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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci, Stiamobio, Vegan

Shampoo secco al cacao

Aprile 24, 2017

Confesso di non essere mai stata una grande fan dello shampoo secco. L’idea di mettermi una polverina in testa invece che farmi uno shampoo mi sembrava uno sbatti inutile. Dicevo: ma che ci vuole a lavarsi i capelli! “Dicevo” è la parola chiave. L’imperfetto qui è d’obbligo perché:

  1. La mia idea di “farmi i capelli” consisteva in: li lavo sotto la doccia e li lascio asciugare all’aria
  2. La mia propensione allo sport era pari a zero, quindi i capelli restavano puliti abbastanza a lungo

Oggi invece non posso quasi più permettermi di non asciugarli e metterli in piega — vuoi per esigenze “sceniche” con le dirette di #StiamoBioLIVE, vuoi perché Signora-Mia-A-Una-Certa-La-Cervicale. Però sono anche costretta a lavarli quattro volte a settimana, di più sarebbe follia!

L’idea di mettermi una polvere chimica in testa continua a non piacermi, ma per fortuna ho trovato un’ottima alternativa super naturale e sono qui a proporti questa versione di dry shampoo d’emergenza, che ho provato la settimana scorsa.

Alla base di tutto c’è l’amido di mais — che trovi al supermercato. Se già lo compri per fare le torte sai benissimo com’è fatto: bianco come la farina, con una consistenza un po’ più leggera del bicarbonato. Ha un forte potere assorbente e messo a piccole dosi alla radice dei capelli cattura il sebo in eccesso, dando anche un leggero effetto volume se massaggiato bene.

Il problema è il colore: se sei bionda il bianco dell’amido di mais non si vedrà, ma se sei castana come me hai voglia a spazzolare i capelli per mandarlo via! Ecco che entra in scena il mio amore segreto — mica tanto segreto: il cacao! La polvere di cacao amara, mescolata all’amido di mais — vedi sotto le proporzioni — risolve “l’effetto neve” egregiamente. In questa ricetta c’è anche un po’ di olio essenziale di menta piperita: è purificante, antibatterico e stimola la crescita dei capelli!

Per i capelli biondi o bianchi:
– Usa solo l’amido di mais
Per le castane chiaro/biondo cenere:
– 3 parti di amido di mais e una di cacao
Per le castane scuro/nere:
– 2 parti di amido di mais e 2 di cacao

Qualunque sia il tuo colore aggiungi al tuo mix qualche goccia — io ne metto 1 per ogni cucchiaio di polvere — di olio essenziale di menta piperita. Shakera bene il tutto e conserva in un barattolo di vetro.

Quando serve, spargine poco sulle radici —puoi usare una saliera — e massaggia molto bene la cute con movimenti circolari. Poi aspetta qualche minuto e spazzola via i residui. La polvere è molto sottile, ti consiglio di fare tutto il procedimento prima di vestirti!

Come sempre fammi sapere se lo provi e se ti piace, io sono qui che aspetto le tue risposte!

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Diy, Green Beauty, Pelle, Skincare, Stiamobio

Scrub per il viso al the verde

Aprile 18, 2017

Se hai visto lo #StiamoBioLIVE con Morganic Kitchen non ti sarà sfuggita l’importanza degli antiossidanti per la salute e la bellezza della tua pelle. Uno degli alimenti più ricchi di antiossidanti è il the verde, pieno di polifenoli, bioflavonoidi e vitamine — soprattutto B e C!

Berlo — ovviamente — fa benissimo, ma è anche molto usato come ingrediente cosmetico perché contrasta l’invecchiamento cutaneo. E’ anti-infiammatorio, perciò è ottimo per attenuare rossori e irritazioni. 🍵

La ricetta DIY di oggi è quindi uno scrub al the verde! Come al solito, pochi ingredienti e esecuzione semplice.

