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Beauty Routine

Beauty Routine, Diy, Dry Brushing, Skincare

Clean!

Maggio 21, 2018

Dimmi la verità: da quanto non li lavi?!

Parlo per esperienza: so benissimo che dovrei essere più costante nella pulizia di tutti gli strumenti che toccano il mio viso — pennelli da trucco, la mitica beauty blender, la spazzolina del Clarisonic… — ma ahimè non sono così brava! Se anche tu hai questo problema oggi ho per te un bel recap di tutti i metodi di pulizia #affiDouble!

Cominciamo!
Pennelli da trucco: in teoria dovremmo lavare ogni giorno i pennelli che usiamo per applicare cosmetici cremosi o liquidi — fondotinta, correttore, eye liner… — e una volta a settimana quelli che usiamo per le polveri come cipria, blush e ombretti.
Io mi trovo bene con questi due sistemi, che uso in alternativa l’uno all’altro:

Beauty blender, o qualunque altra spugnetta usi per applicare il fondotinta: per prima cosa bagno molto bene la spugna e mi assicuro che sia ben imbevuta di acqua, poi la lavo con un po’ di sapone liquido. Poi, dopo averla risciacquata per bene, la metto in una ciotola, aggiungo dell’acqua e metto tutto in microonde per 1 munito e mezzo, alla massima potenza. Infine, facendo attenzione perché scotta, sciacquo di nuovo, strizzo e lascio asciugare all’aria (questo sistema l’ho trovato su Pinterest e devo dire che funziona benissimo).

Clarisonic, o altra spazzola — manuale o elettrica — per esfoliare il viso: a mollo per una quindicina di minuti in acqua calda e Amuchina — quella che si usa per lavare e disinfettare bene frutta e verdura. Poi sciacquo bene con acqua fredda e lascio asciugare all’aria. Da ho scoperto questo sistema ho notato che la “vita” della testina del mio Clarisonic si è allungata moltissimo!

Spero di esserti stata utile, baci grandi,

Double

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Beauty Routine, Bellezza Diy, Cocco, Green Beauty, Natural Beauty

Dischetti struccanti DIY

Dicembre 18, 2017

Come forse saprai, il mio amatissimo burro struccante è a base di olio di cocco, perché funziona in base al principio che il simile dissolve il simile. Poiché il make-up che utilizziamo è grasso, l’olio di cocco lo scioglie perfettamente e tu puoi rimuovere tutti i residui passando sul viso un dischetto di cotone.

Ma mettiamo che si verifichi l’infausta ipotesi e tu abbia appena terminato il meraviglioso burro: come fare? Come porre rimedio all’incresciosa situazione? Non puoi certo andare a dormire così:

Ecco che arrivo in tuo soccorso con una ricetta DIY semplicissima, per la quale ti servono solo 3 ingredienti, più un barattolino di vetro e dei dischetti di ovatta:
– 2 cucchiai di olio di cocco
– 100ml di acqua tiepida
– 1 cucchiaio di detergente viso

L’esecuzione è ancora più semplice:

  1. Metti i tre ingredienti in un contenitore e mescolali bene. L’acqua tiepida scioglierà l’olio di cocco, dovesse essere solido — cosa che capita di frequente in inverno — e ricordati di non mescolare troppo energicamente o il composto inizierà a “fare le bolle”.
  2. Metti i dischetti nel barattolo di vetro, fino a riempirlo.
  3. Versa il composto nel barattolo, vuoi coprire completamente i dischetti che devono inzupparsi per bene.

Finito! Adesso hai dei dischetti struccanti che funzionano (quasi) come il mio burro struccante: l’olio di cocco scioglie il trucco, il detergente viso lo “lava” via.
Ricordati di sciacquare SEMPRE il viso dopo esserti struccata, nessun residuo di trucco o di detergente deve rimanere sulla tua pelle!

Come sempre sono curiosa di sapere se proverai questa ricetta super semplice!

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Beauty Routine

“Non ho tempo” — non è vero!

Novembre 13, 2017

Le ultime settimane sono state piene di impegni e le prossime non saranno da meno. Speravo che il mio novembre fosse più tranquillo, in vista di un dicembre che — con Natale — sarà super intenso, e invece sono già tre settimane che lavoro anche nel weekend!

