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Natural Beauty

Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Dentifricio DIY

Giugno 25, 2018

Hai mai sentito parlare del movimento ZeroWaste? Si tratta di cercare di ridurre il più possibile la nostra produzione quotidiana di spazzatura, attuando tutta una serie di strategie che includono — ça va sans dire — anche la cosmesi DIY.

Una delle loro ricette più gettonate è quella del dentifricio, servono pochissimi ingredienti ed è super facile da fare.
Ti servono:
– un barattolo vuoto e pulito (puoi usare quello della mia crema viso che è da 50ml)
– olio di cocco
– bicarbonato
– olio essenziale di menta (optional, a me piace il sapore)

Il procedimento è semplicissimo: mescola olio di cocco e bicarbonato in parti uguali, aggiungi l’olio essenziale, travasa il tutto nel barattolo. Se vuoi essere davvero green ti consiglio anche di passare dallo spazzolino tradizionale in plastica a quello in bambù: è incredibile quanto inquinamento riusciamo a produrre con il semplice atto di lavarci i denti (dai un’occhiata a questo video)!

Se il tema dello ZeroWaste t’interessa, vai a vedere questo #StiamoBioLIVE: ho avuto come ospite Sara di BioBeautiful Blog e ci ha dato un sacco di dritte utili!

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Bellezza Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Candela da massaggio — il DIY perfetto per San Valentino

Gennaio 29, 2018

Non per mettere ansia a nessuno ma a San Valentino mancano solo due settimane e se sei già in crisi perché non hai la più pallida idea di cosa regalare a lui (o a lei!), qui c’è la tua Double che ti toglie le castagne dal fuoco, con la ricetta per una candela fai-da-te che una volta accesa si trasforma in un fantastico olio da massaggio!

Ciando alle bande, mettiamoci all’opera!
Ti servono:
– un contenitore di vetro resistente al calore
– stoppino per candele (Amazon santo subito!)
– 15 grammi di cera d’api (candellilla per i vegani)
– 30 grammi di burro di cacao
– 20 grammi di burro di karité
– 20 grammi di olio di cocco
– qualche goccia di olio essenziale o di fragranza per cosmetici (Attenzione: quelle che si usano per profumare gli ambienti NON vanno bene. Prendi una fragranza che sia testata per entrare in contatto con la pelle!)

Sciogli tutti gli ingredienti a bagnomaria, dentro il barattolo che hai scelto, tranne l’olio essenziale. Una volta che avrai ottenuto un bel liquido caldo immergi lo stoppino per rivestirlo — fai attenzione a non scottarti — e mettilo in freezer qualche minuto, appoggiato su un pezzo di carta da forno così sarà più semplice staccarlo.

Adesso aspetta che la candela inizi a solidificare, poi aggiungi la fragranza o l’olio essenziale e infine inserisci ben dritto lo stoppino, che a questo punto sarà freddo — puoi aiutarti con qualche pezzo di scotch messo “a croce” sui bordi del barattolo per tenerlo in posizione. Aspetta almeno 24 ore prima di impacchettarla: vuoi essere sicura che sia perfettamente fredda e solida!

Quando sarà accesa, saranno sufficienti 10 minuti per trasformare la superficie dura della candela in un caldo olio da massaggio.

Allora, è o non è l’idea regalo più super-TOP del mondo?!

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Beauty Routine, Bellezza Diy, Cocco, Green Beauty, Natural Beauty

Dischetti struccanti DIY

Dicembre 18, 2017

Come forse saprai, il mio amatissimo burro struccante è a base di olio di cocco, perché funziona in base al principio che il simile dissolve il simile. Poiché il make-up che utilizziamo è grasso, l’olio di cocco lo scioglie perfettamente e tu puoi rimuovere tutti i residui passando sul viso un dischetto di cotone.

Ma mettiamo che si verifichi l’infausta ipotesi e tu abbia appena terminato il meraviglioso burro: come fare? Come porre rimedio all’incresciosa situazione? Non puoi certo andare a dormire così:

Ecco che arrivo in tuo soccorso con una ricetta DIY semplicissima, per la quale ti servono solo 3 ingredienti, più un barattolino di vetro e dei dischetti di ovatta:
– 2 cucchiai di olio di cocco
– 100ml di acqua tiepida
– 1 cucchiaio di detergente viso

L’esecuzione è ancora più semplice:

  1. Metti i tre ingredienti in un contenitore e mescolali bene. L’acqua tiepida scioglierà l’olio di cocco, dovesse essere solido — cosa che capita di frequente in inverno — e ricordati di non mescolare troppo energicamente o il composto inizierà a “fare le bolle”.
  2. Metti i dischetti nel barattolo di vetro, fino a riempirlo.
  3. Versa il composto nel barattolo, vuoi coprire completamente i dischetti che devono inzupparsi per bene.

