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Cosmetici per mamme, leviamoci un po’ di dubbi

Maggio 8, 2015

Dopo l’intervista uscita la settimana scorsa su VanityFair.it — fatemi gongolare ancora un pochino! — ho ricevuto moltissime email di future mamme e tutte chiedevano più o meno la stessa cosa: “Sono incinta: posso usare i cosmetici Double B durante la gravidanza?”. La risposta è: “Assolutamente SI!”.

Anche se non realizzo prodotti specifici “per mamme”, tutti i cosmetici Double B possono essere usati tranquillamente da future mamme, neo mamme e mamme che allattano. Se avete paura di esporre il vostro bimbo a ingredienti sintetici, chimici, profumi e coloranti non preoccupatevi, perché non ne troverete! Sono molto attenta alla scelta degli ingredienti, seleziono solo materie prime che trovate in natura come l’olio d’oliva, il burro di karité, l’olio di argan. Anche gli ingredienti funzionali — quelli, per intenderci, che rendono la crema tale, quindi gli addensanti che danno consistenza, gli emulsionanti che tengono insieme la fase grassa e quella acquosa, ecc. — sono tutti di origine naturale. (A proposito, se volete approfondire come si fa una crema lo trovate nelle FAQ.)

Inoltre, tutti i cosmetici Double B sono stati formulati seguendo il disciplinare ICEA (è l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) per la cosmesi Eco Bio e Vegana e il mio obiettivo è quello di certificare tutte le linee entro l’anno. Per questo motivo non avete bisogno di setacciare la lista degli ingredienti per essere certe che siano i prodotti “giusti” — anche se il mio mantra è “fidatevi solo dell’INCI” quindi se volete allenarvi con quello dei prodotti Double B fate pure!

Infine, se volete fare un regalo ad una futura mamma — visto che domenica è la festa della mamma! — vi consiglio la Crema corpo idratante perché l’ho pensata proprio per un’amica in dolce attesa: ricca di sostante emollienti ed elasticizzanti, come l’olio di mandorle dolci, il burro di karité e l’olio di cocco, aiuta la pelle a rimanere elastica e a prevenire le smagliature.

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Corpo, Diy, Green Beauty, Inci, Ingredienti

Burro di Karité: come usarlo

Marzo 2, 2015

La scorsa settimana ho confessato su Facebook di aver provato a riutilizzare per qualche giorno un fondotinta siliconico tradizionale della MAC, spinta più che altro dal pensiero che fosse un peccato buttarlo, “con quello che costa”. Pessima idea: in men che non si dica sulla fronte mi è comparsa un’area di pelle secchissima e screpolata, di quelle con tutte le pellicine alzate — che se poi sopra ci metti il fondotinta è uno spettacolo, perché le pellicine si colorano e si notano ancora di più! Ok, ho capito: una volta che si passa all’ecobio non si torna indietro, ma come risolvo? Semplice, con applicazioni quotidiane di burro di Karité puro!

Visto che sono bastati solo due giorni a risolvere il problema, ho pensato che potesse interessarti un post su questo ingrediente miracoloso, che puoi trovare facilmente in molti negozi (erboristeria, profumeria, supermercato…) o online e che ha davvero una marea di utilizzi. Unica nota: controlla sempre che sulla confezione ci sia scritto solo il nome INCI del burro di Karité, ovvero “Butyrospermum Parkii Butter” e basta! Niente profumo, niente additivi, niente conservanti: solo burro puro.

Tanto per cominciare, una precisazione: il burro di Karité nasce come ingrediente alimentare. E’ una sostanza vegetale che si estrae dai semi del karité, un albero che cresce spontaneo nell’Africa occidentale. I semi vengono prelevati dalla noce di karité, essiccati, pestati e tostati manualmente fino ad essere trasformati in una pasta spessa, di colore variabile — dal verde chiaro al bianco avorio — lievemente profumata e dal sapore quasi dolce. Questa viene poi bollita a lungo e la parte non raffinata che viene a galla viene scolata e fatta raffreddare. Viene utilizzato come grasso vegetale in molti piatti della cucina africana, ma non ti sto consigliando di metterlo in padella perché quello che si trova in commercio in Italia è a scopo cosmetico, a meno che tu non sia tanto fortunata da trovarne un po’ a scopo alimentare in qualche negozio di alimenti etnici.