Ti servono:

  • Un cucchiaino di the verde in polvere. Il più pregiato — e più ricco di sostanze “buone” — è il Matcha 🍃 Costa parecchio rispetto agli altri, ma ne vale la pena.⠀
  • Due cucchiaini di zucchero. Se pensi che lo zucchero sia troppo “ruvido” per la tua pelle prova a sostituirlo con la farina di cocco.⠀
  • Un cucchiaino di olio di avocado 🥑, ricchissimo di vitamina E. Se non ce l’hai a portata di mano usa l’olio di riso, oppure quello di jojoba.⠀⠀

Come per tutti gli scrub, ti suggerisco di aggiungere una goccia di detergente viso per rendere più facile l’utilizzo — lo scrub da solo in genere se ne va a spasso per tutto il bagno, almeno a me succede sempre così. Con il detergente è più gestibile.⠀

Le dosi che ti ho dato vanno bene per una/due applicazioni, se ti piace puoi farne un barattolo e conservarlo per qualche mese — the, zucchero e olio non vanno a male. Secondo me è anche carino da regalare 😄

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Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Stiamobio

Pelle spenta? Prova la papaia!

Aprile 3, 2017

Quando ti guardi allo specchio ti sembra di avere la pelle spenta e opaca?Vorresti un viso più luminoso — glowing, come dicono gli americani? Tranquilla, ci pensa la tua Double con una maschera viso fantastica!

Ingredienti:

  • Papaya — ben matura, ti serve la polpa di mezzo frutto, schiacciata bene con la forchetta. Il resto lo puoi mangiare!
  • Miele — un cucchiaio. Puoi scegliere il miele che preferisci, quello di manuka è il migliore per la pelle
  • Albume — una chiara d’uovo montata a neve

Mescola tutto e applica sul viso struccato e pulito, tieni in posa 10–15 minuti poi sciacqua.

Fa bene perché:

  • La papaya è ricca di enzimi che esfoliano dolcemente la pelle
  • Il miele è un super nutriente ed ha anche proprietà antibatteriche — nel caso ci sia qualche brufoletto
  • L’albume rassoda la pelle

Dico sempre che i cosmetici possono fare solo il 20% del lavoro, che tutto il resto dipende da te, dal tuo stile di vita, dall’alimentazione. Ecco, il cibo è importantissimo per la salute — e la bellezza — della tua pelle e a volte te lo puoi anche mettere in faccia!

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Bellezza Diy, Green Beauty, Stiamobio, Vegan

Siero (quasi) miracoloso per le ciglia

Marzo 27, 2017

Ricordo un vecchissimo cartone Disney di quelli muti, dove si sentiva solo l’incomprensibile “quack-quack” di Paperino, che incontrava una sinuosa Paperina per strada. Lei aveva delle ciglia lunghissime e ammiccanti e il povero Paperino — ovviamente — s’innamorava all’istante.

Hai mai desiderato ciglia lunghe, folte e setose? Io SI!! Se anche tu sei scontenta delle tue ciglia — rullo di tamburi — ecco il rimedio Double per te!

La parte difficile qui è il contenitore, hai tre opzioni:

  • Puoi pulire molto molto bene una vecchia confezione di mascara — io però non te lo consiglio, troppa fatica.
  • Puoi prendere una piccola bottiglia di vetro — in questo caso non avrai l’applicatore e userai un cotton fioc.
  • Puoi scegliere l’opzione semplice e comprare un tubetto da mascara vuoto!

Una volta che hai il tuo contenitore devi metterci dentro gli oli nutrienti, che sono:

  • Olio di ricino
  • Olio di mandorle dolci
  • Olio di argan
  • Tocoferolo (è la Vitamina E pura)

Le dosi sono in base al contenitore che scegli, la ratio è: metà di olio di ricino, 1/4 di mandorle dolci — se sei allergica sostituiscilo con quello di jojoba — 1/8 di argan e 1/8 di tocoferolo. Ad esempio se usi un contenitore da mascara di solito sono da 10ml perciò metterai: 5ml di olio di ricino, 2,5ml di mandorle dolci, 1,25ml di argan e 1,25ml di vitamina E. Se vuoi essere super precisa puoi usare una siringa graduata per misurare il tutto!

