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Cicatrici, Inci, Pelle, Stiamobio

Guarire le cicatrici: è possibile?

Novembre 19, 2018

Negli ultimi anni tutte le amiche che hanno partorito con taglio cesareo mi hanno detto: “Adesso però fammi una crema per togliere questa cicatrice!”
Ora, parliamo un attimo di cicatrici, ma parliamone in maniera seria.

1. Le cicatrici NON sono tutte uguali.

Le cicatrici da acne NON sono come le smagliature e le smagliature a loro volta NON sono come le cicatrici da taglio. Allo stesso modo la cicatrice che ti ha lasciato un bravo chirurgo NON è la stessa cicatrice di quando hai fatto un frontale con il pipistrello in motorino e ti sei spalmata sull’asfalto — e sì, mi è successo. Il pipistrello, non il chirurgo.

2. Che cos’è una cicatrice.

La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (patologica o traumatica), ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide. (Wikipedia).

Partiamo dal fatto che la pelle è un organo, che isola e protegge il nostro corpo dagli agenti esterni. In caso di ferita, la pelle mette subito in atto un processo di riparazione — la cicatrizzazione — volto a fermare il sanguinamento e ricostruire i tessuti danneggiati.

Questo processo può essere schematicamente ridotto a tre fasi:
1) Nella prima fase c’è il coagulo: l’obiettivo dell’organismo è chiudere la ferita il prima possibile per evitare che il sangue esca e i microbi entrino.
2) Nella seconda fase il tessuto connettivo inizia a riformarsi e vengono prodotte le nuove fibre di collagene ed elastina. E’ qui casca l’asino perché di solito il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che rimpiazza, anzi è un po’ più “scarso”: è più sensibile ai raggi UV, non ha ghiandole sudoripare ne follicoli piliferi e assume un colore diverso rispetto al tessuto circostante.
3) La terza fase, che può durare fino a due anni, vede un continuo rimodellamento delle fibre di collagene ed elastina e la formazione definitiva della nuova rete vascolare.

Di base dobbiamo ricordare questo: l’obiettivo del processo di cicatrizzazione è quello di mantenerci in vita, non di farci belle. Motivo per il quale al nostro corpo di avere una cicatrice esterna — che non è un’aderenza, cioè una cicatrice interna, ma non voglio tediarti — non gliene frega niente.

“Ma io voglio mettermi il bikini!”
Appunto. Allora vediamo cosa si può fare per prevenire e/o rimediare!

PRIMA
Quando possibile — perché il pipistrello di cui sopra è sempre in agguato — ci sono tutta una serie di accorgimenti che possiamo mettere in atto per “prevenire” le cicatrici, e lo metto tra virgolette perché in realtà voglio dire “farle vedere meno”:
a) In gravidanza: spalmarsi abbondantemente di sostanze elasticizzanti, come ad esempio l’olio di rosa mosqueta, per aiutare la pelle a sopportare meglio la dilatazione.
b) Durante una dieta: idem con patate — ah no, niente patate che sono carboidrati — perché anche i repentini cali di peso possono portare la pelle a cedere.
c) In vista di un intervento chirurgico programmato: chiedi che sia un chirurgo plastico a “chiudere” lo strato finale, perché sarà specializzato (si spera!) nel realizzare suture “quasi” invisibili.

DURANTE
Per “durante” intendo a ferita in corso, quindi all’inizio del processo di cicatrizzazione, i primi giorni:
Segui le indicazioni del medico: se la ferita deve stare coperta, coprila. Se non deve essere bagnata, non bagnarla. Se deve essere medicata, medicala. Sopratutto non prendere iniziative!
Proteggila dal sole: cerotto, maglietta, scudo totale. Quello che vuoi ma non esporla ai raggi UV. La pelle ha già abbastanza da fare senza doversi anche preoccupare del sole e sulla “crosta” sarebbe meglio non mettere creme — quindi filtri solari — perché se no quando si asciuga?!