Non è la prima volta e va benissimo così, ma ho la sgradevole sensazione di aver trascurato moltissime cose importanti e — peggio del peggio — di non essermi presa nemmeno un minuto per me!

Male, anzi malissimo.

Succede anche te? Se la risposta è sì, prendi la calcolatrice! No tranquilla, non sono impazzita: ho solo fatto un veloce calcolo e mi sono accorta che dire “non trovo il tempo” è matematicamente sbagliato.
10 minuti di tempo da dedicare a te stessa — per uno scrub veloce, una maschera al viso, una breve meditazione — corrispondono allo 0,69% della tua giornata.
Esatto, hai letto bene: 10 minuti non sono nemmeno l’uno per cento del tempo che hai a disposizione oggi, sono una quantità di tempo minuscola rispetto alle tue 24 ore.

Il mio buon proposito per questa settimana è: mi prendo questi 10 minuti ogni giorno, cascasse il mondo! Mi setto una sveglia sul telefono per ricordarmelo, come se fossero una medicina da prendere, e non derogherò!
Prometto solennemente che non li userò per caricare la lavatrice o per lavare l’insalata, ma li impiegherò PER ME e ti invito a fare lo stesso!
Che ne dici, ci riusciremo?

#StiamoBio

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Beauty Routine, Bellezza Diy, Pelle, Skincare, Viso

Ti piace il sushi? Mettitelo in faccia!

Ottobre 23, 2017

Non sono impazzita, ho solo una fantastica ricetta per una maschera viso super idratante alle alghe!* Gli ingredienti sono semplici da reperire, il procedimento invece è un filino più complesso del solito. Iniziamo!

Ti servono (ti do le dosi originali, in tazze):
– 1/2 tazza di caffè — inteso come caffè americano, quello lungo, ovviamente fatto raffreddare
– 1/2 cetriolo 🥒, pelato e tagliato a pezzi
– 1 foglio di alga kombu, la trovi nei negozi di alimenti etnici, nei supermercati ben forniti o su Amazon

Il procedimento:
1) Frulla assieme il caffè e il cetriolo, versa il liquido in una ciotola e metti in infusione le alghe — se le compri già a pezzetti bene, se invece le trovi a fogli ti consiglio di ritagliare tante strisce;
2) Lascia in ammollo finché le alghe non saranno completamente reidratate;
3) Imbevi un dischetto di cotone nel liquido e passalo sul viso, poi prendi i pezzi di alga, strizzali bene e applicali sulla pelle, concentrandoti sulle aree che senti più secche;
4) Lascia in posa per 10–15 minuti, poi sciacqua con acqua tiepida e asciuga tamponando il viso con un asciugamano.

Perché funziona?
A parte il folle divertimento di travestirti da mostro marino per un quarto d’ora (io voglio organizzare un party con le amiche e farla fare a tutte!) questa maschera è perfetta per le pelli molto secche perché:
– le alghe sono ricchissime di vitamina B (infatti dovremmo anche aggiungerle alla nostra alimentazione) e hanno la capacità di drenare via le tossine dalla pelle;
– il cetriolo è naturalmente idratante e contiene le vitamine C, K e A (cioè retinolo!);
– il caffè (strano ma vero) è antiossidante.

Come sempre voglio sapere se la provi!

*L’ho trovata sul libro “Skin Cleanse” di Adina Grigore, la founder di un beauty brand americano che mi ha ispirata moltissimo quando ho deciso di fondare Double B — come filosofia intendo, i suoi prodotti sono un po’ troppo basic per i miei gusti. Nel senso: bella la crema viso fatta con solo 4 ingredienti, ma in pratica è come usare olio puro sulla faccia!

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Beauty Routine, Inci, Skincare, Stiamobio

Dritte beauty per pelli adolescenti

Luglio 11, 2017

Qualche tempo fa ho ricevuto il messaggio di una ragazza che mi chiedeva informazioni sulla newsletter e precisava:

“Ho quattordici anni quindi non sono molto esperta di queste cose!
(Mamma è ovviamente d’accordo all’iscrizione alla newsletter)”

14 anni. Almeno un’iscritta alla mia newsletter ha 14 anni. 😥
Dove cavolo sono finiti i MIEI 14 anni?! Era ieri…

Vabbé, nostalgia a parte, la newsletter di oggi è dedicata alle adolescenti: se rientri nella categoria o se hai una figlia adolescente, ecco la beauty “routeen” consigliata da Double.
(Che poi non è molto diversa dalla mia attuale beauty routine: estremamente minimalista!)