Mescola bene e applica questo mix sulle ciglia — struccate!!! Non serve che te lo dica, vero? — la sera prima di andare a dormire. Datti tempo qualche settimana e vedrai che super risultati!!

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Rimedio alla pelle super secca!

Marzo 6, 2017

Le mie strategie di sopravvivenza al freddo sono TUTTE contrarie a qualunque principio beauty nel quale io abbia mai creduto: bevo pochissima acqua — fa troppo freddo per fare pipì dopo — mi vesto con ottomila strati e (orrore orrore!) invento mille scuse per non mettere la crema idratante dopo la doccia!

Risultato? Abbastanza ovvio: pelle secca, spenta e che “sfarina”, soprattutto sulle gambe!

Urge correre ai ripari con uno scrub semplicissimo da fare sotto la doccia, che sia anche idratante così da risparmiare preziosi secondi dopo, nel passaggio accappatoio-pigiama-letto.

Ti servono:
– 2 cucchiai di olio di cocco
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– 1 cucchiaio di
docciaschiuma
– 1/2 cucchiaio di polvere di caffè 
— opzionale, a me piace l’odore

Mescola in un barattolo gli ingredienti, puoi scaldare prima l’olio di cocco — a bagnomaria o in microonde per pochi secondi — in modo da renderlo cremoso ma non troppo liquido. Ti suggerisco di aggiungere il docciaschiuma perché in questo modo lo scrub verrà meno scivoloso e più facile da spalmare.

Pronta? Via! Infilati sotto la doccia, inumidisci tutto il corpo poi scrubbati/sciacquati/asciugati. La pelle, per quanto secca, non dovrebbe richiedere ulteriore idratazione 😉

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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci, Natural Beauty, Skincare, Stiamobio, Vegan

Lo scrub fantastico!

Febbraio 10, 2017

Ecco una ricetta fai-da-te semplicissima, che ti darà un sacco di soddisfazione. In più è rosa, che non guasta mai!
Ti servono solo due ingredienti:
– olio di cocco
– sale rosa dell’Himalaya*

Mescola i due ingredienti in parti uguali — ad esempio un cucchiaio di olio e uno di sale. Se l’olio di cocco è solido ti basta dargli una scaldata a bagnomaria o nel microonde per 10 secondi, ma non scaldarlo troppo perché non deve sciogliere il sale.

Inumidisci il viso e massaggia delicatamente lo scrub, insistendo di più su fronte, naso e mento, poi sciacqua con acqua tiepida e asciuga. Se proprio vuoi coccolare la tua pelle aggiungi due gocce del mio Siero, e stop!

Allora, hai o non hai la pelle più morbida del mondo?! 🙂

*non fare quella faccia, lo trovi al supermercato.

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Cosa c’è nella tua crema?

Febbraio 7, 2017

Che nei cosmetici tradizionali ci siano degli ingredienti che fanno male alla pelle lo sappiamo un po’ tutte: siliconi, parabeni, petrolati… Ma sappiamo riconoscerli?

Quando andiamo in profumeria e annusiamo con voluttà l’ultimissima crema viso che promette miracoli ed ha un profumo meraviglioso, siamo in grado di leggere l’INCI?

Un attimo, facciamo un passo indietro: cos’è l’INCI?!?

INCI = International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. E’ una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico, usata in praticamente tutti i paesi nel mondo.
E’ obbligatorio! Ogni cosmetico immesso sul mercato deve riportare sulla confezione l’elenco degli ingredienti contenuti usando la denominazione INCI, scritti in ordine di concentrazione decrescente.
– Al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell’1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
– La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (sono quelli che ci piacciono perché indicano ingredienti botanici. Ad esempio il Prunus Amygdalus Dulcis Oil è l’olio di mandorle dolci) e altri in inglese (chimici o di derivazione chimica, ma possono essere anche ingredienti naturali che sono stati lavorati). Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (es. CI 45430).

Perché è importante saper leggere l’INCI?

Perché la nostra pelle è una barriera permeabile: alcune sostanze usate nei cosmetici sono abbastanza piccole da attraversarla. Pertanto è bene sapere cosa ci spalmiamo addosso, in modo da poter scegliere consapevolmente. Quindi eccoti l’elenco dei “cattivissimi”, così la prossima che starai per comprare una crema potrai controllare gli ingredienti!