DOPO 1: attivi GREEN
Cioè dopo poco tempo: la ferita è ben chiusa, la pelle nuova è rosa/rossa e hai l’ok del medico.
Qui qualcosa si può fare e — sorpresa sorpresa! — gli attivi delle creme da banco più vendute in farmacia sono green!
Triticum Vulgare: è l’estratto di germe di grano ed è il principio attivo della Fitostimoline, la pomata che viene raccomandata in caso di ustioni e piaghe proprio perché stimola il naturale processo di cicatrizzazione della pelle.
Allium Cepa: ovvero cipolla! Pare una follia ma è il principio attivo di una delle creme più vendute per attenuare le cicatrici, la Mederma. Chiudo un occhio sull’INCI — vedo un PEG e un parabene, ma ubi major…

DOPO 2: il Laser
Sono passati anni dalla ferita — questa newsletter è arrivata troppo tardi, sorry– e la cicatrice ormai è bianca.
Qui purtroppo i rimedi naturali servono a poco, l’unica soluzione — e nemmeno del tutto efficace — è il laser. Puoi valutarlo assieme al tuo MEDICO di fiducia — ho messo molta enfasi sul sostantivo “medico”, te ne sei accorta?!

OPPURE….

In alcune culture le cicatrici sono considerate ornamenti, simboli del coraggio del guerriero che è sopravvissuto alla lotta — Hai capito, pipistrello dei miei stivali?!? Io ne ho addirittura alcune alle quali sono molto affezionata, come lo “sgarro” bianco che ho sul polso sinistro, ultimo ricordo che mi ha lasciato una gatta molto amata.


 

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Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Dentifricio DIY

Giugno 25, 2018

Hai mai sentito parlare del movimento ZeroWaste? Si tratta di cercare di ridurre il più possibile la nostra produzione quotidiana di spazzatura, attuando tutta una serie di strategie che includono — ça va sans dire — anche la cosmesi DIY.

Una delle loro ricette più gettonate è quella del dentifricio, servono pochissimi ingredienti ed è super facile da fare.
Ti servono:
– un barattolo vuoto e pulito (puoi usare quello della mia crema viso che è da 50ml)
– olio di cocco
– bicarbonato
– olio essenziale di menta (optional, a me piace il sapore)

Il procedimento è semplicissimo: mescola olio di cocco e bicarbonato in parti uguali, aggiungi l’olio essenziale, travasa il tutto nel barattolo. Se vuoi essere davvero green ti consiglio anche di passare dallo spazzolino tradizionale in plastica a quello in bambù: è incredibile quanto inquinamento riusciamo a produrre con il semplice atto di lavarci i denti (dai un’occhiata a questo video)!

Se il tema dello ZeroWaste t’interessa, vai a vedere questo #StiamoBioLIVE: ho avuto come ospite Sara di BioBeautiful Blog e ci ha dato un sacco di dritte utili!

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Bellezza Diy, Capelli, Stiamobio

Oily hair: tips&tricks

Febbraio 12, 2018

Oggi parliamo di capelli grassi, capelli che si sporcano subito e di cute che produce troppo sebo.
E’ fastidioso ma può capitare a tutte e per mille motivi diversi: ormoni impazziti, prodotti sbagliati, fattori ambientali — lo smog molto banalmente, oppure sistemi di condizionamento/riscaldamento non puliti — eccetera.

In breve: potresti essere una persona che ha a che fare con i famosi “oily hair” più o meno spesso, ma in ogni caso tieni a portata di mano queste dritte Double!

Iniziamo dal consiglio più ovvio: NON usare detergenti troppo aggressivi. So che la tentazione è quella di sgrassare fino alla morte, ma peggioreresti solo la situazione. La cute — così come la pelle — produce naturalmente uno strato di sebo per proteggersi: se la aggredisci con uno shampoo troppo forte lei ne produrrà sempre di più, ancora di più, in un circolo vizioso che non avrà mai fine.

Ovviamente parte del problema è rappresentato dal fatto che il 90% degli shampoo in commercio sono troppo aggressivi — di solito hanno lo SLES, cioè il Sodium Laureth Sulfate in seconda posizione nell’INCI. (Se vuoi approfondire l’argomento qui trovi un post dedicato allo SLES.). Quindi il secondo consiglio che ti do è “leggi l’INCI!” del tuo shampoo. Se non sai come fare mandalo a me — anche rispondendo a questa mail — oppure rileggi il mio e-book (quello che ti mando se sei iscritta alla mia newsletter).

