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A volte mi sento con la sindrome di Pollyanna…

Marzo 13, 2017

A volte mi sento con la sindrome di Pollyanna: “Che bello, piove! Guarda che meraviglia i riflessi della luce sulle gocce d’acqua”. Sempre a cercare il lato positivo di ogni situazione.

A volte, invece e grazie al cielo, sono una persona normale e ho i miei giorni “no”: mal tempo, sbalzi ormonali, contrattempi stupidi ma che sul momento mi mandano su tutte le furie…

Stamattina ad esempio mi sono imbufalita con dei fornitori che non hanno ancora consegnato la merce — già pagata! La colpa non è nemmeno loro ma del corriere e devo dire che si sono scusati anche in giapponese — ottimo customer care, complimenti! — ma intanto io mi sono arrabbiata lo stesso.

Quando succedono queste cose tiro fuori dal cassetto la mia lista di cose da fare nei giorni “no”, per rimandare l’umore alle stelle! Ne condivido qualcuna con te e mi piacerebbe tanto sapere quali siano le tue “cose felici”.

  • Luce e sole! Sono meteoropatica e soffro la mancanza di luce — dai che le giornate si stanno allungando — perciò so che quando sono giù di tono la prima cosa che devo fare e mettermi alla luce del sole. E quando il sole non c’è? Uscire a fare un passeggiata, anche con la pioggia, mi aiuta: il movimento e l’aria fresca portano via i cattivi pensieri e aiutano a ragionare meglio.*
  • Musica a palla! Una bella playlist carica di adrenalina, con le mie canzoni preferite a tutto volume. Ho notato che anche cantare mi rimette in sesto perché uso il diaframma e ossigeno meglio tutto il corpo.
  • Lavanda e arancio amaro. Sono due fragranze che migliorano l’umore: metto due gocce di questi olii essenziali nella crema mani e la spalmo bene, poi annuso a ripetizione!
  • Gli abbracci! E’ dimostrato che un abbraccio di almeno 20 secondi stimola il nostro corpo a produrre ossitocina, l’ormone “del buonumore”. Valgono anche gli abbracci pelosi — anzi, secondo me valgono doppio!
  • Un bel restyling: doccia calda, shampoo e maschera, messa in piega, poi manicure e pedicure. Prendermi cura di me e concedermi qualche coccola beauty funziona sempre.

*Informazione a corollario: la luce del sole permette al corpo di sintentizzare la Vitamina D, fondamentale per la salute e il buon umore. In inverno i livelli di Vitamina D calano, perché non prendiamo abbastanza sole. Ho scoperto questa app fortissima: inserisci i tuoi dati — età, peso, altezza, genere, fototipo — e lei registra tutte le tue esposizioni al sole calcolando, in base alla tua posizione, quanta Vitamina D hai prodotto 🙂

Quali sono le tue strategie contro il cattivo umore? Ti va di condividerle con me?

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Blog, Lifestyle

Una notte di primavera…

Febbraio 14, 2017

Il quarto anno di liceo è stato un tour de force di feste.

In classe eravamo 28 ragazze (più un solo maschietto che non si filava nessuno) e tutte compivamo i fatidici 18 quell’anno.

Ricordo:

  • Settimane con due feste
  • Feste con due festeggiate
  • Sforzi epici per avere ogni volta un vestito diverso — ancora non esistevano gli swap party, ma noi ci scambiavamo i vestiti lo stesso
  • Sforzi ancora più epici per convincere i genitori a venirci a prendere tardissimo o, meglio ancora, a lasciarci tornare a casa in modo autonomo — il che in genere implicava un ragazzo E un motorino, combinazione letale agli occhi di qualunque adulto!
  • Questa canzone di Bryan Adams (si, ballavamo i lenti!)

Ad una di queste feste ero riuscita a spuntarla coi miei sul punto 4 (ragazzo + motorino): loro mi avrebbero accompagnata e poi sarei tornata per conto mio — In motorino! Di notte! Su una stradina di campagna piena di buche e del tutto priva d’illuminazione! Ok, mia madre doveva essere pazza a farmelo fare.

Indossavo un tubino di pizzo blu elettrico, che mi lasciava le spalle completamente scoperte, fatte salve due sottilissime spalline di raso. Faceva un freddo bestiale, ma non avrei coperto il vestito con una giacca o — peggio — un “maglioncino”, nemmeno se mi avessero torturata.

E lui mi piaceva tanto.

Tra un ballo e l’altro esco dalla sala per prendere un po’ d’aria (tradotto: vediamo se mi segue. Si!! Mi segue!!) e restiamo finalmente soli.

Mi sfiora con un dito la spalla: “Hai freddo?”.

Annuisco.