Petrolati & Siliconi

Li metto insieme, perché l’effetto che hanno sulla pelle è lo stesso: sporcano! La loro composizione molecolare è troppo grande per penetrare, perciò restano in superficie a occludere i pori e causare brufoli e altre impurità. Non si muore per un foruncolo, ma la salute della pelle ne risente: sempre soffocata da uno strato impenetrabile e impermeabile. Il silicone si usa per sigillare la doccia, la paraffina deriva dal petrolio: tu li vorresti sulla faccia? Io no!
– Mineral Oil
– Petrolatum
– Paraffinum Liquidum o Paraffina
– Microcrystalline Wax
– Vaselin
– Dimethicone
– Cyclomethicone
– Cyclopentasiloxane e Cyclohexasiloxane
– Dimethiconol
– Disiloxane e Trisiloxane
– Simethicone
Non è un elenco completo, ma questi sono i più diffusi.

I siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti e perché fanno quello che chiamo “l’effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici: “Mamma mia che bella pelle che ho!” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano di più.

In rete c’è un acceso dibattito tra chi li demonizza e chi li difendea spada tratta. I paladini del silicone affermano che sono ingredienti sicuri, non tossici per l’uomo, testati da talmente tanti
anni da poter essere definiti innocui. Talmente “innocui” che l’Unione Europea ha bandito due dei siliconi volatili più diffusi – il Cyclopentasiloxane e il Cyclotetrasiloxane – dai prodotti cosmetici a risciacquo, perché tossici per l’ambiente acquatico.
Questo significa che, da febbraio 2020, questi due ingredienti non potranno più essere utilizzati in shampoo, docciaschiuma, saponi liquidi, eccetera – o meglio, potranno essere utilizzati solo in concentrazioni inferiori allo 0,1%: una maniera molto diplomatica di “vietarli senza vietarli”. Pensa a quanti interessi devono bilanciarsi all’interno della UE e capirai come simili mosse diplomatiche siano necessarie.
Siliconi e petroli inoltre sono biopersistenti, cioè l’esatto contrario di biodegradabili: restano nell’ambiente e lo inquinano per un tempo lunghissimo e non abbiamo ancora idea di quale impatto abbiano sulla salute dei mari, dove – volenti o nolenti – finisce il grosso delle nostre acque reflue. Immagina: ti sei messa sul viso una crema a base di siliconi e la sera, dopo una lunga giornata di lavoro, ti lavi la faccia. I siliconi si staccano dalla tua pelle e finiscono nello scarico del tuo lavandino, entrando così nel sistema di depurazione delle acqua reflue della tua città. Questo sistema però non è progettato per trattenere le molecole di silicone, che fanno tutto il giro di depurazione e finiscono in mare. Per quanto tempo? Non lo sappiamo. Che impatto hanno?
Non lo sappiamo.

Conservanti: Parabeni & Co.

I conservanti nei cosmetici sono necessari, perché preservano la formula dalle contaminazioni batteriche. Negli ultimi decenni i conservanti più diffusi – ancora una volta, quelli considerati più “sicuri” – sono i parabeni. Esiste però un acceso dibattito sul tema “Parabeni e tumore”: alcuni sostengono che i parabeni, una volta assorbiti dall’organismo potrebbero stimolare la crescita di alcuni tipi di cellule tumorali, come quelle del cancro al seno, però studi scientifici definitivi che chiudano la questione non ce ne sono.
In compenso sappiamo con certezza che i parabeni sono interferenti endocrini, ovvero sostanze capaci di mimare l’azione degli ormoni e quindi di “ingannare” il nostro corpo. A me ovviamente come ingredienti non piacciono, sopratutto se presenti all’interno di formule pensate per essere applicate in aree dove la pelle è molto sottile – penso ai deodoranti che spruzziamo sulle ascelle – o peggio ancora sulle mucose, che assorbono molto di più della pelle (te lo dico perché li ho visti nell’INCI di diversi gel intimi, da qui il mio motto “niente parabeni sulla patata!”).