Finito! Adesso hai dei dischetti struccanti che funzionano (quasi) come il mio burro struccante: l’olio di cocco scioglie il trucco, il detergente viso lo “lava” via.
Ricordati di sciacquare SEMPRE il viso dopo esserti struccata, nessun residuo di trucco o di detergente deve rimanere sulla tua pelle!

Come sempre sono curiosa di sapere se proverai questa ricetta super semplice!

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Bellezza Diy, Corpo, Diy, Natural Beauty, Nutri La Tua Pelle

Scrub corpo contro l’odiosa cheratosi

Novembre 20, 2017

Winter is coming — finalmente, pensavo che avrebbe fatto caldo fino a Natale! — e con il freddo arriva anche un po’ di pigrizia.

Ti confesso che in estate per me è molto più semplice prendermi cura della mia pelle: fa talmente caldo che sto sempre mezza nuda — in giro per casa eh! Non in pubblico — e mettere la crema corpo è una cosa che faccio con l’autopilota. Quando arriva il freddo invece…

Amo le lunghe docce calde ma appena esco ho voglia di coprirmi subito per non disperdere calore e mi dico “ma sì dai, per una volta non la metto. Cosa vuoi che succeda?!” Ovviamente succede che non la metto per una settimana intera e mi ritrovo con le gambe e le braccia secchissime!

Se a questo aggiungi la malefica cheratosi piliare* che è sempre in agguato…insomma, te la faccio breve: oggi mi dedico 5 minuti e mi regalo questo fantastico scrub idratante da fare sotto la doccia, per eliminare tutta la pelle morta che poi sembro un coccodrillo!

Ti servono:
– olio di cocco, 1 cucchiaio
– succo di limone, 1 cucchiaio
– miele, 2 cucchiai
docciaschiuma, 1 cucchiaio (non è obbligatorio ma migliora tantissimo la consistenza dello scrub e poi è comodo perché lavi e scrubbi in un colpo solo!)
– zucchero, 1/2 tazza

Come si fa:
1) Mescola tutto in una tazza — io ho versato tutti gli ingredienti in quella dello zucchero. Vuoi una consistenza abbastanza densa.
2) Infilati in doccia, bagna la pelle con acqua tiepida e poi prendi una manciata di scrub e inizia a massaggiare tutto il corpo
3) Insisti nelle aree più secche: le mie sono glutei, gambe e tricipiti, ma forse le tue sono diverse;
4) Sciacqua bene tutti i residui di scrub e asciugati. L’olio di cocco avrà nutrito la tua pelle e potresti non aver bisogno della crema!

Questo scrub è fantastico per la pelle secca e funziona benissimo se soffri di cheratosi piliare*. L’olio di cocco e il miele ammorbidiscono e puliscono la pelle mentre lo zucchero esfolia dolcemente le cellule morte e il succo di limone ha un’azione antibatterica.

Niente scuse: è una ricetta facile e ci metti meno di 3 minuti a prepararla perciò…

* la cheratosi piliare si verifica quando i follicoli piliferi sono bloccati dalla cheratina e si ribellano. Le conseguenze sono: irritazione, arrossamento, ruvidezza al tatto e piccoli puntini bianchi.

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Diy, Ingredienti, Natural Beauty

Spray multiuso agli agrumi

Ottobre 31, 2017

Qualche mese fa ho pubblicato la ricetta del detersivo per lavastoviglie al limone e ti era piaciuto un sacco! Oggi ti propongo di realizzare insieme uno spray multiuso agli agrumi, che ho trovato sul blog della fantastica @marzialli, la deliziosa biondina che ha sfamato — ehm, “messo all’ingrasso” sarebbe più corretto — me e le mie compagne di corso al retreat sul planning di Gioia Gottini.

Lo so, non è una ricetta beauty, ma come nel caso del detersivo per la lavastoviglie, anche questo spray è un modo per prenderci cura della nostra salute, perché non contiene sostanze chimiche pericolose!

