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Current mood

Luglio 23, 2016

Io francamente non so che senso abbia. Sono giorni che mi dico: “dovrei essere più presente sui social, dovrei scattare qualche foto, dovrei promuovere i prodotti Double”.
Eppure.
E mi nascondo anche dietro a scuse banali: sono stanca, ho sonno, voglio andare in vacanza, FB ha cambiato l’algoritmo… Tutte cazzate, e scusa la volgarità.

La verità VERA è che davanti a quello che succede nel mondo, davanti al finto golpe in Turchia, davanti a Nizza, davanti a Monaco, davanti ai disperati che muoiono nel Mediterraneo mi sembra che parlarti di petrolati e siliconi nei cosmetici sia così futile e sciocco e egoista.

Davanti al mondo che va alla deriva, davanti all’orrore, alle tragedie e alle vite spezzate che importanza può avere la paraffina nella crema viso?

Davanti alla foto di un povero cane torturato e impiccato da quattro imbecilli, chi se ne frega del silicone che sporca la pelle del viso.

Mi sembra che il mondo non abbia speranze e mi vergogno a parlarti di cosmesi green perché davvero, DAVVERO ci sono problemi ben più importanti da risolvere.

Ho raccontato questa mia sensazione a poche persone fidate e tutte mi hanno detto che si, è vero, la cosmesi ecobio non salverà il mondo dalla distruzione, ma fa comunque parte di un discorso più ampio: rispetto per la natura che ci circonda, amore per la vita, voglia di fare qualcosa — anche nel mio piccolo, piccolissimo — contribuire.

Forse è per questo che amo tanto l’hashtag #StiamoBio. Non si tratta solo di ingredienti naturali nei cosmetici o di farsi un estratto di frutta e verdura. #StiamoBio per me vuol dire fare attenzione ad ogni gesto della quotidianità, perché davvero nel nostro piccolo POSSIAMO fare qualcosa. Ogni volta che entriamo in un negozio per comprare qualcosa stiamo esercitando il nostro potere, ogni volta che smaltiamo correttamente i rifiuti stiamo contribuendo a pulire il pianeta, ogni volta che scegliamo un piatto vegano stiamo aiutando una mucca — o un maiale, una gallina, quello che vuoi — a vivere meglio. Ogni volta che non giriamo la testa davanti a una cosa brutta, sporca, ingiusta stiamo dando un po’ di speranza a questo triste mondo.

Perciò sì, #StiamoBio davvero e con tutto il cuore, non solo nei barattoli di crema ❤️

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Bellezza Diy, Business Backstage, Diy, Green Beauty, Inci

Come si fanno i cosmetici

Marzo 2, 2016

Oggi sono nel mood maestrina — roba che mi sto antipatica da sola — perciò ho deciso di raccontarti come si fanno i cosmetici.
Tutte le volte che dico “mi faccio le creme da sola” mi guardano come se fossi pazza. Gli adulti. Le figlie delle amiche invece mi fanno lo sguardo a cuore, soprattutto se mi presento con un barattolo tailored, con Hello Kitty sull’etichetta e il loro nome sopra. Invece fare una crema cosmetica è facile e alla portata di tutti: sai cucinare? Allora sai fare una crema!
Nessuno invece mi ha mai chiesto il perché, quando invece è la cosa più importante: posso decidere io l’INCI della mia crema, scegliere cosa ci metto dentro e solo per questo vale la pena di fare lo sforzo!

CHE COS’E’ UNA CREMA?
Una crema è un’emulsione, ovvero un “sistema costituito da un liquido disperso in un altro liquido o da un solido disperso in un mezzo gelatinoso” (cit. Treccani). Una crema cosmetica in genere è un’emulsione di olio in acqua.

Sai bene che acqua ed olio non vanno d’accordo e tendono a separarsi, pertanto ti serve un emulsionante, cioè una sostanza che li costringa ad unirsi, mescolarsi e rimanere insieme. Di emulsionanti ce ne sono una marea, dalla lecitina di soia che trovi al supermercato all’emulsionante chimico che usano le grandi case cosmetiche. In mezzo, ce ne sono anche alcuni di origine vegetale e sono quelli che uso io.