Li riconosci perché in genere contengono il termine “paraben”:

– Methylparaben
– Ethylparaben
– Propylparaben
– Butylparaben

Sempre a proposito di conservanti, ci sono altre sostanze che vengono utilizzate in cosmesi e che sono da evitare come la peste perché rilasciano formaldeide! Ora, il paradosso è questo: la formaldeide è una delle sostanze più tossiche e pericolose, in grado di scatenare irritazioni e allergie da contatto, ma soprattutto associata allo sviluppo di diverse forme tumorali.
L’UE ha vietato da tempo l’utilizzo di formaldeide nei cosmetici, peccato che non abbia vietato l’uso di quelle sostanze che ne sono cessori, ovvero che deteriorandosi si trasformano in formaldeide!
Eccole qui:
– Imidazolidinyl Urea
– Diazolinidyl Urea
– Methylchloroisothiaziolinone
– Methylisothiazolinone
– Kathon
– Quaternium 15

Tensioattivi

Ti laveresti con il detersivo per i piatti? Ovviamente no! Peccato che spesso i prodotti detergenti cosmetici contengano gli stessi tensioattivi – ovvero gli agenti lavanti – dei detergenti per la casa.
Il problema è che sono troppo aggressivi per pelle e cuoio capelluto e nel lungo periodo peggiorano problemi come forfora, secchezza cutanea, dermatiti, ecc.
– MEA o Monoethanolamine
– TEA o Triehanolamine
– DEA o Diethanolamine
– Sodium Lauryl Sulfate
– Amonium Lauryl Sulfate
– TEA-Lauryl Sulfate
– Magnesium Laureth Sulfate
– MEA Laureth Sulfate
– Sodium Laureth Sulfate
– Amonium Laureth Sulfate
– Sodium Mireth Sulfate
– Sodium Pareth Sulfate
– Sodium Coceth Sulfate

Tra questi, quello che probabilmente incontrerai più spesso è lo SLES, il Sodium Laureth Sulfate. L’industria cosmetica lo utilizza a quintali perché costa poco, sgrassa tanto e fa un bella schiuma
bianca – così tu ti senti pulita e sei tutta contenta ma in realtà è come se ti fossi lavata con il sapone per i piatti. Cosa fa? In pratica scioglie le particelle di sporco e di grasso in eccesso, permettendone la rimozione con l’acqua. E qui sta il problema: davvero ogni volta che ti fai la doccia sei tutta sporca di unto?! A meno che tu non faccia il meccanico mi sembra abbastanza improbabile. La tua pelle ha bisogno di mantenere il sottile strato lipidico che la protegge: se ogni volta che ti lavi glielo porti via lei sarà costretta a produrne ancora, e ancora, e ancora…..
Non vorrei entrare nel discorso della formulazione perché è un po’ complicato, perciò te la faccio breve: l’aggressività dello SLES può essere ammortizzata se viene affiancato da altri ingredienti, primi tra tutti i tensioattivi anfoteri, ad esempio la betaina.
In pratica: se quando leggi l’INCI trovi il Sodium Laureth Sulfate tra i primissimi ingredienti, hai per le mani un prodotto molto aggressivo per la pelle. Se invece è preceduto da ingredienti come la Cocamidopropyl Betaine, allora il prodotto è stato pensato da chi ne capisce ed è un po’ meno forte.

Riassumendo

Impara a leggere l’INCI e controlla sempre la composizione dei cosmetici che ti metti addosso perché la pelle assorbe e se ci spalmi sopra schifezze, assorbirà schifezze.
Se sei alle prime armi, puoi farti aiutare dal Biodizionario (www.biodizionario.it): è un motore di ricerca degli ingredienti cosmetici: scrivi il nome dell’ingrediente come lo trovi nell’INCI e premi “cerca”, ti darà i risultati come un semaforo (verde = bene; giallo = accettabile; rosso = assolutamente NO). Ripeto, va bene per cominciare, perché usa parametri non proprio perfetti, ad esempio dando il bollino verde a ingredienti che sono sì naturali, ma che hanno un impatto ambientale enorme – ma ne parliamo meglio nel prossimo capitolo.