Premessa: gli anni dell’adolescenza sono bellissimi e terribili insieme e gettano le basi dell’adulta che sarai domani, bellezza inclusa. Per questo motivo, le regole base sono 3:

  1. Non toccarti la faccia! Lo so che la tentazione di estirpare alla radice quel brufolo maledetto è forte: resisti, perché rischi che ti resti una cicatrice a vita.
  2. Usa la protezione solare! ☀️ Proteggi DA SUBITO la tua pelle dai raggi UV che le faranno perdere tono ed elasticità con gli anni. Fidati!
  3. Fai attenzione agli ingredienti che ti metti in faccia! Scegli prodotti delicati, privi di ingredienti chimici che nel migliore dei casi sporcano la pelle, nel peggiore la aggrediscono o penetrano ed entrano in circolo nel tuo corpo.

Detto questo, qual è la giusta beauty routine per una pelle così giovane?

  • Lava il viso almeno due volte al giorno, mattina e sera. 🚿 Lo so che si dice “bellezza acqua&sapone”, ma stai alla larga dalla saponetta! Il sapone ha un PH diverso dalla pelle, aggredisce il naturale strato di sebo che la protegge costringendola a produrne sempre di più, sempre di più, in un circolo vizioso infinito. Scegli un detergente viso delicato, che non contenga tensioattivi aggressivi.
  • Concediti un’esfoliazione una volta a settimana. Non c’è bisogno di acquistare chissà che prodotto: mescola olio, zucchero e un po’ di miele 🍯 e otterrai uno scrub fantastico!
  • Riduci al minimo il make-up: se hai la pelle mista o con tendenza acneica soffocarla tutto il santo giorno sotto uno strato di fondotinta ai siliconi non farà che peggiorare la situazione!
  • Usa la crema idratante tutti i giorni e se proprio non vuoi rinunciare ad un po’ di colore sul viso, prova a mescolarla con il fondotinta minerale: otterrai una BB cream leggera e luminosa.

BB cream a parte, questa routine va benissimo anche per i maschietti: una pelle tanto giovane non ha bisogno di particolari cure, solo di essere tenuta sempre ben pulita e idratata! 😉

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Beauty Routine, Bellezza Diy, Pelle, Skincare

Quanto prodotto ti serve davvero?

Febbraio 24, 2017

Dico sempre che i prodotti Double durano tantissimo, perché “ne basta poco”, ma quant’è davvero questo poco? E — più in generale — quanto cosmetico serve, perché sia efficace ma non sprecato?

Ho pensato di darti una mano con questo schema: tutti i cosmetici che quotidianamente applichi sul viso e la quantità corretta, paragonata alle dimensioni delle monete. Spero ti sia utile 🙂

  • Detergente — 2€
  • Esfoliante — 50 cent.
  • Maschera — 1€
  • Siero — 5 cent.
  • Contorno occhi — 1 cent.
  • Crema viso — 10 cent.

Ovviamente più un prodotto è fatto con ingredienti “buoni” per la pelle e meno ne serve, perché sarà già molto concentrato — ad esempio del mio Siero Viso bastano 5 gocce per idratare viso e collo!

In ogni caso la regola generale è: ascolta la tua pelle! Sarà lei a farti capire se hai applicato troppo prodotto o troppo poco, se si sente nutrita oppure no!

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Beauty Routine, First Time, Green Beauty, Inci, Ingredienti, Natural Beauty, Pelle

Cosa c’è nella tua crema?

Febbraio 7, 2017

Che nei cosmetici tradizionali ci siano degli ingredienti che fanno male alla pelle lo sappiamo un po’ tutte: siliconi, parabeni, petrolati… Ma sappiamo riconoscerli?

Quando andiamo in profumeria e annusiamo con voluttà l’ultimissima crema viso che promette miracoli ed ha un profumo meraviglioso, siamo in grado di leggere l’INCI?

Un attimo, facciamo un passo indietro: cos’è l’INCI?!?