Qual è la causa? Se, ad esempio, vai in motorino tutti i giorni è facile: casco + smog = bleah! Se invece non riesci a individuare la causa del problema, cambia prospettiva e consideralo come un sintomo, una spia che c’è qualcosa che non va — ad esempio uno sbalzo ormonale. So che può suonare strano parlare di capelli col tuo ginecologo, ma non trascurare di dirgli quelli che a te sembrano dettagli insignificanti.

Altro suggerimento: allena i tuoi capelli! Non sono impazzita: con un po’ di pazienza e la giusta disciplina puoi “convincerli” a sporcarsi di meno. Ecco come spezzare il circolo vizioso del quale parlavamo prima:

  • Giorno 1 — lo shampoo. Scegli uno shampoo delicato, fatto con tensioattivi dolci sulla cute, che non sgrassi come il detersivo per i piatti. Ricordati di diluirlo: qui c’è un breve video che ti mostra come.
  • Giorno 2 — shampoo secco. Per allungare il tempo tra un lavaggio e l’altro, puoi usare uno shampoo secco che assorbirà l’olio in eccesso sulle radici. Ecco una ricetta super semplice per fartelo da sola con pochissimi ingredienti, ovviamente tutti naturali!
  • Giorno 3 — tieni duro! Lo so che vorresti solo mettere la testa sotto la doccia, ma resisti. Fatti una treccia, uno chignon, comprati una fascia…resisti!
  • Giorno 4 — il tuo migliore amico, l’aceto di mele! Pulisce la cute senza però privarla del suo naturale strato di protezione, regola il PH liberandoti dall’eventuale forfora e — last but not least — lucida i capelli che è una bellezza. Bagna la testa, massaggia un cucchiaio di aceto di mele sulla cute e poi sciacqua via il tutto.

Segui questa routine per qualche tempo, ricordandoti anche di limitare al massimo i prodotti di stiling, e vedrai che con un po’ di pazienza la situazione migliorerà.

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Bellezza Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Candela da massaggio — il DIY perfetto per San Valentino

Gennaio 29, 2018

Non per mettere ansia a nessuno ma a San Valentino mancano solo due settimane e se sei già in crisi perché non hai la più pallida idea di cosa regalare a lui (o a lei!), qui c’è la tua Double che ti toglie le castagne dal fuoco, con la ricetta per una candela fai-da-te che una volta accesa si trasforma in un fantastico olio da massaggio!

Ciando alle bande, mettiamoci all’opera!
Ti servono:
– un contenitore di vetro resistente al calore
– stoppino per candele (Amazon santo subito!)
– 15 grammi di cera d’api (candellilla per i vegani)
– 30 grammi di burro di cacao
– 20 grammi di burro di karité
– 20 grammi di olio di cocco
– qualche goccia di olio essenziale o di fragranza per cosmetici (Attenzione: quelle che si usano per profumare gli ambienti NON vanno bene. Prendi una fragranza che sia testata per entrare in contatto con la pelle!)

Sciogli tutti gli ingredienti a bagnomaria, dentro il barattolo che hai scelto, tranne l’olio essenziale. Una volta che avrai ottenuto un bel liquido caldo immergi lo stoppino per rivestirlo — fai attenzione a non scottarti — e mettilo in freezer qualche minuto, appoggiato su un pezzo di carta da forno così sarà più semplice staccarlo.

Adesso aspetta che la candela inizi a solidificare, poi aggiungi la fragranza o l’olio essenziale e infine inserisci ben dritto lo stoppino, che a questo punto sarà freddo — puoi aiutarti con qualche pezzo di scotch messo “a croce” sui bordi del barattolo per tenerlo in posizione. Aspetta almeno 24 ore prima di impacchettarla: vuoi essere sicura che sia perfettamente fredda e solida!

Quando sarà accesa, saranno sufficienti 10 minuti per trasformare la superficie dura della candela in un caldo olio da massaggio.

Allora, è o non è l’idea regalo più super-TOP del mondo?!

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Bellezza Diy, Stiamobio, Viso

Maschera Viso Anti Freddo

Gennaio 15, 2018

Come sempre ti servono pochissimi ingredienti:
– miele
– 1 banana matura
– 1/2 avocado maturo
olio di cocco

In una ciotola schiaccia con una forchetta la polpa della banana e dell’avocado (puoi anche frullarli: se ottieni una consistenza troppo liquida diminuisci un po’ le dosi degli altri ingredienti). Aggiungi 1 cucchiaio di miele ed uno di olio di cocco, poi scalda tutto a bagnomaria o nel microonde per pochissimi secondi: non devi ustionarti la faccia, solo intiepidire la maschera!