Ti servono:
– le bucce di 4 o 5 agrumi — limoni, arance, pompelmi…quello che vuoi!
– 500ml di acqua
– 50g di alcool
– 50g di aceto bianco

Come si fa:
1) Mescola tutti i liquidi in una ciotola;
2) Lascia in ammollo le bucce per 24 ore;
3) Filtra il liquido e versalo in un flacone con lo spruzzino — puoi riciclare quello di un detersivo che hai terminato;
4) Aggiungi una goccia di detersivo per i piatti bio e “shakera tutto ballando il twist” — cito testualmente dalle istruzioni di Marzia!

Fatto!
Lo spray multiuso va bene per tutte le superfici lavabili: sanitari, ripiani della cucina, l’interno del frigorifero…

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Bellezza Diy, Corpo, Detox, Natural Beauty

Tutti gli usi beauty del Sodium Bicarbonate

Ottobre 2, 2017

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!

Ti confesso una cosa sul bicarbonato: io lo considero pochissimo.

Intendiamoci, in cucina c’è sempre, ma se dovessi pensare a un ingrediente davvero utile non mi verrebbe in mente per primo e sarebbe uno sbaglio perché può essere usato in tantissimi modi!

Così ho pensato che oggi potremmo vederne assieme qualcuno, limitandoci al settore beauty — Io ad esempio lo metto anche nella lettiera dei gatti perché assorbe gli odori, ma non lo definirei un trattamento di bellezza!

  • E’ la base più delicata per uno scrub fai da te, molto più gentile sulla pelle rispetto ai cristalli di sale o di zucchero, che sono più ruvidi. Puoi mescolarlo a un po’ di olio vegetale (oliva, jojoba, mandorle…quello che vuoi!) e massaggiare l’impasto sulla pelle inumidita per un minuto, con movimenti circolari.
  • Se lo mescoli a pochissima acqua — vuoi ottenere una pasta densa — è un ottimo rimedio per brufoli, punti neri e imperfezioni. Oltre ad essere un delicato esfoliante, il bicarbonato asciuga le impurità quindi ti basta applicare questa pasta sul brufoletto per 5 minuti e poi rimuovere con una spugna inumidita.
  • Lo puoi usare come ingrediente base per un deodorante fai da te davvero semplice: prendi un bicchiere di acqua e fai una soluzione satura di bicarbonato, ovvero versa dentro un cucchiaino per volta e mescola finché non si scioglie. Quando la polvere di bicarbonato non si scioglierà più avrai ottenuto una “soluzione satura”. Versa il tutto in un flacone con lo spray e usalo come deodorante!
  • E’ un ottimo sostituito del dentifricio — a meno che tu non abbia lo smalto particolarmente delicato o rovinato in quel caso potrebbe essere un po’ aggressivo. Bagna lo spazzolino da denti e mettici sopra un pizzico abbondante di bicarbonato, poi lava i denti come al solito. Ha anche un leggero effetto sbiancante!
  • Ti ricordi questo post sul mio blog? Il bicarbonato può essere mescolato allo shampoo per regalare un rapido detox ai tuoi capelli, aiutandoli a liberarsi del build up di ingredienti “brutti” che si sono accumulati sulle lunghezze se non usi solo prodotti 100% green., aiutandoli a liberarsi del build up di ingredienti “brutti” che si sono accumulati sulle lunghezze se non usi solo prodotti 100% green.
  • Il rimedio più classico di tutti: un bagno (o un pediluvio) tonificante. Sciogli nella vasca mezza tazza di bicarbonato e goditi 15 minuti di immersione nell’acqua calda…perfetto per i primi freddi che si avvicinano!

Se conosci altri modi per usare il bicarbonato, fammeli sapere che aggiorno la lista!

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First Time, Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio, Vegan

La pelle assorbe

Febbraio 6, 2017

Nota bene: Io non sono un medico né ho studiato medicina. Mi piace però capire come funzionano le cose e sono anche brava a spiegarle in termini semplici — una volta che le ho capite. Quindi quello che segue non è — e non vuole essere — un testo scientifico: è quello che ho capito io a proposito di com’è fatta la pelle umana e di come funziona. Ne ho parlato con diversi medici, ho letto testi di settore che trovate in bibliografia e ne ho tratto le mie conclusioni. In ogni caso, per qualsiasi problema cutaneo, andate dal medico e lasciate perdere quello che trovate scritto online!