Mi sfiora di nuovo nello stesso punto, una carezza vera, fatta con tutte le dita: “Che bella pelle che hai…”

E BASTA!!! Mi riaccompagna dentro, mi offre la sua giacca, si comporta da perfetto gentiluomo tutta la sera e mi riporta a casa sana e salva. Niente, nemmeno un bacetto. Ma quel “Che bella pelle che hai…” mi è rimasto dentro e da allora — ne sono passati altri 18 di anni — curo la pelle del corpo con la stessa attenzione che uso per quella del viso: uso il guanto esfoliante sotto la doccia ogni giorno e applico la crema corpo dalla punta dei piedi fino alle spalle, che devono restare lisce per sempre.

Tanti anni dopo ho scoperto l’INCI, i cosmetici ecobio, gli ingredienti da evitare, i tensioattivi troppo aggressivi… Ma alla base di tutto — delle ginocchia sempre idratate, dei gomiti lisci, delle braccia morbide come seta — c’è sempre quel complimento innocente, fatto a una ragazza in una notte di primavera.

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Blog, First Time, Green Beauty, Ingredienti

Impatto ambientale

Febbraio 8, 2017

Ogni giorno usiamo dai 10 ai 20 prodotti cosmetici: dentifricio, sapone per il viso, sapone per le mani, crema idratante, make-up, deodorante, crema corpo, struccante…. Tutti prodotti che, a un certo punto della giornata, laveremo via dalla nostra pelle. Che impatto hanno sull’ambiente?
Del Cosmetic Footprint, ovvero dell’impatto ambientale dei cosmetici sappiamo ancora molto poco, in questo capitolo cercherò di mettere insieme tutte le informazioni che ho raccolto.

Partiamo dalle cose più evidenti: il packaging. I cosmetici hanno un packaging primario, cioè il flacone o il vaso che li contiene, e spesso hanno anche un packging secondario, ad esempio una scatola di cartone. È evidente che meno packaging c’è e meglio è dal punto di vista ambientale, perché è meno roba che finisce nella spazzatura. In alcuni casi – penso agli shampoo solidi – si può addirittura eliminare del tutto il packaging (anche se poi una bustina di carta per avvolgerlo te la danno sempre, però è sicuramente un grande passo avanti rispetto a quei cosmetici che hanno il falcone, la scatola e dentro la scatola un’intelaiatura che serve a tenere fermo il flacone.)
Quindi per quanto riguarda questo specifico problema, se vogliamo ridurre l’impatto ambientale dei cosmetici che usiamo, meglio scegliere prodotti che hanno il minor packaging possibile e fatto anche con materiali riciclabili: vetro, alluminio, carta e cartone, plastiche riciclabili come il PET, eccetera.

Passiamo a un altro aspetto: il trasporto. Spostare prodotti da una parte all’altra del globo inquina. Prodotto in Cina, etichettato in USA, venduto in Italia: il flacone che acquisto ha più miglia di me – gli daranno un biglietto gratis. Anche qui, la soluzione è abbastanza semplice: se vogliamo inquinare di meno sceglieremo prodotti realizzati “vicino casa”. Senza pretendere il KM zero: se vivo in Italia una crema idratante prodotta in Italia inquinerà di meno dal punto di vista dei trasporti.

Ho tenuto per ultimo l’aspetto più complesso da analizzare, ovvero cosa c’è DENTRO la mia crema? È composta da ingredienti biodegradabili oppure no? Questo fattore è importante perché quasi tutti i cosmetici che applichiamo addosso, su viso e corpo, ad un certo punto della giornata vengono lavati via con l’acqua e quindi finiscono nei sistemi di depurazione urbani delle nostre città, dove vengono canalizzate, filtrate e smaltite le acque reflue – quelle dello scarico del lavandino, per intenderci. Il problema però è che questi sistemi di depurazione non sono progettati per trattenere le microparticelle, che quindi passano indenni attraverso tutto il processo di depurazione poi finiscono in mare. Qualcosa già la sappiamo. Sappiamo che alcuni ingredienti non fanno bene all’ambiente e che stanno già facendo grossi danni.
Qualche esempio:
⁃ le microplastiche contenute in prodotti esfolianti (penso agli scrub o ai dentifrici “ruvidi”): finiscono nello scarico, poi in mare dove causano un sacco di danni. Siccome è una cosa comprovata gli Stati si stanno muovendo per metterle al bando e molte aziende cosmetiche hanno già smesso di usarle. Però rimangono in commercio prodotti che le contengono, quindi se voglio far attenzione all’ambiente cercherò di non comprarli.
⁃ Sappiamo che due siliconi volatili, il Cyclopentasiloxane e il Cyclotetrasyloxane sono tossici per l’ambiente acquatico e l’Unione Europea li ha messi al bando dai prodotti cosmetici a risciacquo, quindi da febbraio 2020 i prodotti come shampoo, docciaschiuma, sapone, ecc. non potranno contenerne più dello 0,1%. Poi nessuno ha pensato a vietarli anche nei prodotti solari. Immagina: sei in spiaggia, ti cospargi bene tutto il corpo di solare perché sei attenta alla salute della tua pelle e poi ti tuffi…nell’ambiente acquatico!
Quindi occhio anche all’INCI dei solari se vuoi dare una mano all’ambiente.
⁃ Ancora, sappiamo che alcuni filtri solari sono devastanti per le barriere coralline, perché uccidono i coralli – è un fenomeno che si chiama coral bleaching – e i Paesi che hanno la barriera corallina si stanno giustamente attrezzando per vietare la commercializzazione di creme solari con filtri chimici.
⁃ Infine, sappiamo che l’impatto produttivo dell’olio di palma è devastante, perché comporta una deforestazione incontrollata e massiccia, con conseguente distruzione di habitat per moltissime specie, che sono a rischio estinzione: oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, tutti presenti nelle aree dove si coltiva la palma. Anche qui: lo so, leggo l’INCI e non compro i cosmetici che lo contengono se voglio dare una mano all’ambiente.