L’emulsionante quindi convince acqua ed olio a stare insieme, tipo terapia di coppia, ma dire “acqua” e dire “olio” è un po’ troppo generico. Nel settore cosmetico si parla di “fasi”: c’è una fase acquosa e una fase grassa che compongono la crema cosmetica e che in genere vengono emulsionate tra di loro dopo essere state scaldate — esiste anche un’emulsione a freddo ma non vorrei farla troppo complicata. Quando l’emulsione si sarà raffreddata potrai aggiungere una terza fase, composta da tutti quegli ingredienti che devono essere tenuti lontani dal calore, altrimenti rischiano di rovinarsi.

Vediamo insieme le varie fasi:

  • La fase acquosa non è solo acqua, ma può anche essere un infuso — ad esempio per mia mamma che ha la pelle sensibile ne ho realizzata una a base di erbe calmanti e lenitive come la camomilla e la calendula. Poi contiene anche altri ingredienti, come il glicerolo vegetale e gli addensanti, che fanno in modo che la crema abbia una bella consistenza e non sia liquida. Alla fine, la fase acquosa è più un gel che un liquido.
  • La fase oleosa, o grassa, della crema è composta da tutti gli oli ed i burri scelti, e visto che la preparo per me scelgo oli pregiati, come quello di Argan, e burri nobili come quello di Karité o quello di Cacao.
  • La terza fase, o fase a freddo, è composta da tutte sostanze attive che rischiano di deteriorarsi col calore e che, alla fine, caratterizzano la mia crema: sostanze idratanti, antiage, elasticizzanti, ecc. In questa fase si aggiunge anche il profumo e il conservante.

Nella pratica: dopo aver preparatola fase acquosa e la fase oleosa — se ti va in un altro post ti racconterò meglio come si preparano — le devi scaldare. Io in genere preferisco usare il microonde per la fase acquosa (mi sbrigo prima), e il bagnomaria per la fase grassa perché mi da un maggiore controllo sulla temperatura ed è un metodo più dolce, con il quale non rischio di bruciare gli oli e i burri. Dopo averle scaldate le mescoli — io verso la fase grassa in quella acquosa. Puoi usare la frusta a mano, oppure il frullatore ad immersione. Se la temperatura è giusta (tra i 60° e gli 80°C, ma dipende dagli ingredienti che hai scelto) l’emulsione si forma subito e diventa bianca e cremosa. La vedrai diventare sempre più consistente man mano che si raffredda. Una volta che è a temperatura ambiente puoi aggiungere la terza fase e travasare la tua crema nel contenitore che hai scelto per conservarla.

Fin qui tutto chiaro? Fammi sapere nei commenti se l’argomento t’interessa: potrei fare una serie di post dedicati alle varie fasi, agli ingredienti attivi e quelli funzionali, per farti entrare nel mio mondo.

Ah, prima che mi dimentichi: i cosmetici che trovi nello shop sono nati così, ma ovviamente oggi vengono prodotti in un laboratorio chimico cosmetico autorizzato. In Europa l’autoproduzione di cosmetici è consentita solo per “uso personale” e non per la vendita….ti ricorda qualcosa?! 😉

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Business Backstage, Shop Online

Quale corriere scegliere per le spedizioni?

Gennaio 5, 2016

Io acquisto moltissimo online, perciò quando penso a te che compri i prodotti Double B cerco di tenere sempre a mente le cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono e di darti la migliore user experience possibile. Una delle cose che mi fa decidere per l’acquisto è la spedizione gratuita — o almeno delle spese di spedizione molto basse! Quello che invece odio è il fatto che il mio pacchetto non si materializzi immediatamente sulla scrivania, appena ho concluso l’ordine. Per questo motivo ho cercato di fare del servizio di spedizione Double B un punto di forza: se posso spedisco in giornata e ti mando subito il track code, così puoi monitorare tu stessa dove sia il tuo pacco. La maggior parte degli ordini arriva nelle tue mani in 24 ore, al massimo 48.

Prima ancora di fondare Double B avevo iniziato a chiedere preventivi a tutti i “grandi”: UPS, Bartolini, DHL, FedEx e TNT e alla fine ha vinto la tedesca DHL, con la quale mi sono trovata benissimo! Costa meno delle altre — la spedizione la paghi tu quindi voglio che sia affidabile, ma anche economica — non ha costi di attivazione e il ragazzo che viene a ritirare i pacchetti è molto gentile. Ovviamente adesso ti aspetterai un “MA”, e infatti…. Ma dal 1 gennaio 2016 hanno aumentato le tariffe — mica solo DHL, tutti quanti! — e io mi trovo a dover scegliere tra l’aumentare anche io i costi di spedizione oppure valutare altri corrieri.