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Impatto ambientale

Febbraio 8, 2017

Ogni giorno usiamo dai 10 ai 20 prodotti cosmetici: dentifricio, sapone per il viso, sapone per le mani, crema idratante, make-up, deodorante, crema corpo, struccante…. Tutti prodotti che, a un certo punto della giornata, laveremo via dalla nostra pelle. Che impatto hanno sull’ambiente?
Del Cosmetic Footprint, ovvero dell’impatto ambientale dei cosmetici sappiamo ancora molto poco, in questo capitolo cercherò di mettere insieme tutte le informazioni che ho raccolto.

Partiamo dalle cose più evidenti: il packaging. I cosmetici hanno un packaging primario, cioè il flacone o il vaso che li contiene, e spesso hanno anche un packging secondario, ad esempio una scatola di cartone. È evidente che meno packaging c’è e meglio è dal punto di vista ambientale, perché è meno roba che finisce nella spazzatura. In alcuni casi – penso agli shampoo solidi – si può addirittura eliminare del tutto il packaging (anche se poi una bustina di carta per avvolgerlo te la danno sempre, però è sicuramente un grande passo avanti rispetto a quei cosmetici che hanno il falcone, la scatola e dentro la scatola un’intelaiatura che serve a tenere fermo il flacone.)
Quindi per quanto riguarda questo specifico problema, se vogliamo ridurre l’impatto ambientale dei cosmetici che usiamo, meglio scegliere prodotti che hanno il minor packaging possibile e fatto anche con materiali riciclabili: vetro, alluminio, carta e cartone, plastiche riciclabili come il PET, eccetera.

Passiamo a un altro aspetto: il trasporto. Spostare prodotti da una parte all’altra del globo inquina. Prodotto in Cina, etichettato in USA, venduto in Italia: il flacone che acquisto ha più miglia di me – gli daranno un biglietto gratis. Anche qui, la soluzione è abbastanza semplice: se vogliamo inquinare di meno sceglieremo prodotti realizzati “vicino casa”. Senza pretendere il KM zero: se vivo in Italia una crema idratante prodotta in Italia inquinerà di meno dal punto di vista dei trasporti.

Ho tenuto per ultimo l’aspetto più complesso da analizzare, ovvero cosa c’è DENTRO la mia crema? È composta da ingredienti biodegradabili oppure no? Questo fattore è importante perché quasi tutti i cosmetici che applichiamo addosso, su viso e corpo, ad un certo punto della giornata vengono lavati via con l’acqua e quindi finiscono nei sistemi di depurazione urbani delle nostre città, dove vengono canalizzate, filtrate e smaltite le acque reflue – quelle dello scarico del lavandino, per intenderci. Il problema però è che questi sistemi di depurazione non sono progettati per trattenere le microparticelle, che quindi passano indenni attraverso tutto il processo di depurazione poi finiscono in mare. Qualcosa già la sappiamo. Sappiamo che alcuni ingredienti non fanno bene all’ambiente e che stanno già facendo grossi danni.
Qualche esempio:
⁃ le microplastiche contenute in prodotti esfolianti (penso agli scrub o ai dentifrici “ruvidi”): finiscono nello scarico, poi in mare dove causano un sacco di danni. Siccome è una cosa comprovata gli Stati si stanno muovendo per metterle al bando e molte aziende cosmetiche hanno già smesso di usarle. Però rimangono in commercio prodotti che le contengono, quindi se voglio far attenzione all’ambiente cercherò di non comprarli.
⁃ Sappiamo che due siliconi volatili, il Cyclopentasiloxane e il Cyclotetrasyloxane sono tossici per l’ambiente acquatico e l’Unione Europea li ha messi al bando dai prodotti cosmetici a risciacquo, quindi da febbraio 2020 i prodotti come shampoo, docciaschiuma, sapone, ecc. non potranno contenerne più dello 0,1%. Poi nessuno ha pensato a vietarli anche nei prodotti solari. Immagina: sei in spiaggia, ti cospargi bene tutto il corpo di solare perché sei attenta alla salute della tua pelle e poi ti tuffi…nell’ambiente acquatico!
Quindi occhio anche all’INCI dei solari se vuoi dare una mano all’ambiente.
⁃ Ancora, sappiamo che alcuni filtri solari sono devastanti per le barriere coralline, perché uccidono i coralli – è un fenomeno che si chiama coral bleaching – e i Paesi che hanno la barriera corallina si stanno giustamente attrezzando per vietare la commercializzazione di creme solari con filtri chimici.
⁃ Infine, sappiamo che l’impatto produttivo dell’olio di palma è devastante, perché comporta una deforestazione incontrollata e massiccia, con conseguente distruzione di habitat per moltissime specie, che sono a rischio estinzione: oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, tutti presenti nelle aree dove si coltiva la palma. Anche qui: lo so, leggo l’INCI e non compro i cosmetici che lo contengono se voglio dare una mano all’ambiente.