Queste sono le cose che sappiamo, poi ci sono tutte quelle che non sappiamo, che sono la stragrande maggioranza. Dobbiamo pensare infatti che nei cosmetici ci sono una quantità enorme di sostanze, tra eccipienti e principi attivi. Tutte queste sostanze, se finiscono nell’ambiente in quantità rilevanti, possono determinare degli effetti nocivi perché l’ambiente non è progettato per recepirle.
Possiamo ovviamente usare il buonsenso e ragionare: che effetto avranno sull’ambiente gli ingredienti cosmetici derivati dal petrolio, un materiale fossile e non rinnovabile, come la paraffina? Che effetto avranno sull’ambiente i miei “amici” siliconi, che sono biopersistenti – cioè non biodegradabili, come la plastica?

A prescindere da quello che è ammesso o non ammesso per legge – perché la legislazione spesso arriva in ritardo: il Cyclopentasiloxane non diventa tossico per gli organismi acquatici da febbraio 2020, lo è sempre stato – e a prescindere dal fatto che questi ingredienti siano o meno sicuri per l’uomo – che per carità, di brufoli non si muore – forse dovremmo iniziare a ragionare nell’ottica del “giusto o sbagliato”, etico o immorale. Se un ingrediente è sicuro per l’uomo, ma ha un impatto ambientale dannoso, è giusto continuare a usarlo? E ancora di più: è giusto continuare a usarlo all’interno di prodotti che non servono a salvare vite umane, ma sono tutto sommato superflui, futili, ludici?

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Blog, Corpo, Gravidanza

Cosmetici in gravidanza

Ottobre 7, 2016

Nella scorsa puntata di #StiamoBioLIVE abbiamo parlato dei cosmetici in gravidanza: quali usare e quali evitare durante i nove mesi. Visto che le nostre puntate sono sempre caotiche, ho pensato che ti avrebbe fatto piacere un bel recap di tutte le cose che abbiamo detto, perciò eccomi qui!

Di base gli ingredienti che vuoi evitare sono:

  • Gli oli essenziali. In realtà alcuni OE sono ammessi in gravidanza — la camomilla e la lavanda ad esempio vanno bene — altri sono sconsigliati nei primi mesi — la rosa è tra questi — e altri ancora invece sono proprio vietati — tutti quelli che influiscono sulla circolazione, come il rosmarino. Per sicurezza evitali tutti e non pensarci più.
  • I prodotti anti cellulite. Proprio perché spesso contengono oli essenziali o altri ingredienti drenanti/stimolanti è meglio evitarli quando aspetti, alla ciccia penserai dopo il parto. Ammessi i massaggi drenanti e le attività acquatiche — solo se il tuo medico ti autorizza!
  • Il Triclosan. E’ un ingrediente antibatterico molto amato dalla grande industria, lo potresti trovare dentro a saponi, detergenti, deodoranti, ecc. Leggi l’INCI e non usare cosmetici che lo contengono.
  • I prodotti troppo profumati. Durante la gravidanza il naso diventa molto sensibile e un profumo che adoravi potrebbe risultarti disgustoso. Meglio usare prodotti senza profumo per non favorire le nausee mattutine.
  • I siliconi e i petrolati. Lo so che ti hanno regalato un olio costosissimo di farmacia, ma prima di spalmarlo leggi l’INCI e controlla bene che non contenga paraffina, siliconi e/o derivati: a forza di accumulare queste sostanze sulla pancia si crea uno strato che rende difficile l’ecografia. Ho un’amica alla quale è stato consigliato di andare a casa, farsi uno scrub e poi tornare a fare l’eco!
  • Il cloasma (o melasma gravidico). Ovviamente non è un ingrediente cosmetico 🙂 Si tratta di quelle macchie che vengono con il sole sulla pelle — specie quella del viso — durante la gravidanza e sono difficilissime da mandare via: protezione solare SEMPRE e cappello se vai al mare. Durante la gravidanza dovresti esporti al sole come se fossi un bambino piccolo, solo nelle ore nelle quali il sole è meno forte e con la protezione SPF!