Applica sul viso perfettamente pulito — se ce l’hai metti qualche goccia del mio siero viso prima della maschera — e tieni in posa per 10–15 minuti. Il tepore allargherà i pori e permetterà alla tua pelle di assorbire meglio tutti i nutrienti, oltre ad essere una coccola davvero rilassante!

Alla fine del tempo di posa sciacqua il viso con acqua tiepida e applica un velo di crema idratante — se hai la pelle molto secca, nessuno ti impedisce di usare questa come crema viso!

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Bellezza Diy, Dry Brushing, Stiamobio, Vegan

Il Dry Brushing: semplicissimo ed efficace!

Dicembre 11, 2017

Oggi si torna alle origini: parliamo di una tecnica beauty molto semplice ed estremamente efficace — “finalmente”, dirai tu: il dry brushing.

Ti confesso che la prima volta che ne ho sentito parlare mi sono detta: “In fondo non è tanto diverso dalla strigliatura di un cavallo!” e in effetti sia la tecnica che lo strumento — una spazzola con setole naturali un po’ dure — non differiscono più di tanto.

Ciccio mio è molto più bello, ça va sans dire!

Il dry brushing consiste nello spazzolare tutto il corpo a secco con ampi movimenti circolari, e promette di apportare un sacco di benefici, tra i quali:
esfoliazione (e questo era il più prevedibile)
– stimolazione del sistema linfatico e del sistema circolatorio
eliminazione delle tossine dall’organismo
miglioramento della digestione
– diminuzione della cellulite (qui dubito, ma sicuramente una pelle più “bella” fa vedere meno l’eventuale cellulite sottostante)

Ok, se fa anche il bucato vince il titolo “trattamento del secolo”!

Vediamo come si fa!

  1. Ti serve una spazzola con le setole naturali, di solito le fibre sono vegetali e il corpo è in legno. Tipo questa ad esempio.
  2. Inizia il massaggio partendo dalla parte bassa delle gambe, usa piccoli movimenti circolari per attivare la circolazione e sali lentamente verso l’alto.
  3. Poi passa alle braccia, sempre nello stesso modo.
  4. Per il corpo, immagina di dividerlo in due parti: sul torace applica una pressione meno forte e spazzola delicatamente dall’esterno all’interno. Sulla pancia invece segui un movimento antiorario che stimola i processi digestivi di stomaco e intestino.
  5. Non premere troppo la spazzola sulla pelle, massaggia dolcemente sulle aree più sensibili e “sfogati” su quelle meno delicate, come gambe e glutei. In ogni caso ricordati che la pelle non deve graffiarsi — mentre potresti notare un lieve arrossamento, indica che il microcircolo si è riattivato.
  6. Tutto il processo dovrebbe durare 3–5 minuti al massimo. Puoi ripeterlo una volta a settimana, ma anche più spesso se sei in un periodo di detox perché aiuta il tuo organismo a liberarsi dalle tossine. L’ideale sarebbe farlo al mattino per riattivare tutto l’organismo, sulla pelle asciutta prima di infilarti nella doccia

“E’ il trattamento giusto per la mia pelle?”
Il dry brushing è una tecnica antica, presente anche nella medicina Ayurvedica, ma poi la regola generale è sempre “ascolta le tua pelle!”. Stabilisci tu frequenza e pressione, in base alle tue esigenze e alla risposta della tua pelle.

Già conoscevi il dry brushing? Come sempre sono curiosa di sapere se ci proverai!

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Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Maschera viso al cetriolo, per quando fa caaaaaldo!

Luglio 24, 2017

Oggi ti propongo di fare insieme una maschera viso suuuuper rinfrescante, perfetta per dare sollievo alla pelle dal caldo!

Ti servono pochissimi ingredienti e potrei giurare che li troverai tutti in cucina! Pronta? Via!
Procurati:

  • mezzo cetriolo — idratante e rinfrescante, aiuta a bilanciare il PH della pelle
  • 1 cucchiaio di yogurt bianco — è leggermente acido e fa un effetto esfoliante delicatissimo
  • 2 o 3 cucchiai di farina d’avena — ha proprietà calmanti ed è perfetta per la pelle più sensibile

Pela e taglia a pezzi il cetriolo, tieni da parte due fette da mettere sugli occhi per fare un po’ di scena e frulla il resto assieme allo yogurt.
Aggiungi la farina d’avena “a occhio”, in modo da avere un consistenza non troppo liquida.