INCI = International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. E’ una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico, usata in praticamente tutti i paesi nel mondo.
E’ obbligatorio! Ogni cosmetico immesso sul mercato deve riportare sulla confezione l’elenco degli ingredienti contenuti usando la denominazione INCI, scritti in ordine di concentrazione decrescente.
– Al primo posto si indica l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell’1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
– La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (sono quelli che ci piacciono perché indicano ingredienti botanici. Ad esempio il Prunus Amygdalus Dulcis Oil è l’olio di mandorle dolci) e altri in inglese (chimici o di derivazione chimica, ma possono essere anche ingredienti naturali che sono stati lavorati). Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (es. CI 45430).

Perché è importante saper leggere l’INCI?

Perché la nostra pelle è una barriera permeabile: alcune sostanze usate nei cosmetici sono abbastanza piccole da attraversarla. Pertanto è bene sapere cosa ci spalmiamo addosso, in modo da poter scegliere consapevolmente. Quindi eccoti l’elenco dei “cattivissimi”, così la prossima che starai per comprare una crema potrai controllare gli ingredienti!

Petrolati & Siliconi

Li metto insieme, perché l’effetto che hanno sulla pelle è lo stesso: sporcano! La loro composizione molecolare è troppo grande per penetrare, perciò restano in superficie a occludere i pori e causare brufoli e altre impurità. Non si muore per un foruncolo, ma la salute della pelle ne risente: sempre soffocata da uno strato impenetrabile e impermeabile. Il silicone si usa per sigillare la doccia, la paraffina deriva dal petrolio: tu li vorresti sulla faccia? Io no!
– Mineral Oil
– Petrolatum
– Paraffinum Liquidum o Paraffina
– Microcrystalline Wax
– Vaselin
– Dimethicone
– Cyclomethicone
– Cyclopentasiloxane e Cyclohexasiloxane
– Dimethiconol
– Disiloxane e Trisiloxane
– Simethicone
Non è un elenco completo, ma questi sono i più diffusi.

I siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti e perché fanno quello che chiamo “l’effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici: “Mamma mia che bella pelle che ho!” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano di più.

In rete c’è un acceso dibattito tra chi li demonizza e chi li difendea spada tratta. I paladini del silicone affermano che sono ingredienti sicuri, non tossici per l’uomo, testati da talmente tanti
anni da poter essere definiti innocui. Talmente “innocui” che l’Unione Europea ha bandito due dei siliconi volatili più diffusi – il Cyclopentasiloxane e il Cyclotetrasiloxane – dai prodotti cosmetici a risciacquo, perché tossici per l’ambiente acquatico.
Questo significa che, da febbraio 2020, questi due ingredienti non potranno più essere utilizzati in shampoo, docciaschiuma, saponi liquidi, eccetera – o meglio, potranno essere utilizzati solo in concentrazioni inferiori allo 0,1%: una maniera molto diplomatica di “vietarli senza vietarli”. Pensa a quanti interessi devono bilanciarsi all’interno della UE e capirai come simili mosse diplomatiche siano necessarie.
Siliconi e petroli inoltre sono biopersistenti, cioè l’esatto contrario di biodegradabili: restano nell’ambiente e lo inquinano per un tempo lunghissimo e non abbiamo ancora idea di quale impatto abbiano sulla salute dei mari, dove – volenti o nolenti – finisce il grosso delle nostre acque reflue. Immagina: ti sei messa sul viso una crema a base di siliconi e la sera, dopo una lunga giornata di lavoro, ti lavi la faccia. I siliconi si staccano dalla tua pelle e finiscono nello scarico del tuo lavandino, entrando così nel sistema di depurazione delle acqua reflue della tua città. Questo sistema però non è progettato per trattenere le molecole di silicone, che fanno tutto il giro di depurazione e finiscono in mare. Per quanto tempo? Non lo sappiamo. Che impatto hanno?
Non lo sappiamo.

Conservanti: Parabeni & Co.

I conservanti nei cosmetici sono necessari, perché preservano la formula dalle contaminazioni batteriche. Negli ultimi decenni i conservanti più diffusi – ancora una volta, quelli considerati più “sicuri” – sono i parabeni. Esiste però un acceso dibattito sul tema “Parabeni e tumore”: alcuni sostengono che i parabeni, una volta assorbiti dall’organismo potrebbero stimolare la crescita di alcuni tipi di cellule tumorali, come quelle del cancro al seno, però studi scientifici definitivi che chiudano la questione non ce ne sono.
In compenso sappiamo con certezza che i parabeni sono interferenti endocrini, ovvero sostanze capaci di mimare l’azione degli ormoni e quindi di “ingannare” il nostro corpo. A me ovviamente come ingredienti non piacciono, sopratutto se presenti all’interno di formule pensate per essere applicate in aree dove la pelle è molto sottile – penso ai deodoranti che spruzziamo sulle ascelle – o peggio ancora sulle mucose, che assorbono molto di più della pelle (te lo dico perché li ho visti nell’INCI di diversi gel intimi, da qui il mio motto “niente parabeni sulla patata!”).