“Cosa metto sulla pancia per scongiurare le smagliature? L’olio di mandorle dolci?”
Questa è LA DOMANDA per eccellenza che mi fanno tutte le future mamme!
La risposta è semplice: una buona crema corpo— per “buona” intendo una crema che non contenga ingredienti dannosi e che sia ricca invece di sostante emollienti ed elasticizzanti — addizionata con un po’ di olio di riso.
Perché l’olio di riso? E’ un ingrediente che mi piace moltissimo perché costa poco, non irrancidisce ed è ricco di vitamina E che alla pelle fa tanto bene.

“E l’olio di mandorle dolci?”
Bellissimo ingrediente, molto elasticizzante per la pelle, ma ha due problemi:

  • Irrancidisce facilmente — tradotto: puzza! — e dopo un po’ tutti i tuoi vestiti ne avranno assorbito l’odore.
  • Usato puro a lungo andare secca la pelle, perché finisce per “cementificare” quelle cellule morte che naturalmente si formano sull’epidermide. O ti voti allo scrub quotidiano, oppure meglio il mix crema+olio che ti ho mostrato durante il live, ovvero 6 parti di crema e 1 di olio di riso.

“E per tutto il resto? Viso, capelli, eccetera?”
Lo scorso anno sono stata intervistata proprio su questo argomento da VanityFair.it ed ho ricevuto moltissime email di future mamme e tutte chiedevano più o meno la stessa cosa: “Sono incinta: posso usare i cosmetici Double B durante la gravidanza?”. La risposta è: “Assolutamente SI!”.
Anche se non realizzo — per ora! — prodotti specifici per la gravidanza, tutti i cosmetici Double B possono essere usati tranquillamente da future mamme, neo mamme e mamme che allattano. Se hai paura di esporre il tuo bimbo a ingredienti sintetici, chimici, profumi e coloranti non preoccuparti, perché non ne troverai! Sono molto attenta alla scelta degli ingredienti, seleziono solo materie prime che trovi in natura come l’olio d’oliva, il burro di karité, l’olio di argan. Anche gli ingredienti funzionali — quelli, per intenderci, che rendono la crema tale, quindi gli addensanti che danno consistenza, gli emulsionanti che tengono insieme la fase grassa e quella acquosa, ecc. — sono tutti di origine naturale. (A proposito, se vuoi approfondire come si fa una crema lo trovi nelle FAQ.) Inoltre, tutti i cosmetici Double B sono stati formulati seguendo il disciplinare ICEA (è l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) per la cosmesi Eco Bio e Vegana.

Mi sembra di aver detto tutto, #StiamoBio e CONGRATULAZIONI!!

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Blog, Lifestyle, Wellness

Bella così (reloaded)

Marzo 25, 2016

(Questo post è datato: l’ho scritto tre anni fa quando avevo un blog dove sfogavo le mie frustrazioni equestri e cercavo di analizzare le paure che mi venivano in sella. E’ durato poco, e adesso è “nascosto”: me lo rileggo di tanto in tanto perché mi fa tenerezza quell’amazzone inesperta che ero. Oggi lo posto qui perché più che di cavallo racconto del rapporto con il mio corpo e di come sono riuscita a fare pace con la mia immagine, grazie a un bestione di 600 chili!)

Ho 34 anni e solo da pochissimo ho iniziato a fare pace col mio corpo. Come (credo) tutte le donne, non mi sono mai piaciuta abbastanza. Mi sono sempre considerata troppo bassa, troppo in carne, assolutamente non fotogenica e via cantando. Adesso che sono adulta, piano piano, sto facendo pace con me stessa e buona parte di questo percorso lo devo a Cyrano.

Sicuramente l’equitazione scolpisce il corpo in un certo modo: mi ha affinato la vita, che ho sempre avuto sottile ma adesso è sottilissima, mi ha asciugato le gambe tanto che quest’estate metto solo i pantaloncini — donne, non spendete milioni in creme anticellulite e massaggi: compratevi un cavallo che fate prima! — e a forza di strigliare lui e spazzolare i suoi sottosella — perde tanto di quel pelo che ci potrei rifare i cuscini del divano — le mie bracciotte si stanno scolpendo.

Questi sono tutti vantaggi a livello fisico/muscolare, ma non c’è solo questo: non vedo più i polpacci “robusti”, sono “forti per dare motore al cavallo”, non mi sento brutta senza trucco perché mica gli posso dare i baci sul naso col rossetto e anche se sono a strisce — oggi ho notato di avere le braccia abbronzate da metà deltoide, dove finiscono le maniche della maglietta, al polso dove iniziano i guanti — non m’importa, perché amo montare in campo aperto.