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed ha molteplici compiti: protegge tutto quello che c’è sotto – muscoli, nervi, ossa e organi interni – contiene le terminazioni nervose che ci permettono di avere il senso del tatto, regola la temperatura interna del corpo. I suoi due strati principali sono:

  • Epidermide — è lo strato più superficiale della cute, composto a sua volta da diversi strati. Tra questi, il malefico “strato lucido”: il più difficile da penetrare. Se vi siete mai feriti un dito e avete visto che dalla ferita non usciva sangue, ma il fondo era lucidissimo…beh, avete visto lo strato lucido!
  • Derma — un tessuto connettivo, prevalentemente composto da collagene ed elastina. E’ a questo strato che i cosmetologi vogliono arrivare quando formulano un cosmetico, che dia una pelle bella, elastica e senza rughe.

Sotto al derma c’è l’Ipoderma: un tessuto adiposo, più o meno spesso a seconda della zona del corpo. I cosmetici qui non arrivano, perciò si interviene con infiltrazioni ad ago.

La pelle è idrorepellente, nel senso che l’acqua non passa, ma non impermeabile: alcune particelle molto piccole (parlo di molecole con dimensioni inferiori o uguali ai 40 nm) sono in grado di penetrarne lo strato superficiale. La maggior parte di queste sostanze si diffonde orizzontalmente, tra le cellule dell’epidermide, ma alcune sono in grado di viaggiare verticalmente lungo i canali follicolari e penetrare fino al derma.
La pelle inoltre è più o meno spessa a seconda della zona del corpo – quella del contorno occhi è molto più sottile di quella sulla schiena, ad esempio – e ovviamente più è sottile, più è permeabile. Pensa alle ascelle: la pelle è sottile, non c’è ipoderma e ci sono diversi canali follicolari, belli grandi e profondi. E’ ovvio che un prodotto applicato in questa zona riuscirà a penetrare meglio rispetto ad uno spalmato sul sedere—dove lo strato del derma…beh, diciamo che è più spesso, ecco!

Alcuni fattori influenzano il grado di permeabilità della pelle:

  • lo stato della pelle: è sana? Presenta lesioni? E’ affetta da condizioni patologiche? Una pelle sana, senza ferite, è molto più “resistente” di una che invece è stata in qualche modo danneggiata.
  • l’idratazione: aumenta le dimensioni dei pori e favorisce la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili.
  • il tipo di pelle: di quale che zona del corpo stiamo parlando? La penetrazione delle sostanze è influenzata dalla zona di applicazione, perché la struttura della pelle e il pH variano localmente.
  • le caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un’azione selettiva nei confronti di varie sostanze. Alcune passano attraverso la via pilo-sebacea (in linea di massima le sostanze lipidiche o sospese in lipidi), altre invece seguono la via transcellulare, quindi si muovono di cellula in cellula.

Infine esistono alcune sostanze più piccole sono in grado di veicolare quelle più grandi nei diversi strati: sono i cosiddetti “eccipienti” (enhancers, se ci piace fare gli anglofoni) dei quali si sente tanto parlare. Il bravo cosmetologo sa che il principio attivo da solo non è in grado di penetrare fino al derma, allora lo “lega” ad un eccipiente che funziona un po’ come un taxi: carica il principio attivo e lo porta a destinazione. Questi taxi/eccipienti sono in grado di attraversare gli strati dell’epidermide e quindi consentono la formulazione di creme efficaci ed economiche, perché il principio attivo costa moltissimo, mentre l’eccipiente è più economico.Quindi, una crema che contiene l’1% di principio attivo e il 10% di
eccipiente, sarà più efficace e meno costosa di una crema fatta
con il 10% di principio attivo e nessun eccipiente.

A volte può succedere che il “taxi rapisca il cliente”, nel senso che se il principio attivo è molto solubile nell’eccipiente, i due potrebbero non separarsi più una volta che hanno passato gli strati dell’epidermide.

Ora, la domanda che vi faccio è: ma questi eccipienti sono sicuri nel lungo periodo? Se me li spalmo addosso per 20 anni, cosa potrebbe succedermi?

La risposta è: ad oggi, non lo sappiamo perché non esiste uno studio scientifico definitivo che chiuda la questione.