Mi sono fatta rifare i preventivi dai più noti e DHL si è confermata la più economica. Non ho volutamente chiesto né a SDA né a GLS, con le quali mi trovo malissimo quando mi devono consegnare un pacco, figuriamoci se sono disposta a dare loro dei soldi!
Poi a Natale ho regalato ad un’amica una pochette fatta da Pretty in Mad ed eccolà lì, nella mia inbox, la soluzione! Pretty spedisce con E-Motion, un servizio di spedizioni nato apposta per l’ecommerce. In pratica hanno un sistema che sceglie in automatico il corriere più economico per quella specifica spedizione e quindi fa pagare di volta in volta il prezzo più basso rispetto agli altri.

Vocina nella mia testa: “Mmmmh, ma saranno affidabili?” Anche in questo caso è la voce della Gallina Madre che risponde: “Se non ci provi, non lo scoprirai mai”, perciò…proviamo! Mi sono data come tempo di prova tutto il mese di gennaio, pertanto fino al 31.01.2016 i costi di spedizione sullo Shop non aumenteranno, dopodiché prenderò una decisione e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi tu.

Ho già fatto qualche invio e queste sono le cose che ho notato:

– Le spedizioni sono leggermente più lente. Non per colpa del corriere — mi è capitato UPS entrambe le volte — ma perché se io preparo una spedizione nel pomeriggio di oggi è facile che venga ritirata domani, mentre DHL arriva a ritirare fino a sera.

– Tu ricevi almeno quattro mail mandate in automatico dal loro sistema, per avvisarti che il pacco è in attesa di essere ritirato/in transito/in consegna/consegnato. Troppe? A me sembra di sì, dimmi tu quante ne vorresti ricevere.

Non ci sono supplementi: mi è capitato spesso con DHL di pagare la spedizione più dei €7,50 che paghi tu, perché magari la consegna era in una di quelle che loro chiamano “aree remote”, oppure era in una delle isole, ecc.

Non posso scegliere l’orario di ritiro: il corriere potrebbe passare a prendere il pacco in un qualunque momento — DHL mi dà un cut-off di due ore al massimo — e se un giorno non posso murarmi viva ad aspettarlo vuol dire che il pacco parte il giorno dopo!

– Hanno un ottimo servizio clienti: educati, veloci e disponibili — ciao Mario!

Insomma, un po’ di pro e un po’ di contro. Tu che ne pensi? Mi piacerebbe sapere la tua opinione, io al momento ho pensato a tre possibili soluzioni finali al termine di questo mese di prova.

  1. Resto con DHL e ti faccio pagare di più, ma ho la garanzia di avere spedizioni più veloci: 24/48h. Tra l’altro, pubblici applausi a DHL che sotto Natale non ha perso un colpo: chapeaux!
  2. Mi converto a E-Motion perché si dimostrano bravi e affidabili e mantengo i costi di spedizione invariati.
  3. Ti do la doppia opzione al momento del checkout: mantengo entrambi attivi e scegli tu quale corriere utilizzare, ovviamente a costi e tempi diversi? E’ tecnicamente possibile ma significa prevedere un mini budget per il webmaster.

Fammi sapere che ne pensi e ricordati che IN OGNI CASO la spedizione resterà gratuita per gli ordini superiori a €120!
Esistono forse parole più dolci di free shipping?! Io non credo….

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Blog, Business Backstage, Lifestyle

Tanti auguri a meeee

Ottobre 14, 2015

Oggi è il primo compleanno di Double B ed io vorrei dedicarle una festa con tanto di banda musicale e petali di fiori, ma mi ritrovo a scrivere questo post con una mano sola, mentre con l’altra preparo la valigia per Milano (si, poi vi racconto di Milano).
Un anno fa a quest’ora correvo come una pazza in banca per farmi fare un assegno circolare che nel pomeriggio avrei portato al notaio per la costituzione della srl ed ero terrorizzata. Dentro di me una vocina diceva “ma starai facendo la cosa giusta?!” e francamente non sapevo darle una risposta.
Ma, come dice la Spora Presidenta, “Se non ci provi, non lo scoprirai mai” perciò ho zittito la vocina con un “fatti i cavoli tuoi” e sono andata avanti, svuotando il mio conto corrente per dare a Double B il capitale sociale e firmando le mille pagine dell’Atto Costitutivo.