Poi, certo, ho anche imparato ad applicare qualche strategia di comunicazione anche a me stessa: dire ad esempio che ho una forma a clessidra, con tanto seno e fianchi proporzionati, suona sicuramente meglio rispetto a “ho il culone”!

Oh, intendiamoci, non ero un caso disperato: negli anni mi sono riconosciuta qualche punto di forza, ma solo se mi veniva un apprezzamento dall’esterno. Ad esempio ho una bella pelle, sana e morbida, e faccio tanto per mantenerla tale, ma solo perché, quando avevo 16 anni, un ragazzo che mi piaceva ad una festa mi ha accarezzato una spalla e mi ha detto “che bella pelle!”. Si è fermato lì — in tutti i sensi, snort! — ma io c’ho costruito un mondo sopra.

Il fatto, semplice semplice, è questo: devo a Cyrano il fatto di avermi resa più consapevole del mio corpo e dei miei movimenti, di mettere in circolo le endorfine e di farmi sentire più forte, più sicura e di conseguenza anche più bella. Se faccio due conti e sommo quanto mi costerebbero l’abbonamento in palestra + l’analista + i massaggi…spendo meno col cavallo!

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Bellezza Diy, Blog, Lifestyle

Take care, my friend

Gennaio 11, 2016

Fuori c’è un vento che ti si porta via e io sono alle prese con un fastidioso raffreddore che non vuole trasformarsi in nulla di più serio — non può, ho degli anticorpi grossi come tacchini — e si limita a tapparmi il naso non appena mi metto orizzontale, il che vuol dire che da tre notti a questa parte in pratica dormo seduta.

Ho cercato di ignorarlo ma non ho ottenuto risultati, perciò oggi mi sono messa l’anima in pace e sono chiusa in casa, a prendermi cura di me. Complice il corriere che non arriva — doveva passare stamattina e adesso sono passate le quattro — mi godo la clausura forzata: mi sono appena bevuta una tazza bollente d’infuso di zenzero, limone e miele di castagno — non l’avrei mai detto, ma era buono! — e per pranzo mi sono fatta una bella zuppa calda di scarola e lenticchie, con un pizzico di curcuma.

Sai qual è la differenza tra una torta fatta in casa per la prima colazione e la stessa identica torta, preparata dalla stessa persona, ma destinata ad essere portata ad una merenda con le amiche? La differenza è lo zucchero a velo, la glassa, le roselline di zucchero. Mi spiego se no potresti pensare che il poco ossigeno che mi arriva al cervello mi faccia sragionare: mi sono accorta che spesso e volentieri metto molta più cura nelle cose che faccio per gli altri, rispetto a quelle che faccio per me. Se mi compro qualcosa non chiedo mai la confezione regalo, mentre se prendo un pensiero per un’amica faccio dei pacchetti degni di Pinterest. Se preparo una torta “per casa” non la decoro ed è difficile che io apra una bottiglia di vino solo perché ho voglia di bere un bicchiere di rosso a cena. Ho inventato la crema personalizzabile e poi non metto la mia fragranza preferita nella crema viso perché…. Già, perché? La prima risposta che mi viene è “per pigrizia” ma non sono sicura che sia solo questo.

Capita anche a te? Se DEVI fare una cosa la fai subito, rapida ed efficiente. Ma se DESIDERI una cosa? Se non è un obbligo ma un piacere, una coccola PER TE? Quanto tempo, quanta cura, quanta attenzione dedichi A TE? Le metti le roselline di zucchero sulla tua torta o dai retta a quella odiosa vocina nella tua testa che dice che “in fondo, non ne vale la pena”?

Ecco, buoni propositi per il 2016: metti la modalità rapida&efficiente ON, trova quella fastidiosa vocina e strozzala, perché non è vero che non ne vale la pena!

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Blog, Lifestyle, Tailoredtip

#TailoredTip — Il metodo Konmari, ovvero piegare le mutande ti renderà felice (si eh?)

Novembre 23, 2015

Domenica scorsa ho trovato in edicola questo libro, del quale già avevo sentito parlare in giro: “Il magico potere del riordino — il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita”, di Marie Kondo. L’autrice è una giovane giapponese che ha dedicato la vita all’arte del riordino, sviluppando un metodo che ha preso il nome di metodo Konmari. Se pensate che sia follia sappiate che:

  1. Sono d’accordo con voi, è follia!
  2. L’autrice ha più di 13mila follower su Twitter
  3. Ha venduto oltre 4 milioni di copie: una è la mia

Detto questo, oggi è lunedì ed è il giorno del #TailoredTip, non del papello-stile-tesi-di-laurea, perciò cerco di farvela molto molto breve, riassumendovi le cose che mi sono piaciute del metodo Konmari e quelle che invece non mi hanno convinta.