Li riconosci perché in genere contengono il termine “paraben”:

– Methylparaben
– Ethylparaben
– Propylparaben
– Butylparaben

Sempre a proposito di conservanti, ci sono altre sostanze che vengono utilizzate in cosmesi e che sono da evitare come la peste perché rilasciano formaldeide! Ora, il paradosso è questo: la formaldeide è una delle sostanze più tossiche e pericolose, in grado di scatenare irritazioni e allergie da contatto, ma soprattutto associata allo sviluppo di diverse forme tumorali.
L’UE ha vietato da tempo l’utilizzo di formaldeide nei cosmetici, peccato che non abbia vietato l’uso di quelle sostanze che ne sono cessori, ovvero che deteriorandosi si trasformano in formaldeide!
Eccole qui:
– Imidazolidinyl Urea
– Diazolinidyl Urea
– Methylchloroisothiaziolinone
– Methylisothiazolinone
– Kathon
– Quaternium 15

Tensioattivi

Ti laveresti con il detersivo per i piatti? Ovviamente no! Peccato che spesso i prodotti detergenti cosmetici contengano gli stessi tensioattivi – ovvero gli agenti lavanti – dei detergenti per la casa.
Il problema è che sono troppo aggressivi per pelle e cuoio capelluto e nel lungo periodo peggiorano problemi come forfora, secchezza cutanea, dermatiti, ecc.
– MEA o Monoethanolamine
– TEA o Triehanolamine
– DEA o Diethanolamine
– Sodium Lauryl Sulfate
– Amonium Lauryl Sulfate
– TEA-Lauryl Sulfate
– Magnesium Laureth Sulfate
– MEA Laureth Sulfate
– Sodium Laureth Sulfate
– Amonium Laureth Sulfate
– Sodium Mireth Sulfate
– Sodium Pareth Sulfate
– Sodium Coceth Sulfate

Tra questi, quello che probabilmente incontrerai più spesso è lo SLES, il Sodium Laureth Sulfate. L’industria cosmetica lo utilizza a quintali perché costa poco, sgrassa tanto e fa un bella schiuma
bianca – così tu ti senti pulita e sei tutta contenta ma in realtà è come se ti fossi lavata con il sapone per i piatti. Cosa fa? In pratica scioglie le particelle di sporco e di grasso in eccesso, permettendone la rimozione con l’acqua. E qui sta il problema: davvero ogni volta che ti fai la doccia sei tutta sporca di unto?! A meno che tu non faccia il meccanico mi sembra abbastanza improbabile. La tua pelle ha bisogno di mantenere il sottile strato lipidico che la protegge: se ogni volta che ti lavi glielo porti via lei sarà costretta a produrne ancora, e ancora, e ancora…..
Non vorrei entrare nel discorso della formulazione perché è un po’ complicato, perciò te la faccio breve: l’aggressività dello SLES può essere ammortizzata se viene affiancato da altri ingredienti, primi tra tutti i tensioattivi anfoteri, ad esempio la betaina.
In pratica: se quando leggi l’INCI trovi il Sodium Laureth Sulfate tra i primissimi ingredienti, hai per le mani un prodotto molto aggressivo per la pelle. Se invece è preceduto da ingredienti come la Cocamidopropyl Betaine, allora il prodotto è stato pensato da chi ne capisce ed è un po’ meno forte.

Riassumendo

Impara a leggere l’INCI e controlla sempre la composizione dei cosmetici che ti metti addosso perché la pelle assorbe e se ci spalmi sopra schifezze, assorbirà schifezze.
Se sei alle prime armi, puoi farti aiutare dal Biodizionario (www.biodizionario.it): è un motore di ricerca degli ingredienti cosmetici: scrivi il nome dell’ingrediente come lo trovi nell’INCI e premi “cerca”, ti darà i risultati come un semaforo (verde = bene; giallo = accettabile; rosso = assolutamente NO). Ripeto, va bene per cominciare, perché usa parametri non proprio perfetti, ad esempio dando il bollino verde a ingredienti che sono sì naturali, ma che hanno un impatto ambientale enorme – ma ne parliamo meglio nel prossimo capitolo.