Le donne africane lo utilizzano da secoli anche come prodotto cosmetico, applicandone dosi generose su pelle e capelli per proteggerli da caldo, sole e disidratazione. Viene usato come unguento per curare bruciature ed eritemi, piccole ulcere ed irritazioni della pelle ed è ricco di Vitamina A, D ed E che lo rendono un cosmetico “completo” con proprietà idratanti, emollienti, lenitive e protettive.

Appurato che è un prodotto semi miracoloso, vediamo come possiamo usarlo per la cura di pelle e capelli:

  • Si presta benissimo come maschera per lenire la pelle secca o screpolata. Basta applicarne una piccola quantità sulla pelle pulita e il calore delle mani lo scioglierà rapidamente in un morbido olio nutriente, da massaggiare su viso e collo con movimenti circolari per qualche minuto. Tieni in posa un quarto d’ora e poi leva l’eccesso con una velina.
  • E’ un ottimo sostituto della crema notte antirughe: usalo prima di andare a dormire, applicandone un velo su rughe e zone più delicate, come ad esempio il contorno occhi.
  • E’ un fantastico burrocacao: stendine un po’ sulle labbra per idratarle e nutrirle, senza renderle appiccicose.
  • Riesce a schermare alcuni raggi UV: non usarlo ad agosto sulla spiaggia perché non sarebbe sufficiente, ma come filtro solare d’emergenza va benissimo! Però ad agosto in vacanza portatelo lo stesso perché come doposole è ottimo, soprattutto se ti sei scottata o se ti è venuto un piccolo eritema. Portalo anche sulla neve per contrastare le screpolature da freddo.
  • Mescolato con un cucchiaino di zucchero si trasforma in un delicato scrub per il corpo, da usare sotto la doccia — così poi ti risparmi la seccatura di mettere la crema corpo!
  • E’ ottimo per ammorbidire le cuticole quando fai la manicure, o come trattamento di bellezza per i piedi.
  • Puoi usarlo sui capelli come maschera nutriente prima di lavarli. Ti consiglio di mescolarlo a qualche altro olio vegetale e di scaldarlo un po’, per rendere più semplice l’applicazione. Potresti ad esempio mescolare parti uguali di burro di Karité, olio di Cocco e olio di Oliva, scaldandoli un po’ a bagnomaria o nel microonde — poco che non vuoi scottarti! — e poi applicando il tutto sui capelli leggermente inumiditi. Avvolgi la testa con la pellicola, poi metti sopra un asciugamano caldo e tieni in posa il più possibile. Infine lava i capelli con uno shampoo delicato e vedrai come saranno morbidi.
  • Sempre per i capelli, il burro di Karité è fantastico come crema idratante per le punte secche: prima di andare a dormire ne prendo una piccola dose, quanto basta per massaggiare le punte senza ungerle, e al mattino i capelli hanno assorbito il burro e le punte sono nutrite e lucide.
  • Puoi usarlo come olio da massaggio, visto che il suo punto di fusione è vicino alla nostra temperatura corporea: massaggiato tra le mani si trasforma in un morbido olio che va benissimo anche per lenire i dolori muscolari, visto che ha anche una blanda azione antinfiammatoria.
  • Usalo al posto della vaselina se ti fai un tatuaggio e più in generale per tutte quelle volte che vuoi isolare una porzione di pelle da aggressioni esterne.
  • Mettilo sul naso quando sei raffreddata e le narici sono diventate tutte rosse e secche.
  • E’ ottimo sulla pelle dei bimbi, per contrastare gli eritemi da pannolino e tutti gli arrossamenti che vengono sulla loro pelle delicata.
  • In microscopiche quantità è ottimo come illuminante nel trucco, ad esempio applicato appena sopra gli zigomi se vuoi un effetto glowing.