Cose “Yeah!”

  • Mai più cambio di stagione! L’autrice suggerisce di organizzare tutto quello che possediamo per categorie, semplificandole al massimo e tenendole tutte insieme. Parlando di vestiti quindi: tutte le magliette insieme, tutte le giacche, tutti i pantaloni… Questo vuol dire ovviamente tenere assieme capi estivi e invernali, quindi mai più cambio di stagione!
  • Ho riscoperto vestiti che non “vedevo” da anni e trovato nuovi abbinamenti. Dovendo tirare fuori tutto dall’armadio e dalla cassettiera per riordinare, ho rivisto capi dei quali mi ero scordata, perché magari erano finiti sul fondo del cassetto e mi sono venuti in mente nuovi modi di abbinarli a cose che ho.
  • Butta via le cose che non ti rendono felice: è inutile circondarsi di cose che non ci piacciono, che teniamo perché “forse un giorno potrebbe servirmi” o — peggio — “forse un giorno potrei rientrarci”. Se un vestito non ti fa sentire bellissima quando lo indossi, buttalo! Parlo di vestiti perché io ho iniziato da una settimana con quelli e ancora non ho finito, ma il concetto di applica a tutti gli oggetti che hai in casa.
  • Non dirlo a mamma! Marie Kondo conosce mia madre, perché scrive che teme “l’arrivo di quell’esperto di riciclo che risponde al nome di mamma”. In effetti ai genitori potrebbe venire un colpo: buttare via le cose può dare loro la sensazione di spreco, può far venire l’ansia perché “come farai senza X, Y e Z?!?” e potrebbe spingerli a recuperare cose che non gli servono dal mucchio, solo per “salvarle”.
  • Butta e compra in base al tuo ideale di vita. “Un determinato oggetto ti rende felice? Corrisponde al tuo ideale di vita?” Queste sono le domande che dovremmo farci prima di buttare una cosa che abbiamo o di acquistarne una nuova. Io ad esempio, guardando l’armadio della biancheria da casa, ho capito che mi piacciono solo le lenzuola bianche. Magari ricamate, oppure con una texture, ma assolutamente bianche e mi sono ripromessa, d’ora in poi, di comprarle solo così.

Cose “Bah”

  • L’aspetto life changing. Siamo tutti d’accordo che vivere in un ambiente pulito e ordinato sia meglio rispetto al caos, ma definire “magico” un metodo per mettere in ordine i cassetti, dire che ti cambierà la vita, che dopo aver messo a posto capirai cosa vuoi davvero nella vita, che scatenerai un cambiamento radicale che toccherà le tue emozioni…. mi sembra tutto un po’ eccessivo. Parliamo di piegare le mutande e metterle in ordine cromatico nel cassetto, non dei massimi sistemi.
  • Buttare libri e ricordi. Qui mi prende male. Malissimo. Libri e ricordi (lettere, fotografie, ecc.) non sono cose che si buttano, secondo me, a meno che non vogliate eliminare le prove!
  • L’animismo. Secondo la Kondo dovremmo ringraziare gli oggetti che svolgono per noi una funzione, perché sono dalla nostra parte e amano rendersi utili. Qualcosa del genere: “Caro maglione, grazie di avermi tenuta calda tutto il giorno. Adesso riposati”. Ecco, anche no.

Se vi ho fatto venire la curiosità di approfondire il metodo Konmari, ecco un paio di link a video che mostrano come piegare i capi più semplici: maglie e magliette e i pantaloni. Se invece volete acquistare il libro, lo trovate qui, anche in versione Kindle.

A questo punto potreste chiedermi cosa c’entri tutto questo con la bellezza e io potrei rispondervi con riflessioni zen sul bello del vuoto e del minimalismo…oppure dirvi di andare a dare un’occhiata all’armadietto del bagno e al cassetto del make up e dirvi di buttare almeno i prodotti scaduti! Tanto lo so che ne avete…. 🙂

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Antiage, Blog, Green Beauty, Meditazione, Yoga

L’epigenetica, come ti cambio il DNA

Novembre 12, 2015

Sono settimane che rimugino su questo tema, dicendo a me stessa che devo scrivere un post sull’argomento. Ve la faccio breve: ho comprato il numero di novembre di Elle Italia e mi sono trovata davanti a uno speciale beauty dedicato all’invecchiamento — ovviamente cutaneo, ma non solo.
Il primo pensiero è stato: “Ci avranno messo il mio Siero Viso Antiage?!” Ovviamente no, manco sanno che esisto, ma vabbé…
Leggo le prime tre righe dell’articolo e mi trovo davanti un termine che — lo ammetto — non avevo mai sentito prima: Epigenetica. Cito dal testo: “quella branca della genetica che studia i cambiamenti del nostro corpo non attribuibili al DNA”.