Però consentitemi un parallelismo: i primi studi scientifici sulla relazione tra alimentazione e alcuni tipi di malattie (come cancro, cardiopatie e malattie autoimmuni) sono stati effettuati verso le fine degli anni ’70. Benché fosse evidente che un elevato consumo di prodotti di origine animale fosse da collegare con l’insorgere e il progredire di queste patologie, l’industria alimentare iniziò immediatamente una manovra difensiva per screditare questi studi, che rappresentavano un enorme pericolo per i suoi interessi economici.  Oggi invece nessuno si scandalizza se un oncologo dice che mangiare troppa carne provoca il cancro.
Ci sono voluti “solo” 40 anni. Con l’industria cosmetica è lo stesso: oggi si comincia a sentir parlare del fatto che alcuni ingredienti usati nei cosmetici sono tossici, pericolosi, potenzialmente cancerogeni.

Concludendo: credo che nella scelta del cosmetico dovremmo mettere la stessa cura che usiamo al supermercato quando leggiamo la lista degli ingredienti dei biscotti. Se contengono grassi idrogenati e io non voglio mangiare quel tipo di ingrediente, posso scegliere se acquistarli o meno, ma almeno LO SO! L’importante è che l’informazione sia a disposizione di tutti, poi ciascuno di noi è libero di scegliere il prodotto che preferisce…oppure decidere di farsi i biscotti a casa!

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Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio

Pelle spenta? Prova la papaia!

Aprile 3, 2017

Quando ti guardi allo specchio ti sembra di avere la pelle spenta e opaca?Vorresti un viso più luminoso — glowing, come dicono gli americani? Tranquilla, ci pensa la tua Double con una maschera viso fantastica!

Ingredienti:

  • Papaya — ben matura, ti serve la polpa di mezzo frutto, schiacciata bene con la forchetta. Il resto lo puoi mangiare!
  • Miele — un cucchiaio. Puoi scegliere il miele che preferisci, quello di manuka è il migliore per la pelle
  • Albume — una chiara d’uovo montata a neve

Mescola tutto e applica sul viso struccato e pulito, tieni in posa 10–15 minuti poi sciacqua.

Fa bene perché:

  • La papaya è ricca di enzimi che esfoliano dolcemente la pelle
  • Il miele è un super nutriente ed ha anche proprietà antibatteriche — nel caso ci sia qualche brufoletto
  • L’albume rassoda la pelle

Dico sempre che i cosmetici possono fare solo il 20% del lavoro, che tutto il resto dipende da te, dal tuo stile di vita, dall’alimentazione. Ecco, il cibo è importantissimo per la salute — e la bellezza — della tua pelle e a volte te lo puoi anche mettere in faccia!

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Lo scrub fantastico!

Febbraio 10, 2017

Ecco una ricetta fai-da-te semplicissima, che ti darà un sacco di soddisfazione. In più è rosa, che non guasta mai!
Ti servono solo due ingredienti:
– olio di cocco
– sale rosa dell’Himalaya*

Mescola i due ingredienti in parti uguali — ad esempio un cucchiaio di olio e uno di sale. Se l’olio di cocco è solido ti basta dargli una scaldata a bagnomaria o nel microonde per 10 secondi, ma non scaldarlo troppo perché non deve sciogliere il sale.

Inumidisci il viso e massaggia delicatamente lo scrub, insistendo di più su fronte, naso e mento, poi sciacqua con acqua tiepida e asciuga. Se proprio vuoi coccolare la tua pelle aggiungi due gocce del mio Siero, e stop!

Allora, hai o non hai la pelle più morbida del mondo?! 🙂

*non fare quella faccia, lo trovi al supermercato.

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Beauty Routine, First Time, Green Beauty, Inci, Ingredienti, Natural Beauty, Pelle

Cosa c’è nella tua crema?

Febbraio 7, 2017

Che nei cosmetici tradizionali ci siano degli ingredienti che fanno male alla pelle lo sappiamo un po’ tutte: siliconi, parabeni, petrolati… Ma sappiamo riconoscerli?

Quando andiamo in profumeria e annusiamo con voluttà l’ultimissima crema viso che promette miracoli ed ha un profumo meraviglioso, siamo in grado di leggere l’INCI?

Un attimo, facciamo un passo indietro: cos’è l’INCI?!?

INCI = International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. E’ una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico, usata in praticamente tutti i paesi nel mondo.
E’ obbligatorio! Ogni cosmetico immesso sul mercato deve riportare sulla confezione l’elenco degli ingredienti contenuti usando la denominazione INCI, scritti in ordine di concentrazione decrescente.
– Al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell’1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
– La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (sono quelli che ci piacciono perché indicano ingredienti botanici. Ad esempio il Prunus Amygdalus Dulcis Oil è l’olio di mandorle dolci) e altri in inglese (chimici o di derivazione chimica, ma possono essere anche ingredienti naturali che sono stati lavorati). Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (es. CI 45430).