Applica la maschera su viso e collo puliti e struccati, tieni in posa 15 minuti poi togli l’eccesso con una spugnetta e sciacqua bene con un po’ di acqua.

Bonus tip: prima di applicare la maschera, prova a mettere 5 gocce del mio Siero viso antiage su viso e collo. Questo suggerimento vale per TUTTE le maschere che fai, perché funzionano in base allo stesso principio: occludono la pelle durante il tempo di applicazione, favorendo così la penetrazione dei principi attivi e rendendo la pelle più rosea e dal colorito uniforme!

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Green Beauty, Inci, Skincare, Stiamobio, Vegan

Come usare l’autoabbronzante: la guida Double alla tintarella senza UV

Luglio 17, 2017

Qualche settimana fa ho fatto un live su Facebook dedicato ai solari: i raggi UV fanno male, quali ingredienti vuoi trovare nelle creme solari, eccetera eccetera. Quindi tutte le informazioni che ti servono per proteggerti dal sole le trovi in quel video.

Oggi invece parliamo di abbronzatura e soprattuto di come porre rimedio alle gambe perennemente bianche, ovvero tutte le dritte Double per usare l’autoabbronzante.

Breve storia triste:
Double usa l’autoabbronzante sulle gambe.
Double si ritrova con le mani macchiate di arancione e una puzza terribile che le aleggia attorno.
Le gambe di Double restano bianche.
Fine.

Se è capitato anche a te, ecco i miei consigli per un’applicazione perfetta!
Pronta? Via!

  • Prima di applicare l’autoabbronzante, prima ancora di pensare di applicarlo, è fondamentale lavare, depilare, esfoliare e idratare la pelle. Immagina di dover preparare il campo operatorio per un chirurgo. (Se fai la ceretta, aspetta almeno 24 ore prima di mettere l’autoabbronzante.)
  • Per l’esfoliazione puoi provare uno dei miei tanti scrub: quello al caffè, quello al sale rosa, oppure usare il guanto di crine, la loofa…
  • Dopo aver scrubbato per bene devi idratare la pelle con un po’ di crema. Stendine un velo leggero, servirà a far scivolare meglio l’autoabbronzante.
  • Applica un po’ di crema in più sulle zone più secche e ruvide: mani, piedi, gomiti, ginocchia. Più la pelle è secca, più l’autoabbronzante tenderà ad “aggrumarsi”.
  • Aspetta 15 minuti che la crema si assorba per bene, poi infila un paio di guanti in lattice (quelli usa e getta vanno benissimo) così eviterai di sprecare prodotto e di ritrovarti col palmo della mano arancione!
  • Inizia a spalmare una piccola quantità di autoabbronzante. Fai uno strato sottile: ad aggiungerne altro fai sempre in tempo.
  • Se ci sono delle aree dove non vuoi applicare l’autoabbronzante, puoi proteggerle con un sottile strato di burro di karité — ad esempio le sopracciglia, se applichi il prodotto anche sul viso.
  • Per un effetto naturale, rispetta quelle zone del corpo che non si abbronzerebbero con il sole, come il palmo delle mani e l’area tra le dita.
  • Aspetta almeno 10 minuti prima di vestirti e 12 ore prima di fare la doccia.
  • Nei giorni successivi abbonda con la crema idratante per far sì che l’abbronzatura duri più a lungo.

So cosa stai per chiedermi: “Double, ma tu che autoabbronzante usi?”. Questo!

#StiamoBio

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Beauty Routine, Inci, Skincare, Stiamobio

Dritte beauty per pelli adolescenti

Luglio 11, 2017

Qualche tempo fa ho ricevuto il messaggio di una ragazza che mi chiedeva informazioni sulla newsletter e precisava:

“Ho quattordici anni quindi non sono molto esperta di queste cose!
(Mamma è ovviamente d’accordo all’iscrizione alla newsletter)”

14 anni. Almeno un’iscritta alla mia newsletter ha 14 anni. 😥
Dove cavolo sono finiti i MIEI 14 anni?! Era ieri…

Vabbé, nostalgia a parte, la newsletter di oggi è dedicata alle adolescenti: se rientri nella categoria o se hai una figlia adolescente, ecco la beauty “routeen” consigliata da Double.
(Che poi non è molto diversa dalla mia attuale beauty routine: estremamente minimalista!)