L’articolo in pratica è un’intervista al prof. Franco Berrino, che ha tenuto qualche mese fa una conferenza all’Istituto dei Tumori di Milano, dal titolo “Il cibo, la genetica e il Karma”. A me già il fatto che in una conferenza scientifica infilino il Karma m’intriga, perciò ho googlato e ho trovato il video della conferenza completa (ecco il link, vi consiglio di iniziare dal minuto 8:30).

Cerco di semplificare i concetti il più possibile, perdonatemi se banalizzo, questo è quello che ho capito io e i virgolettati che trovate sono parole di Berrino:

  • Solo il 2–3% del nostro DNA è quello che gli esperti chiamano strutturato. Contiene quelle catene di molecole che danno istruzioni al corpo per fabbricare proteine ed è il DNA che viene studiato per capire se svilupperemo o no una determinata patologia. Per dire: la Jolie ha, in questo 2–3% di DNA, il gene del tumore al seno e quello del tumore alle ovaie. Da qui la sua decisione di rimuovere chirurgicamente gli organi — Le tette sono organi? Non lo so, ma avete capito — che avrebbero potuto ammalarsi.
  • Il restante 97% ha una funzione chiave che gli scienziati stanno scoprendo solo ora: contiene “migliaia di interruttori che possono accendere o spegnere l’azione dei geni”. Berrino dice che questo DNA ci restituisce il libero arbitrio, perché a pigiare quegli interruttori siamo noi: “Possiamo fare in modo che le istruzioni ricevute in eredità vengano lette ed eseguite, oppure no”.

Sempre secondo Berrino, gli strumenti per agire sul DNA non strutturato sono tre: alimentazione, attività fisica e meditazione.

  1. Alimentazione: alcuni alimenti sono più favorevoli di altri perché contengono principi nutritivi che influenzano positivamente il nostro corpo. La soia (genisteina), la curcuma (curcumina), i cavoli (sulforafano), l’uva rossa (resveratrolo), i frutti rossi (antocianine). Da evitare farine e zuccheri raffinati, così come “le proteine animali perché favoriscono sovrappeso e fenomeni di infiammazione latente che, oltre ad accelerare l’invecchiamento, fanno impennare i fattori di crescita associati allo sviluppo del cancro”. Vi sento protestare, mangiacarne! Lo dice Berrino, mica io.
  2. Attività fisica: Fare movimento mantiene in salute e questo credo lo sapesse pure mia nonna, ma pare che alcuni tipi di attività fisica siano più efficaci di altri. Lo Yoga Iyengar ad esempio “dopo 12 settimane riduce l’attività del gene dell’infiammazione”.
  3. Meditazione: oggi, grazie alla tecnologia, è possibile dimostrare che la meditazione agisce a livello genetico. “Oltre a ridurre l’infiammazione, abbassa i livelli dell’insulina nel sangue, placa i disturbi del sonno spingendo l’ipofisi a produrre più melatonina, allenta lo stress e induce serenità”

Ora, mi piacerebbe ragionare un po’ con voi: che mangiare sano, fare un po’ di movimento e non stressarsi siano fondamentali per stare bene si sapeva. Quello che mi entusiasma è che siano concetti accettati e studiati dalla ricerca scientifica!
L’idea di poter intervenire con il nostro stile di vita sulla sequenza del DNA è meravigliosa — ok, io sono una maniaca del controllo quindi forse mi emoziono più del dovuto e sì, sarebbe bello poter intervenire pure sul gene dei capelli biondi e lisci, su quello degli occhi azzurri e su quello del 1.80 di altezza, ma ci accontentiamo no?!
Significa essere padrone del proprio destino, o almeno dargli una mano!

Mi riprometto di approfondire l’argomento, cercando altre fonti attendibili sull’epigenetica, ma nel frattempo volevo condividere con voi e sapere cosa ne pensate: possiamo davvero decidere noi il nostro destino?

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Blog, Business Backstage, Lifestyle

Tanti auguri a meeee

Ottobre 14, 2015

Oggi è il primo compleanno di Double B ed io vorrei dedicarle una festa con tanto di banda musicale e petali di fiori, ma mi ritrovo a scrivere questo post con una mano sola, mentre con l’altra preparo la valigia per Milano (si, poi vi racconto di Milano).
Un anno fa a quest’ora correvo come una pazza in banca per farmi fare un assegno circolare che nel pomeriggio avrei portato al notaio per la costituzione della srl ed ero terrorizzata. Dentro di me una vocina diceva “ma starai facendo la cosa giusta?!” e francamente non sapevo darle una risposta.
Ma, come dice la Spora Presidenta, “Se non ci provi, non lo scoprirai mai” perciò ho zittito la vocina con un “fatti i cavoli tuoi” e sono andata avanti, svuotando il mio conto corrente per dare a Double B il capitale sociale e firmando le mille pagine dell’Atto Costitutivo.