Ho dimenticato qualche utilizzo? Sono curiosa di sapere se usi il burro di Karité e come, aspetto di scoprirlo nei commenti. 🙂

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Blog, Ingredienti

Salviamoci la pelle

Dicembre 23, 2014

Se vi dicessero che avete l’80% di possibilità di avere/fare/trovare/vincere qualcosa, cosa pensereste? Probabilmente nella vostra testa suonerebbero queste parole: “Ce l’ho già in tasca!”. L’80% è una gran bella percentuale: vuol dire 8 su 10, vuol dire che solo 2 su 10 non vincono. L’80% è tanto. Avete l’80% di possibilità di vincere al Superenalotto: tutti a giocare, giusto? Bene, prendete questo concetto e mettetelo da parte.

Ora pensate a quella volta che avete preso una storta alla caviglia, o che vi faceva male la spalla o il collo. Cosa avete fatto? Probabilmente avete applicato una pomata medicale, tipo Lasonil, per intenderci. Come credete che funzioni quel tipo di medicamento? Per magia? No, semplicemente contiene uno o più principi attivi che vengono assorbiti dalla pelle e che vanno ad agire sulla zona contratta o infiammata. Ci siete? Bene.

Ora fate 2 più 2: sapete quanto assorbe la pelle? Esatto, l’80% delle sostanze con le quali entra in contatto. Il che va benissimo se avete il collo indolenzito e volte farvi passare il dolore. Ma la pelle ha questa capacità di assorbimento sempre. Questo vuol dire che se entra in contatto con sostanze tossiche o potenzialmente pericolose, ne assorbirà l’80%.

Niente allarmismi: alcune sostanze hanno una composizione molecolare talmente grande che non riescono a penetrare la barriera della nostra pelle. La paraffina ad esempio, così come tutti i vari petrolati — cioè quelle sostanze derivate dal petrolio — non penetra: é troppo grande. Resta in superficie e sporca la pelle, causa tutti quegli inestetismi cutanei che detestiamo, ma non si muore per un paio di brufoli. Il discorso cambia per tutte quelle sostanze potenzialmente dannose che a volte vengono utilizzate dalle grandi case cosmetiche, soprattutto come conservanti. La formaldeide ad esempio: è una sostanza con un elevato potere battericida, funghicida e disinfettante, ma è anche una delle sostanze tossiche più pericolose, in grado di scatenare irritazioni ed allergie da contatto, ma soprattutto associata allo sviluppo di diverse forme tumorali.

“Basta leggere l’elenco degli ingredienti” — direte voi — “e se c’è scritto Formaldeide non lo compro”. Tranquilli, non lo troverete mai scritto: l’Unione Europea ha vietato da tempo l’utilizzo di questa materia nei cosmetici finiti. Peccato che ci siano molte altre sostanze che — pur non chiamandosi espressamente “formaldeide” — siano però “cessori di formaldeide”: vuol dire che con il tempo si deteriorano e rilasciano formaldeide e per questi non c’è alcun divieto. Ad esempio il Sodium Hydroxymethyl Glicinate, il Benzylhemiformal, l’Imidazolidinyl Urea e la Diazolinidyl Urea sono sostanze che decomponendosi potrebbero rilasciare formaldeide all’interno del prodotto cosmetico. Vatteli a ricordare però, con questi nomi.

La soluzione? Molto semplice: imparare a leggere l’INCI, ovvero l’elenco degli ingredienti che per legge deve essere su ogni confezione di prodotto cosmetico e per farla ancora più semplice scartate tutti quelli che contengono paraffina: se leggete Paraffinum Liquidum, Mineral Oil, Vaselina o Petrolatum rimettete il flacone sullo scaffale e tanti saluti, non vedo perché spendere soldi per un prodotto che — come minimo — vi sporcherà la pelle.

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