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Beauty Routine, First Time, Pelle, Skincare

I sole: friend or foe?

Luglio 8, 2017

Questo è un capitolo lunghissimo nel quale cerco di raccontarti tutto quello che so su cosa fa il sole alla nostra pelle e spero che al termine della lettura diventerai anche tu una di quelle che mettono #ilsolaretuttolanno. Vorrei iniziare cercando di rispondere all’annosa questione: perché si dice che “il sole fa male”? In realtà il sole non fa male, ma le sue radiazioni sì. Noi le conosciamo come raggi UV e sono la prima causa delle rughe, perché provocano il famoso fotoinvecchiamento cutaneo.

Cerco di spiegarmi: i raggi UV si dividono in UVB e UVA.
⁃ I raggi UVB hanno tanta energia e una bassissima capacità di penetrazione. In pratica, sono quelli che ti scottano, ma non riescono a passare attraverso i vetri o i tessuti.
⁃ I raggi UVA sono esattamente l’opposto: poca energia e altissima capacità di penetrazione. Riescono ad arrivare fino allo strato più profondo della nostra pelle, il derma, dove danneggiano le fibre di collagene ed elastina e stimolano la formazione dei temutissimi radicali liberi, capaci di distruggere il DNA cellulare – quindi il rischio è doppio: rughe e tumori della pelle!
Per completezza d’informazione, devo dirti che esistono anche i raggi UVC, ma siccome non arrivano fino alla superficie terrestre e si disperdono nell’atmosfera, possiamo tranquillamente ignorarli!

Il nostro corpo mette un atto dei meccanismi di protezione naturali per difendersi dai raggi UV:
1. Si abbronza. La produzione e lo scurimento della melanina è una forma di protezione naturale che il nostro corpo attua per proteggersi dal sole, insieme al terribile
2. Ispessimento corneo, ovvero la produzione di uno strato superficiale di cellule a protezione dell’epidermide. L’effetto estetico non è certo dei migliori – la chiamerei “pelle di coccodrillo” – però il corpo, poverino, questo sa fare.

Questi due meccanismi di protezione naturali non bastano a proteggerci, sopratutto dai danni causati dai raggi UV a lungo termine.
Allora che facciamo, non prendiamo più il sole e usciamo solo di notte come i vampiri? Ovviamente no, perché il sole ha anche degli effetti positivi sul nostro organismo:
– Ci aiuta a sintetizzare la Vitamina D, che è essenziale per la nostra salute.
– Ha un’azione antibatterica: hai mai notato che in estate la pelle con tendenza acneica migliora? È l’effetto benefico del sole.
– È un antidepressivo naturale perché aiuta il nostro corpo a produrre serotonina e melatonina.

Morale della favola: sì, prendiamo il sole ma sempre con la protezione solare!

La protezione solare

A proposito di protezione solare, sai benissimo che esiste l’SPF, quel numero che c’è sui prodotti solari che indica il livello di protezione: 6, 15, 30, 50, 50+
Di solito si crede che l’SPF indichi quanto tempo una persona possa stare al sole senza scottarsi, ma non è esatto: il numero dell’SPF indica quanta energia può arrivare alla pelle senza che questa si scotti.
Ovviamente questa “quantità di energia” cambia a secondo di moltissimi fattori:
Stagione dell’anno (nel nostro emisfero, gli UV raggiungono la massima intensità in estate e la minima in inverno)
Altezza del Sole (quando il sole è più alto nel cielo il tasso di raggi UV è maggiore mentre è trascurabile quando il sole è basso all’orizzonte: alba e tramonto)
Altitudine (ogni mille metri di altezza i livelli di UV crescono del 10-12%. Ad esempio, in estate a 2000 metri la radiazione UV “scotta” quasi il triplo rispetto alla pianura)
Latitudine (il flusso di raggi UV è massimo all’Equatore e minimo ai poli)
Nuvolosità
Strato di ozono
Capacità riflettente della superficie terrestre (per esempio, la neve riflette circa l’80% delle radiazioni UV, la sabbia asciutta della spiaggia circa il 15% e la schiuma del mare il 25%).