I primi mesi di Double B sono serviti per andare a regime: comprare il dominio .bio, mettere in piedi il sito e l’e-commerce, rifornire il magazzino, definire i Pantone del logo e stampare le etichette…ho fatto tutto io e ne vado fierissima a giorni alterni, perché mi capita spesso di pensare che ancora non sia tutto perfetto, che ci sarebbero molte cose da migliorare. Che ci fanno le icone dei social network in fondo alla home, per esempio?!? Non starebbero meglio in alto?! Ma vabbé, mi consolo dicendomi “meglio fatto che perfetto” e appunto sul quadernino delle cose da fare anche questa.

Oggi però voglio fare il punto sulle cose fatte, perché un minimo di festeggiamento me lo merito e quindi ecco, in ordine sparso, tutte le cose fatte da Double B nel suo primo anno di vita:

  • Trovati due retailer coi controfiocchi: COIN Excelsior e EATALY Ostiense. Lo so, per ora solo a Roma ma datemi tempo che arriverò ovunque!
  • Collezionato una bella rassegna stampa, su testate fighissime come Vanity, Gioia, Cosmpolitan e Grazia. Mi hanno anche intervistata a Radio Deejay e il mio sito ha crashato per i troppi contatti 🙂
  • Vinto il contest Who’s on Beauty Next? di The Beautyaholic’s Shop
  • Un plugin per l’Insplagenda, che ha suscitato una discussione via Facebook a lettere maiuscole con l’Estetista Cinica, poi ci siamo conosciute di persona, ci siamo piaciute e domani andiamo a pranzo assieme!
  • Fatto da sponsor allo Stiletto Tour e mi sono divertita da matti facendo spignattare tutte le ragazze presenti. Poi mi è venuta un’ansia pazzesca per lo speech ispirazionale e, non so bene come, sono anche finita a fare il mio tacchesimo sul tappeto rosso
  • Scritto il manifesto di Double B
  • Studiato: ho fatto la C+B Academy e un corso di Hilary Rushford su come usare Instagram, straconsigliati entrambi!
  • Creata una newsletter mooolto personale, a volte troppo. A proposito, siete iscritte?! Dai che vi faccio due regali 😉
  • Imparato che le cose succedono quando devono succedere: a febbraio avevo mandato un pacchetto a Alice, meglio nota come A Gipsy in the kitchen. Il pacchetto è andato smarrito tra mille altre spedizioni e le arrivato solo poche settimane fa….ma questa è un’altra storia che vi racconterò a breve!

Detto questo, scappo a prendere il treno. Happy BDay Double B! ❤

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Business Backstage

Vetro o PET, questo il dilemma!

Ottobre 6, 2015

Truppe, a raccolta!
Ok, non vi agitate, ma davvero vi chiamo tutte a raccolta perché devo prendere una decisione importante e vorrei un vostro consiglio. Prendetevi tempo per leggere perché la storia è lunga.

Come sapete tutto il packaging dei cosmetici Double B è in vetro, ad eccezione dei flaconi dei detergenti che sono in PET, ovvero polietilene tereftalato, una resina termoplastica adatta al contatto alimentare, riciclabile e ammessa dal disciplinare di EcoBio Cosmesi ICEA.
Ho scelto il vetro perché è un materiale riciclabile all’infinito e perché credo che mantenga meglio il prodotto — com’erano i barattoli che usava la nonna per fare le marmellate?! Ecco! — ma adesso mi trovo in una difficile situazione da “imprenditrice” e non so che pesci pigliare.

