi studi scientifici sulla relazione tra alimentazione e alcuni tipi di malattie (come cancro, cardiopatie e malattie autoimmuni) sono stati effettuati verso le fine degli anni ’70. Benché fosse evidente che un elevato consumo di prodotti di origine animale fosse da collegare con l’insorgere e il progredire di queste patologie, l’industria alimentare iniziò immediatamente una manovra difensiva per screditare questi studi, che rappresentavano un enorme pericolo per i suoi interessi economici.  Oggi invece nessuno si scandalizza se un oncologo dice che mangiare troppa carne provoca il cancro.
Ci sono voluti “solo” 40 anni. Con l’industria cosmetica è lo stesso: oggi si comincia a sentir parlare del fatto che alcuni ingredienti usati nei cosmetici sono tossici, pericolosi, potenzialmente cancerogeni.

Concludendo: credo che nella scelta del cosmetico dovremmo mettere la stessa cura che usiamo al supermercato quando leggiamo la lista degli ingredienti dei biscotti. Se contengono grassi idrogenati e io non voglio mangiare quel tipo di ingrediente, posso scegliere se acquistarli o meno, ma almeno LO SO! L’importante è che l’informazione sia a disposizione di tutti, poi ciascuno di noi è libero di scegliere il prodotto che preferisce…oppure decidere di farsi i biscotti a casa!

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Il rimedio #affiDouble per talloni morbidi

Luglio 3, 2017

Come stanno i tuoi talloni? Se stai rimandando il momento in cui indosserai i sandali perché li vedi secchi e screpolati… ho il rimedio per te!

Forse fino ad oggi non ci hai fatto più di tanto caso, hai dimenticato di fare lo scrub e di applicare la crema idratante. Poco male, rimediamo in fretta con un trucchetto naturale molto semplice.

Ti servono:
– sale fino
– olio (oliva, riso, jojoba…quello che vuoi!)
– 1 limone grande
– acqua calda
crema idratante
– pellicola da cucina
– calzini

Pronta? Procediamo!

  1. Taglia a metà il limone, spremi il succo e versalo nell’acqua calda, dove immergerai i piedi tra pochi istanti.
  2. Prepara uno scrub semplice con sale e olio. Aggiungi un po’ di docciaschiuma o di shampoo per dargli una consistenza più gradevole da maneggiare.
  3. Prendi le due metà di limone avanzate e usale su talloni come se fossero uno spremiagrumi — lo so, fa squish squish ed è un po’ strano, ma fidati! Il succo acido del limone ammorbidisce la pelle che si è indurita.
  4. Adesso puoi mettere i piedi nell’acqua calda e tenerli lì per almeno 10 minuti.
  5. Dopo l’ammollo fai lo scrub sulla pelle umida con il mix che hai preparato prima: il sale gratta via le cellule morte e l’olio nutre la pelle.
  6. Applica uno spesso strato di crema idratante e avvolgi i piedi nella pellicola da cucina, poi infila i calzini e goditi l’effetto “maschera” per almeno 20 minuti.

Io ti consiglio di farlo la sera così alla fine puoi rimuovere la pellicola, rimetterti i calzini e tenerli su tutta la notte. Al risveglio avrai due piedini da fata, pronti per i sandali!

Fammi sapere se ci provi, mi raccomando!

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Green Beauty, Inci, Stiamobio

Più bianco del bianco! — come pulire le sneakers

Giugno 26, 2017

Ok, lo so che non è esattamente un consiglio “beauty”, ma ho scoperto questo trucco fantastico e volevo condividerlo con te!

Premessa: da circa un anno ho un paio di sneakers bianche. Le adoro, le trovo super comode e ho diversi outfit pensati apposta per poterle indossare. Il guaio è che le metto anche per andare in scuderia, perciò ti lascio immaginare come si siano ridotte! Visto che comprarne un altro paio non sarebbe in linea con lo #StiamoBio al quale sono votata, ho deciso che DOVEVO trovare un sistema per farle tornare come nuove!

La tomaia non è stata un grosso problema: ho usato la “gomma magica”. E’ una sorta di spugnetta morbida che promette di cancellare qualsiasi macchia da qualunque superficie, senza rovinarla. La prendi in mano e pensi “si, vabbè, come no?!” e invece funziona benissimo, basta inumidirla e strofinarla sulla parte da pulire.

Il problema è la suola in gomma, dirai tu.
E invece no!
Ecco il “trucchetto” di Double.

Ti servono:
– dentifricio
– un vecchio spazzolino da denti

Il procedimento?
Super semplice!
Applica un po’ di dentifricio — io ne ho usato uno bianco — sulla suola, massaggialo bene sulla gomma aiutandoti con lo spazzolino, poi lascia in posa 5 minuti.
Ripassa lo spazzolino sulle parti più sporche — tendenzialmente direi il tallone e la punta, ma dipende da come appoggi il piede per camminare — poi rimuovi con una pezza inumidita.
Et voilà!

Sui lacci mi sono dovuta arrendere e ne ho ordinato un paio nuovo su Amazon: tu hai idea di come si faccia a farli tornare bianchi?!
Stavolta sono io che aspetto un tuo consiglio 😉

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