Secondo l’O.M.S. bisogna tenere conto dell’Indice UV (la scala internazionale che correla il livello di radiazione UV con il grado di rischio): quando l’indice è superiore a 3 – che equivale ad un pomeriggio appena soleggiato – occorre mettere in atto le misure preventive e proteggere la pelle dalle radiazioni.

Gli effetti del sole sulla pelle

Forse avrai già visto questa fotografia, è abbastanza famosa. È il volto di un uomo che ha fatto il camionista per 28 anni e che quindi ha esposto il lato del volto al finestrino ai raggi solari, molto più dell’altro, che invece era riparato dal tetto della cabina di guida. Il risultato è evidente: la pelle del lato esposto al sole presenta molte più rughe e più macchie dell’altra metà della faccia.

“Che cosa fanno in concreto i raggi del sole alla nostra pelle?”
Per anni i medici si sono concentrati sugli effetti degli UVB perché sono quelli più evidenti (mi metto al sole=>mi scotto), ma solo dopo si è capito che il vero nemico è rappresentato dagli UVA.
Questi maledetti infatti riescono a penetrare: passano attraverso il vetro, passano attraverso i tessuti leggeri, passano attraverso l’epidermide e raggiungono il derma – e il derma è sacro!

Nel derma gli UVA fanno due cose:
1. Danneggiano le fibre di collagene ed elastina che compongono la base strutturale della nostra pelle. Una fibra di collagene danneggiata è come una crepa nelle fondamenta di un palazzo: causa un cedimento strutturale di quello che c’è sopra – quindi la ruga.
2. Stimolano la produzione dei radicali liberi, sostanze capaci di danneggiare il DNA cellulare e quindi causare tumori (della pelle).
Per darti un’idea di cosa sono i radicali liberi: immagina le palline di un flipper che schizzano da tutte la parti come impazzite, colpendo (e distruggendo) tutto quello che incontrano nella loro traiettoria. “Toh, una fibra di collagene. BUM! Rotta. Uh, unamolecola di DNA: CRASH, rotta“.
Questo è lo stress ossidativo. Gli antiossidanti (vitamina E e vitamina C ad esempio) sono sostanze capaci di contrastarli. Ci fanno da scudo, “si prendono la pallottola per noi”, nel senso che si legano ai radicali liberi impedendo loro di andare in giro a distruggere tutto.

“Ma io questi danni quando mi abbronzo non li vedo!”
Per vedere i danni causati dai raggi UV basta andare da un bravo dermatologo che abbia in studio la lampada agli ultravioletti: ti renderai conto che non è assolutamente come la immaginavi e che ci sono moltissime macchioline e segni che non vedi ad occhio nudo.
Facciamo però un’altro esperimento: prendiamo un bambino piccolo e mettiamolo davanti alla stessa lampada agli ultravioletti. Vedremo che non ha gli stessi segni che abbiamo noi
adulti, che ha – anche sotto la luce ultravioletta – una pelle perfetta. Perché ci è nato? Certo che sì! Ma ci siamo nati anche noi! Anche la nostra pelle era perfetta quando eravamo piccoli, poi la costante esposizione al sole – che non è, ripeto, solo andare in spiaggia e fare la lucertola, ma semplicemente fare una vita normale che comprenda uscire di casa nelle ore diurne – l’ha macchiata, segnata e rovinata. Un’altra cosa molto interessante da notare è questa: alla stessa lampada ultravioletta la protezione solare appare come uno schermo perfettamente visibile ad occhio nudo, che copre completamente la pelle.

In questo video puoi vedere con i tuoi occhi tutti i passaggi che ti
ho appena descritto: http://bit.ly/videoUV

Immagine presa dal video “How the sun sees you” di Thomas Leveritt

Ricapitolando

I raggi UV – sopratutto gli UVA – fanno male alla nostra pelle e alla nostra salute. Ci sono SEMPRE, quindi è importante proteggersi TUTTI I GIORNI usando una protezione solare sulle aree esposte. E sì, per “tutti i giorni” intendo estate e inverno, anche se piove. Se poi scegli una crema solare che contiene filtri solari stabili e anche delle belle sostanze antiossidanti hai fatto bingo e la tua pelle ti ringrazierà tantissimo!