Andiamo con ordine: da sempre acquisto i barattoli da un fornitore inglese che li produce nel Regno Unito. Quando dico “da sempre” intendo da quando ho iniziato a farmi i cosmetici da sola e allora i miei ordini erano abbastanza limitati, diciamo una ventina di vasetti al massimo.
Poi ho fondato Double B e ho deciso di continuare a utilizzare gli stessi barattoli — nonostante la Sterlina inglese diventasse sempre meno favorevole — ma i quantitativi ordinati sono ovviamente aumentati: almeno 300 pezzi per tipo, ogni volta.
Al di là del costo in British pounds, mi sono trovata con un bel problema da affrontare: non so se sia cambiato qualcosa all’interno dell’azienda o se dipenda dal fatto che con ordini consistenti i controlli siano meno efficaci, ma sono costretta a contestare TUTTI gli ordini che faccio perché i barattoli e i tappi a vite in alluminio mi arrivano rotti e/o danneggiati. Scrivo una mail di protesta, loro — carini, per carità — si scusano e mi mandano nuovamente i tappi…per un altro tipo di barattolo. Ari-contesto, si scusano di nuovo e mi rimandano i tappi giusti…nuovamente fallati. Come dire, me lo fate apposta?! E anche i barattoli di vetro — che capisco si possa rompere — nell’ultimo ordine circa il 50% dei pezzi era rotto o scheggiato e quindi inservibile.

Sono in cerca di un’alternativa e per ora ho trovato:
1) Un’azienda italiana che produce lo stesso barattolo ma in PET, a parte quello della crema viso che resterebbe in vetro. Mi sono fatta mandare dei campioni, avete la foto in alto: quello a sinistra è in PET, quello a destra in vetro. La capacità è la stessa, 250ml — quello in PET è più basso ma più largo. Bonus: questi barattoli hanno anche una cosa che si chiama “piattina”, un dischetto di plastica rigida tra il barattolo e la crema, per proteggere ancora meglio il contenuto.

2) Un’altra azienda italiana che produce barattoli bellissimi, di quelli da alta profumeria per intenderci, con costi direttamente proporzionali, cosa che mi costringerebbe ad aumentare il prezzo dei miei prodotti, perché se aumenta il costo di produzione…(Francesca Marano te lo spiega nei primi 5 minuti della C+B Academy)

3) I cinesi di Aliexpress che fanno gli stessi barattoli in vetro degli inglesi, solo che il vetro cinese….meh, diciamo che non ha una buona nomea. E se arrivano rotti dall’Inghilterra pensa come potrebbero arrivare dalla Cina! E comunque l’idea di acquistare made in China per risparmiare non mi piace!

Quello che non ho trovato (per ora) è un’azienda europea — meglio se italiana — che produca lo stesso barattolo che uso adesso. Quelle che ho contattato non li realizzerebbero solo per me perché ho dei quantitativi d’ordine troppo bassi per giustificare la realizzazione di una nuova linea produttiva.

Ecco quindi il dilemma, sul quale desidero un vostro parere: resto con gli inglesi che mi costano un botto — non solo economicamente, ma anche in termini di tempo, energie e incavolature — o passo al PET italiano? E’ sempre riciclabile ed è ammesso dal disciplinare ICEA per EcoBio Cosmesi. Ripeto: la Crema Viso Idratante e Nutriente resterebbe in vetro, ma il resto — compreso l’amatissimo Burro Struccante — diventerebbe in PET. Per certi prodotti potrebbe anche essere un vantaggio, come la Maschera per Capelli che tengo nella doccia: spesso penso che se mi dovesse cadere su un piede mentre mi lavo i capelli mi farebbe parecchio male…

In breve, sono indecisa: che faccio?

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Business Backstage, Lifestyle, Nutri La Tua Pelle, Tailoredtip, Wellness

#TailoredTip — L’intestino felice di Giulia Enders

Agosto 31, 2015

Per la serie “idee che mi sono venute durante l’estate”, ecco la prima. Ho buttato giù un calendario editoriale — si lo so, ti sento: “Ancora non l’avevi fatto?!?”. No bimba, sono pigra, non l’avevo fatto — e vorrei postare ogni lunedì un #TailoredTip

Cos’è un #TailoredTip? Tante cose! Può essere una dritta, una recensione, una ricetta beauty DIY facile e veloce, un prodotto cosmetico non di Double B ma ugualmente buono… Che ne dici? Ti piace come idea?

Dando per scontato che ti piaccia, ecco il primo #TailoredTip! Quest’estate ho letto con molto interesse un libro uscito lo scorso anno in Germania e pubblicato in Italia da Sonzogno. Il titolo è “L’intestino felice” e promette di rivelare “i segreti dell’organo meno conosciuto del nostro corpo”. L’autrice è Giulia Enders, neodottoranda in biologia medica all’Istituto di microbiologia dell’Università Goethe di Francoforte.