Queste sono le cose che sappiamo, poi ci sono tutte quelle che non sappiamo, che sono la stragrande maggioranza. Dobbiamo pensare infatti che nei cosmetici ci sono una quantità enorme di sostanze, tra eccipienti e principi attivi. Tutte queste sostanze, se finiscono nell’ambiente in quantità rilevanti, possono determinare degli effetti nocivi perché l’ambiente non è progettato per recepirle.
Possiamo ovviamente usare il buonsenso e ragionare: che effetto avranno sull’ambiente gli ingredienti cosmetici derivati dal petrolio, un materiale fossile e non rinnovabile, come la paraffina? Che effetto avranno sull’ambiente i miei “amici” siliconi, che sono biopersistenti – cioè non biodegradabili, come la plastica?

A prescindere da quello che è ammesso o non ammesso per legge – perché la legislazione spesso arriva in ritardo: il Cyclopentasiloxane non diventa tossico per gli organismi acquatici da febbraio 2020, lo è sempre stato – e a prescindere dal fatto che questi ingredienti siano o meno sicuri per l’uomo – che per carità, di brufoli non si muore – forse dovremmo iniziare a ragionare nell’ottica del “giusto o sbagliato”, etico o immorale. Se un ingrediente è sicuro per l’uomo, ma ha un impatto ambientale dannoso, è giusto continuare a usarlo? E ancora di più: è giusto continuare a usarlo all’interno di prodotti che non servono a salvare vite umane, ma sono tutto sommato superflui, futili, ludici?

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Aloe Vera: la pianta delle meraviglie

Ottobre 18, 2016

L’Aloe Vera è una pianta meravigliosa, con mille proprietà benefiche per la bellezza della pelle. Nei prodotti cosmetici la trovi con il nome INCI di Aloe Barbadensis e può essere utilizzata come succo — è quello che trovi nel mio Siero Viso Antiage, al primo posto — come gel o come estratto. Si ottiene dalla spremitura a freddo delle foglie di Aloe ed è fortemente idratante, ha proprietà lenitive — calma le irritazioni e riduce gli arrossamenti — e contrasta gli effetti aggressivi degli agenti atmosferici sulla pelle.

In pratica, l’Aloe Vera è un toccasana per un sacco di cose e oggi ti racconto come puoi usarlo per una beauty routine 100% green. Occhio però, è possibile essere allergici all’Aloe: se non l’hai mai usato fai una prova sulla pelle del braccio, aspetta 24 ore e vedi se si arrossa. Tutto a posto? Bene, passiamo ai vari utilizzi 🙂

Parlerò di “gel d’Aloe”, la versione più semplice da acquistare nei negozi — a volte anche al supermercato. Se hai la pianta di Aloe Vera a casa dai un’occhiata a questo video per capire come estrarre il succo dalle foglie.