 

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Beauty Routine, Cruelty Free, Green Beauty, Tailoredtip, Vegan

#TailoredTip del lunedì: la Konjac sponge

Gennaio 18, 2016

Cerchi un’esfoliazione ‪‎green‬? Prova la ‪‎Konjac‬ sponge, una spugna 100% naturale che si ricava da una pianta asiatica molto simile alla patata, delicatissima sulla pelle e biodegradabile — si butta nell’umido, baby!

Quando la compri è dura, sembra quasi una pietra pomice, poi la bagni con acqua tiepida e le sue fibre si ammorbidiscono subito. Umida ha la consistenza di una “nuvoletta di drago”: hai presente le patatine bianche del ristorante cinese? Ecco, quelle! Ha una texture soffice e appena appena ruvida, perfetta per grattare via delicatamente le cellule morte. Va benissimo per la pelle del viso, ma anche per il bagnetto dei bambini perché è davvero molto soft, mentre non te la consiglio per rimuovere il makeup perché in pratica la useresti una volta e basta.

E’ un’ottima alternativa alle spazzole per il viso, ‪Clarisonic‬ incluso: prendila in considerazione se ami un’esfoliazione quotidiana perché è davvero delicatissima sulla pelle, ma al tempo stesso efficace e poi è 100% green il che non guasta mai! In commercio si trova sia quella bianca, 100% konjac, che quelle colorate, con dentro delle argille specifiche per ogni tipo di pelle: la verde per le pelli miste, la rosa per quelle delicate, ecc.

Dopo averla inumidita — puoi aggiungere un po’ di detergente ma non è obbligatorio — passa il lato piatto sul viso con movimenti circolari, poi sciacquala e elimina delicatamente l’acqua in eccesso, premendola tra i palmi delle mani — le fibre della konjac sono delicate, meglio non torcerla — e appendila ad asciugare.

Se la tratterai bene durerà un paio di mesi, quando inizierà a rompersi sarà il momento di comprarne un’altra. Quella vecchia può essere smaltita nell’umido oppure “riciclata” sul fondo di una pianta in vaso, aiuterà a mantenere il terreno umido.

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Antiage, Beauty Routine, Diy, Tailoredtip, Viso

#TailoredTip — il massaggio viso anti age

Ottobre 5, 2015

Dal Giappone una novità — l’ennesima?! — in campo beauty: un massaggio antirughe da eseguire ogni giorno, ideato dalla MUA Jukuki Tanaka. Serve a stimolare la circolazione del viso, ridurre gonfiori da ritenzione di liquidi e anche attenuare le rughe! In totale sono quattordici movimenti e tutti si concludono con un passaggio sui lati del collo, per stimolare il drenaggio dei liquidi.

Da circa tre settimane questo massaggio è entrato a far parte della mia beauty routine mattutina — vorrei dire anche di quella serale ma ehm, no, non sono così costante — e devo dire che è un’abitudine piacevolissima.

Non so se tre settimane siano sufficienti per vedere davvero dei risultati: di sicuro alla fine del massaggio viso anti age vedo la pelle più luminosa e compatta — immagino grazie alla stimolazione del microcircolo — e mi sembra anche che i contorni del viso siano, di giorno in giorno, più tonici. Inoltre è una mano santa quando al mattino mi sento la faccia gonfia, magari perché la sera prima ho fatto tardi.

Il massaggio deve essere eseguito sulla pelle perfettamente pulita, quindi come prima cosa lavo bene la faccia con il Detergente Viso, poi prendo una dose di Crema Viso (più di quella che userei normalmente, ma serve a far scivolare bene le dita sulla pelle, senza causare rossori) e inizio il massaggio, cercando di mantenere una pressione leggera e costante.

Hai notato come molte novità beauty degli ultimi tempi vengano dall’Estremo Oriente? Un paio di giorni fa, ad esempio, è uscito in Italia il libro Sette riti di bellezza giapponese, edito da Sonzogno e anche qui si fa riferimento al fatto che le donne giapponesi in genere sembrino più giovani della loro vera età. Non l’ho ancora preso, quindi non saprei dirti se uno dei sette riti sia il massaggio viso anti age, ma mi riprometto di leggerlo quanto prima.

Fammi sapere se provi il massaggio 🙂

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