Premessa: gli anni dell’adolescenza sono bellissimi e terribili insieme e gettano le basi dell’adulta che sarai domani, bellezza inclusa. Per questo motivo, le regole base sono 3:

  1. Non toccarti la faccia! Lo so che la tentazione di estirpare alla radice quel brufolo maledetto è forte: resisti, perché rischi che ti resti una cicatrice a vita.
  2. Usa la protezione solare! ☀️ Proteggi DA SUBITO la tua pelle dai raggi UV che le faranno perdere tono ed elasticità con gli anni. Fidati!
  3. Fai attenzione agli ingredienti che ti metti in faccia! Scegli prodotti delicati, privi di ingredienti chimici che nel migliore dei casi sporcano la pelle, nel peggiore la aggrediscono o penetrano ed entrano in circolo nel tuo corpo.

Detto questo, qual è la giusta beauty routine per una pelle così giovane?

  • Lava il viso almeno due volte al giorno, mattina e sera. 🚿 Lo so che si dice “bellezza acqua&sapone”, ma stai alla larga dalla saponetta! Il sapone ha un PH diverso dalla pelle, aggredisce il naturale strato di sebo che la protegge costringendola a produrne sempre di più, sempre di più, in un circolo vizioso infinito. Scegli un detergente viso delicato, che non contenga tensioattivi aggressivi.
  • Concediti un’esfoliazione una volta a settimana. Non c’è bisogno di acquistare chissà che prodotto: mescola olio, zucchero e un po’ di miele 🍯 e otterrai uno scrub fantastico!
  • Riduci al minimo il make-up: se hai la pelle mista o con tendenza acneica soffocarla tutto il santo giorno sotto uno strato di fondotinta ai siliconi non farà che peggiorare la situazione!
  • Usa la crema idratante tutti i giorni e se proprio non vuoi rinunciare ad un po’ di colore sul viso, prova a mescolarla con il fondotinta minerale: otterrai una BB cream leggera e luminosa.

BB cream a parte, questa routine va benissimo anche per i maschietti: una pelle tanto giovane non ha bisogno di particolari cure, solo di essere tenuta sempre ben pulita e idratata! 😉

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First Time, Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio, Vegan

La pelle assorbe

Febbraio 6, 2017

Nota bene: Io non sono un medico né ho studiato medicina. Mi piace però capire come funzionano le cose e sono anche brava a spiegarle in termini semplici — una volta che le ho capite. Quindi quello che segue non è — e non vuole essere — un testo scientifico: è quello che ho capito io a proposito di com’è fatta la pelle umana e di come funziona. Ne ho parlato con diversi medici, ho letto testi di settore che trovate in bibliografia e ne ho tratto le mie conclusioni. In ogni caso, per qualsiasi problema cutaneo, andate dal medico e lasciate perdere quello che trovate scritto online!

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed ha molteplici compiti: protegge tutto quello che c’è sotto – muscoli, nervi, ossa e organi interni – contiene le terminazioni nervose che ci permettono di avere il senso del tatto, regola la temperatura interna del corpo. I suoi due strati principali sono:

  • Epidermide — è lo strato più superficiale della cute, composto a sua volta da diversi strati. Tra questi, il malefico “strato lucido”: il più difficile da penetrare. Se vi siete mai feriti un dito e avete visto che dalla ferita non usciva sangue, ma il fondo era lucidissimo…beh, avete visto lo strato lucido!
  • Derma — un tessuto connettivo, prevalentemente composto da collagene ed elastina. E’ a questo strato che i cosmetologi vogliono arrivare quando formulano un cosmetico, che dia una pelle bella, elastica e senza rughe.

Sotto al derma c’è l’Ipoderma: un tessuto adiposo, più o meno spesso a seconda della zona del corpo. I cosmetici qui non arrivano, perciò si interviene con infiltrazioni ad ago.