Come usare l’Aloe Vera:

  1. Impacco anti scottatura: se ti sei bruciata un po’ di gel di aloe dovrebbe aiutarti a lenire la pelle infiammata. Lascialo in posa qualche minuto, poi passa un dischetto di cotone imbevuto di acqua e applica una crema lenitiva. Funziona anche sulle punture di insetti.
  2. Crema idratante: mescolato con un po’ di olio di mandorle dolci, di riso o di burro di karité si trasforma in un idratante perfetto.
  3. Impacco antiforfora: massaggialo sulla cute prima dello shampoo, lascialo in posa una ventina di minuti e lava via. Ti aiuterà a contrastare la forfora e il prurito.
  4. Aggiungilo allo shampoo, lo rende più idratante. La dose è 1:1 ma ovviamente puoi adattarla ai tuoi gusti.
  5. Usalo come gel per capelli: metti tra le mani un po’ di gel di aloe e sfrega, poi passa le mani nei capelli umidi. Ti aiuterà a tenere sotto controllo i capelli che svolazzano.
  6. Gel per sopracciglia: idem come sopra, un po’ di gel di aloe applicato con uno spazzolino ti terrà le sopracciglia in ordine tutto il giorno.
  7. Mescolalo a una goccia di Tea Tree Oil e otterrai un ottimo trattamento spot on da applicare sui brufoletti, per seccarli e sfiammarli rapidamente.
  8. Bevilo! Il succo di Aloe vera è un ottimo integratore che stimola il tuo sistema immunitario, è antiossidante e disintossicante. Ovviamente in questo caso devi prendere un prodotto per uso alimentare.

Questi sono gli utilizzi principali, come sempre fammi sapere se ne provi qualcuno, come ti trovi e se ne hai altri da suggerirmi!

#StiamoBio

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Current mood

Luglio 23, 2016

Io francamente non so che senso abbia. Sono giorni che mi dico: “dovrei essere più presente sui social, dovrei scattare qualche foto, dovrei promuovere i prodotti Double”.
Eppure.
E mi nascondo anche dietro a scuse banali: sono stanca, ho sonno, voglio andare in vacanza, FB ha cambiato l’algoritmo… Tutte cazzate, e scusa la volgarità.

La verità VERA è che davanti a quello che succede nel mondo, davanti al finto golpe in Turchia, davanti a Nizza, davanti a Monaco, davanti ai disperati che muoiono nel Mediterraneo mi sembra che parlarti di petrolati e siliconi nei cosmetici sia così futile e sciocco e egoista.

Davanti al mondo che va alla deriva, davanti all’orrore, alle tragedie e alle vite spezzate che importanza può avere la paraffina nella crema viso?

Davanti alla foto di un povero cane torturato e impiccato da quattro imbecilli, chi se ne frega del silicone che sporca la pelle del viso.

Mi sembra che il mondo non abbia speranze e mi vergogno a parlarti di cosmesi green perché davvero, DAVVERO ci sono problemi ben più importanti da risolvere.

Ho raccontato questa mia sensazione a poche persone fidate e tutte mi hanno detto che si, è vero, la cosmesi ecobio non salverà il mondo dalla distruzione, ma fa comunque parte di un discorso più ampio: rispetto per la natura che ci circonda, amore per la vita, voglia di fare qualcosa — anche nel mio piccolo, piccolissimo — contribuire.

Forse è per questo che amo tanto l’hashtag #StiamoBio. Non si tratta solo di ingredienti naturali nei cosmetici o di farsi un estratto di frutta e verdura. #StiamoBio per me vuol dire fare attenzione ad ogni gesto della quotidianità, perché davvero nel nostro piccolo POSSIAMO fare qualcosa. Ogni volta che entriamo in un negozio per comprare qualcosa stiamo esercitando il nostro potere, ogni volta che smaltiamo correttamente i rifiuti stiamo contribuendo a pulire il pianeta, ogni volta che scegliamo un piatto vegano stiamo aiutando una mucca — o un maiale, una gallina, quello che vuoi — a vivere meglio. Ogni volta che non giriamo la testa davanti a una cosa brutta, sporca, ingiusta stiamo dando un po’ di speranza a questo triste mondo.

Perciò sì, #StiamoBio davvero e con tutto il cuore, non solo nei barattoli di crema ❤️

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