Perché è importante saper leggere l’INCI?

Perché la nostra pelle è una barriera permeabile: alcune sostanze usate nei cosmetici sono abbastanza piccole da attraversarla. Pertanto è bene sapere cosa ci spalmiamo addosso, in modo da poter scegliere consapevolmente. Quindi eccoti l’elenco dei “cattivissimi”, così la prossima che starai per comprare una crema potrai controllare gli ingredienti!

Petrolati & Siliconi

Li metto insieme, perché l’effetto che hanno sulla pelle è lo stesso: sporcano! La loro composizione molecolare è troppo grande per penetrare, perciò restano in superficie a occludere i pori e causare brufoli e altre impurità. Non si muore per un foruncolo, ma la salute della pelle ne risente: sempre soffocata da uno strato impenetrabile e impermeabile. Il silicone si usa per sigillare la doccia, la paraffina deriva dal petrolio: tu li vorresti sulla faccia? Io no!
– Mineral Oil
– Petrolatum
– Paraffinum Liquidum o Paraffina
– Microcrystalline Wax
– Vaselin
– Dimethicone
– Cyclomethicone
– Cyclopentasiloxane e Cyclohexasiloxane
– Dimethiconol
– Disiloxane e Trisiloxane
– Simethicone
Non è un elenco completo, ma questi sono i più diffusi.

I siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti e perché fanno quello che chiamo “l’effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici: “Mamma mia che bella pelle che ho!” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano di più.

In rete c’è un acceso dibattito tra chi li demonizza e chi li difendea spada tratta. I paladini del silicone affermano che sono ingredienti sicuri, non tossici per l’uomo, testati da talmente tanti
anni da poter essere definiti innocui. Talmente “innocui” che l’Unione Europea ha bandito due dei siliconi volatili più diffusi – il Cyclopentasiloxane e il Cyclotetrasiloxane – dai prodotti cosmetici a risciacquo, perché tossici per l’ambiente acquatico.
Questo significa che, da febbraio 2020, questi due ingredienti non potranno più essere utilizzati in shampoo, docciaschiuma, saponi liquidi, eccetera – o meglio, potranno essere utilizzati solo in concentrazioni inferiori allo 0,1%: una maniera molto diplomatica di “vietarli senza vietarli”. Pensa a quanti interessi devono bilanciarsi all’interno della UE e capirai come simili mosse diplomatiche siano necessarie.
Siliconi e petroli inoltre sono biopersistenti, cioè l’esatto contrario di biodegradabili: restano nell’ambiente e lo inquinano per un tempo lunghissimo e non abbiamo ancora idea di quale impatto abbiano sulla salute dei mari, dove – volenti o nolenti – finisce il grosso delle nostre acque reflue. Immagina: ti sei messa sul viso una crema a base di siliconi e la sera, dopo una lunga giornata di lavoro, ti lavi la faccia. I siliconi si staccano dalla tua pelle e finiscono nello scarico del tuo lavandino, entrando così nel sistema di depurazione delle acqua reflue della tua città. Questo sistema però non è progettato per trattenere le molecole di silicone, che fanno tutto il giro di depurazione e finiscono in mare. Per quanto tempo? Non lo sappiamo. Che impatto hanno?
Non lo sappiamo.

Conservanti: Parabeni & Co.

I conservanti nei cosmetici sono necessari, perché preservano la formula dalle contaminazioni batteriche. Negli ultimi decenni i conservanti più diffusi – ancora una volta, quelli considerati più “sicuri” – sono i parabeni. Esiste però un acceso dibattito sul tema “Parabeni e tumore”: alcuni sostengono che i parabeni, una volta assorbiti dall’organismo potrebbero stimolare la crescita di alcuni tipi di cellule tumorali, come quelle del cancro al seno, però studi scientifici definitivi che chiudano la questione non ce ne sono.
In compenso sappiamo con certezza che i parabeni sono interferenti endocrini, ovvero sostanze capaci di mimare l’azione degli ormoni e quindi di “ingannare” il nostro corpo. A me ovviamente come ingredienti non piacciono, sopratutto se presenti all’interno di formule pensate per essere applicate in aree dove la pelle è molto sottile – penso ai deodoranti che spruzziamo sulle ascelle – o peggio ancora sulle mucose, che assorbono molto di più della pelle (te lo dico perché li ho visti nell’INCI di diversi gel intimi, da qui il mio motto “niente parabeni sulla patata!”).