Adesso ti spiego perché mi è piaciuto e perché te lo consiglio:

  1. L’autrice! La Enders fa una cosa bellissima: prende importanti nozioni scientifiche e le spiega con un linguaggio semplice, leggero ed accessibile, ma non per questo meno accurato. Inoltre il libro è nato quasi per caso: nel 2012 ha vinto lo Science Slam di Friburgo con una conferenza sull’intestino, facendosi notare da un agente letterario che l’ha convinta a scrivere.
  2. I disegni fatti dalla sorella Jill sono divertentissimi: guarda il mostrino in copertina e dimmi se non è adorabile!
  3. I contenuti: l’intestino ha un cervello! L’intestino è il nostro organo sensoriale più esteso, anche più grande della pelle! Da lui dipendono i due terzi del nostro sistema immunitario e dai suoi abitanti — i batteri, che sono tanti e diversissimi — derivano le nostre capacità di digerire (o no) gli alimenti

In breve: si legge benissimo, contiene un sacco di informazioni interessanti, è scritto da una ragazza che mi fa simpatia anche solo a guardarla in foto. Che dici, ti ho convinto?!

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Il rientro

Agosto 28, 2015

Eccoci qui, settembre è alle porte e io sono tornata pienamente operativa!

Confesso che staccare mi è servito molto: sono tornata alla base con tanta energia positiva e mille nuove idee per Double B — e se mi segui su Instagram o Facebook già lo sai 🙂

Adesso sono pronta per il nuovo anno e piena di buoni propositi, come ad esempio quello di riuscire ad infilare una mezz’ora di yoga almeno tre volte a settimana. Parlo di “nuovo anno” perché per me l’anno inizia a settembre, piuttosto che a gennaio. (A proposito, mi serve un’agenda!)

E a voi, come sono andate le vacanze?

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Vacanza!!

Luglio 31, 2015

Il primo mare del quale ho memoria è l’Adriatico.
Quando ero piccola i miei genitori lavoravano entrambi e avevano le ferie ad agosto, così a luglio mi mandavano al mare con i nonni che prendevano in affitto una casa a Silvi Marina, accanto alla pineta.
Era un mare semplice, adatto a una bambina: l’acqua non diventava mai troppo profonda, i castelli di sabbia venivano benissimo, si potevano raccogliere le telline scavando un po’ sotto la rena e i nonni mi viziavano a più non posso.

Qualche anno dopo, ci siamo trasferiti a Malta. Lì il mare è totalmente diverso: pieno Mediterraneo profondo e scuro, con scogli ruvidi sotto ai piedi, implacabile d’inverno e mai veramente gentile in estate. L’ho amato moltissimo.

Infine, negli anni della mia adolescenza, papà si regalò una piccola barca a vela. Prendete una quindici/sedicenne che vorrebbe stare da tutt’altra parte e mettetela ad agosto due settimane in barca coi genitori: esatto, la odiavo. Come una scema peraltro, perché crescendo ho scoperto che la barca a vela è uno dei luoghi più poetici al mondo, dove sei solo tu, il vento e il mare.

Oggi il mare per me è sinonimo di Sicilia: acqua cristallina, un’enorme spiaggia libera, granite di caffè con panna e — soprattutto — tanti amici che arrivano da tutto il mondo per rivedersi lì, ogni estate, come hanno fatto per decenni i loro genitori e i loro nonni.
Mi manca undici mesi all’anno e ogni volta, quando prendo il traghetto per riattraversare lo Stretto e tornare “sul Continente”, mi scende una lacrima di nostalgia per l’estate appena passata…

Quest’anno, per la prima volta, porto in vacanza la mia Double B. Non sarà un’estate di tutto riposo perché ho in programma tante letture “di lavoro” che spero mi diano nuovi spunti ed energia per settembre, e anche perché lascio aperto il carrello dello shop.

Sarò pienamente operativa fino alla mattina del 5 agosto, perciò se volete fare un ordine avete tempo fino alla sera di martedì 4 agosto: preparerò i vostri pacchetti e li consegnerò a DHL la mattina del 5. Tutti gli ordini effettuati dal 5 agosto verranno evasi al mio rientro, il 25.

Ovviamente, visto che non vado su Marte, potete sempre contattarmi via mail o su Facebook e Instagram. Non so perché a fine luglio ho sempre questa sensazione da “fine del mondo”…ma poi settembre arriva così in fretta!

Buona estate e mi raccomando, usate la protezione solare!

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