I primi mesi di Double B sono serviti per andare a regime: comprare il dominio .bio, mettere in piedi il sito e l’e-commerce, rifornire il magazzino, definire i Pantone del logo e stampare le etichette…ho fatto tutto io e ne vado fierissima a giorni alterni, perché mi capita spesso di pensare che ancora non sia tutto perfetto, che ci sarebbero molte cose da migliorare. Che ci fanno le icone dei social network in fondo alla home, per esempio?!? Non starebbero meglio in alto?! Ma vabbé, mi consolo dicendomi “meglio fatto che perfetto” e appunto sul quadernino delle cose da fare anche questa.

Oggi però voglio fare il punto sulle cose fatte, perché un minimo di festeggiamento me lo merito e quindi ecco, in ordine sparso, tutte le cose fatte da Double B nel suo primo anno di vita:

  • Trovati due retailer coi controfiocchi: COIN Excelsior e EATALY Ostiense. Lo so, per ora solo a Roma ma datemi tempo che arriverò ovunque!
  • Collezionato una bella rassegna stampa, su testate fighissime come Vanity, Gioia, Cosmpolitan e Grazia. Mi hanno anche intervistata a Radio Deejay e il mio sito ha crashato per i troppi contatti 🙂
  • Vinto il contest Who’s on Beauty Next? di The Beautyaholic’s Shop
  • Un plugin per l’Insplagenda, che ha suscitato una discussione via Facebook a lettere maiuscole con l’Estetista Cinica, poi ci siamo conosciute di persona, ci siamo piaciute e domani andiamo a pranzo assieme!
  • Fatto da sponsor allo Stiletto Tour e mi sono divertita da matti facendo spignattare tutte le ragazze presenti. Poi mi è venuta un’ansia pazzesca per lo speech ispirazionale e, non so bene come, sono anche finita a fare il mio tacchesimo sul tappeto rosso
  • Scritto il manifesto di Double B
  • Studiato: ho fatto la C+B Academy e un corso di Hilary Rushford su come usare Instagram, straconsigliati entrambi!
  • Creata una newsletter mooolto personale, a volte troppo. A proposito, siete iscritte?! Dai che vi faccio due regali 😉
  • Imparato che le cose succedono quando devono succedere: a febbraio avevo mandato un pacchetto a Alice, meglio nota come A Gipsy in the kitchen. Il pacchetto è andato smarrito tra mille altre spedizioni e le arrivato solo poche settimane fa….ma questa è un’altra storia che vi racconterò a breve!

Detto questo, scappo a prendere il treno. Happy BDay Double B! ❤

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Blog, Inci, Ingredienti, Lifestyle

Cosmetici per mamme, leviamoci un po’ di dubbi

Maggio 8, 2015

Dopo l’intervista uscita la settimana scorsa su VanityFair.it — fatemi gongolare ancora un pochino! — ho ricevuto moltissime email di future mamme e tutte chiedevano più o meno la stessa cosa: “Sono incinta: posso usare i cosmetici Double B durante la gravidanza?”. La risposta è: “Assolutamente SI!”.

Anche se non realizzo prodotti specifici “per mamme”, tutti i cosmetici Double B possono essere usati tranquillamente da future mamme, neo mamme e mamme che allattano. Se avete paura di esporre il vostro bimbo a ingredienti sintetici, chimici, profumi e coloranti non preoccupatevi, perché non ne troverete! Sono molto attenta alla scelta degli ingredienti, seleziono solo materie prime che trovate in natura come l’olio d’oliva, il burro di karité, l’olio di argan. Anche gli ingredienti funzionali — quelli, per intenderci, che rendono la crema tale, quindi gli addensanti che danno consistenza, gli emulsionanti che tengono insieme la fase grassa e quella acquosa, ecc. — sono tutti di origine naturale. (A proposito, se volete approfondire come si fa una crema lo trovate nelle FAQ.)

Inoltre, tutti i cosmetici Double B sono stati formulati seguendo il disciplinare ICEA (è l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) per la cosmesi Eco Bio e Vegana e il mio obiettivo è quello di certificare tutte le linee entro l’anno. Per questo motivo non avete bisogno di setacciare la lista degli ingredienti per essere certe che siano i prodotti “giusti” — anche se il mio mantra è “fidatevi solo dell’INCI” quindi se volete allenarvi con quello dei prodotti Double B fate pure!

Infine, se volete fare un regalo ad una futura mamma — visto che domenica è la festa della mamma! — vi consiglio la Crema corpo idratante perché l’ho pensata proprio per un’amica in dolce attesa: ricca di sostante emollienti ed elasticizzanti, come l’olio di mandorle dolci, il burro di karité e l’olio di cocco, aiuta la pelle a rimanere elastica e a prevenire le smagliature.

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