Li riconosci perché in genere contengono il termine “paraben”:

– Methylparaben
– Ethylparaben
– Propylparaben
– Butylparaben

Sempre a proposito di conservanti, ci sono altre sostanze che vengono utilizzate in cosmesi e che sono da evitare come la peste perché rilasciano formaldeide! Ora, il paradosso è questo: la formaldeide è una delle sostanze più tossiche e pericolose, in grado di scatenare irritazioni e allergie da contatto, ma soprattutto associata allo sviluppo di diverse forme tumorali.
L’UE ha vietato da tempo l’utilizzo di formaldeide nei cosmetici, peccato che non abbia vietato l’uso di quelle sostanze che ne sono cessori, ovvero che deteriorandosi si trasformano in formaldeide!
Eccole qui:
– Imidazolidinyl Urea
– Diazolinidyl Urea
– Methylchloroisothiaziolinone
– Methylisothiazolinone
– Kathon
– Quaternium 15

Tensioattivi

Ti laveresti con il detersivo per i piatti? Ovviamente no! Peccato che spesso i prodotti detergenti cosmetici contengano gli stessi tensioattivi – ovvero gli agenti lavanti – dei detergenti per la casa.
Il problema è che sono troppo aggressivi per pelle e cuoio capelluto e nel lungo periodo peggiorano problemi come forfora, secchezza cutanea, dermatiti, ecc.
– MEA o Monoethanolamine
– TEA o Triehanolamine
– DEA o Diethanolamine
– Sodium Lauryl Sulfate
– Amonium Lauryl Sulfate
– TEA-Lauryl Sulfate
– Magnesium Laureth Sulfate
– MEA Laureth Sulfate
– Sodium Laureth Sulfate
– Amonium Laureth Sulfate
– Sodium Mireth Sulfate
– Sodium Pareth Sulfate
– Sodium Coceth Sulfate

Tra questi, quello che probabilmente incontrerai più spesso è lo SLES, il Sodium Laureth Sulfate. L’industria cosmetica lo utilizza a quintali perché costa poco, sgrassa tanto e fa un bella schiuma
bianca – così tu ti senti pulita e sei tutta contenta ma in realtà è come se ti fossi lavata con il sapone per i piatti. Cosa fa? In pratica scioglie le particelle di sporco e di grasso in eccesso, permettendone la rimozione con l’acqua. E qui sta il problema: davvero ogni volta che ti fai la doccia sei tutta sporca di unto?! A meno che tu non faccia il meccanico mi sembra abbastanza improbabile. La tua pelle ha bisogno di mantenere il sottile strato lipidico che la protegge: se ogni volta che ti lavi glielo porti via lei sarà costretta a produrne ancora, e ancora, e ancora…..
Non vorrei entrare nel discorso della formulazione perché è un po’ complicato, perciò te la faccio breve: l’aggressività dello SLES può essere ammortizzata se viene affiancato da altri ingredienti, primi tra tutti i tensioattivi anfoteri, ad esempio la betaina.
In pratica: se quando leggi l’INCI trovi il Sodium Laureth Sulfate tra i primissimi ingredienti, hai per le mani un prodotto molto aggressivo per la pelle. Se invece è preceduto da ingredienti come la Cocamidopropyl Betaine, allora il prodotto è stato pensato da chi ne capisce ed è un po’ meno forte.

Riassumendo

Impara a leggere l’INCI e controlla sempre la composizione dei cosmetici che ti metti addosso perché la pelle assorbe e se ci spalmi sopra schifezze, assorbirà schifezze.
Se sei alle prime armi, puoi farti aiutare dal Biodizionario (www.biodizionario.it): è un motore di ricerca degli ingredienti cosmetici: scrivi il nome dell’ingrediente come lo trovi nell’INCI e premi “cerca”, ti darà i risultati come un semaforo (verde = bene; giallo = accettabile; rosso = assolutamente NO). Ripeto, va bene per cominciare, perché usa parametri non proprio perfetti, ad esempio dando il bollino verde a ingredienti che sono sì naturali, ma che hanno un impatto ambientale enorme – ma ne parliamo meglio nel prossimo capitolo.

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