La pelle è idrorepellente, nel senso che l’acqua non passa, ma non impermeabile: alcune particelle molto piccole (parlo di molecole con dimensioni inferiori o uguali ai 40 nm) sono in grado di penetrarne lo strato superficiale. La maggior parte di queste sostanze si diffonde orizzontalmente, tra le cellule dell’epidermide, ma alcune sono in grado di viaggiare verticalmente lungo i canali follicolari e penetrare fino al derma.
La pelle inoltre è più o meno spessa a seconda della zona del corpo – quella del contorno occhi è molto più sottile di quella sulla schiena, ad esempio – e ovviamente più è sottile, più è permeabile. Pensa alle ascelle: la pelle è sottile, non c’è ipoderma e ci sono diversi canali follicolari, belli grandi e profondi. E’ ovvio che un prodotto applicato in questa zona riuscirà a penetrare meglio rispetto ad uno spalmato sul sedere—dove lo strato del derma…beh, diciamo che è più spesso, ecco!

Alcuni fattori influenzano il grado di permeabilità della pelle:

  • lo stato della pelle: è sana? Presenta lesioni? E’ affetta da condizioni patologiche? Una pelle sana, senza ferite, è molto più “resistente” di una che invece è stata in qualche modo danneggiata.
  • l’idratazione: aumenta le dimensioni dei pori e favorisce la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili.
  • il tipo di pelle: di quale che zona del corpo stiamo parlando? La penetrazione delle sostanze è influenzata dalla zona di applicazione, perché la struttura della pelle e il pH variano localmente.
  • le caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un’azione selettiva nei confronti di varie sostanze. Alcune passano attraverso la via pilo-sebacea (in linea di massima le sostanze lipidiche o sospese in lipidi), altre invece seguono la via transcellulare, quindi si muovono di cellula in cellula.

Infine esistono alcune sostanze più piccole sono in grado di veicolare quelle più grandi nei diversi strati: sono i cosiddetti “eccipienti” (enhancers, se ci piace fare gli anglofoni) dei quali si sente tanto parlare. Il bravo cosmetologo sa che il principio attivo da solo non è in grado di penetrare fino al derma, allora lo “lega” ad un eccipiente che funziona un po’ come un taxi: carica il principio attivo e lo porta a destinazione. Questi taxi/eccipienti sono in grado di attraversare gli strati dell’epidermide e quindi consentono la formulazione di creme efficaci ed economiche, perché il principio attivo costa moltissimo, mentre l’eccipiente è più economico.Quindi, una crema che contiene l’1% di principio attivo e il 10% di
eccipiente, sarà più efficace e meno costosa di una crema fatta
con il 10% di principio attivo e nessun eccipiente.

A volte può succedere che il “taxi rapisca il cliente”, nel senso che se il principio attivo è molto solubile nell’eccipiente, i due potrebbero non separarsi più una volta che hanno passato gli strati dell’epidermide.

Ora, la domanda che vi faccio è: ma questi eccipienti sono sicuri nel lungo periodo? Se me li spalmo addosso per 20 anni, cosa potrebbe succedermi?

La risposta è: ad oggi, non lo sappiamo perché non esiste uno studio scientifico definitivo che chiuda la questione.

Però consentitemi un parallelismo: i primi studi scientifici sulla relazione tra alimentazione e alcuni tipi di malattie (come cancro, cardiopatie e malattie autoimmuni) sono stati effettuati verso le fine degli anni ’70. Benché fosse evidente che un elevato consumo di prodotti di origine animale fosse da collegare con l’insorgere e il progredire di queste patologie, l’industria alimentare iniziò immediatamente una manovra difensiva per screditare questi studi, che rappresentavano un enorme pericolo per i suoi interessi economici.  Oggi invece nessuno si scandalizza se un oncologo dice che mangiare troppa carne provoca il cancro.
Ci sono voluti “solo” 40 anni. Con l’industria cosmetica è lo stesso: oggi si comincia a sentir parlare del fatto che alcuni ingredienti usati nei cosmetici sono tossici, pericolosi, potenzialmente cancerogeni.

Concludendo: credo che nella scelta del cosmetico dovremmo mettere la stessa cura che usiamo al supermercato quando leggiamo la lista degli ingredienti dei biscotti. Se contengono grassi idrogenati e io non voglio mangiare quel tipo di ingrediente, posso scegliere se acquistarli o meno, ma almeno LO SO! L’importante è che l’informazione sia a disposizione di tutti, poi ciascuno di noi è libero di scegliere il prodotto che preferisce…oppure decidere di farsi i biscotti a casa!

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