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Gli attivi anti-age che funzionano davvero

Settembre 18, 2017

Se ti sei persa questa diretta su Facebook — o se non hai fatto in tempo a scriverti tutti gli attivi antiage che funzionano davvero! — ecco un bel recap per te, così sai cosa cercare nell’INCI delle creme che usi*!

Gli attivi #affiDouble:

  • Vitamina E: è la mia preferita, prende a “randellate” i radicali liberi che causano i processi ossidativi delle cellule! Nell’INCI la trovi come Tocopherol o Tocopheril Acetate.
  • Vitamina C: è quasi impossibile usare la vitamina C pura, perché non si mantiene, vengono quindi usate delle forme stabilizzate di vitamina C, che fanno comunque un ottimo lavoro soprattutto se usate con costanza. Cerca l’Ascorbyl Palmitate.
  • Vitamina B5: lenitiva e cicatrizzante, stimola il rinnovamento cellulare. Nell’INCI cerca il Panthenol.
  • Q10: è un ingrediente che costa tantissimo, è difficile da inserire in formula e ha un colore super acceso, arancione brillante. “Ma io ho trovato la crema al Q10…” Qui non serve leggere l’INCI, basta guardare il colore della crema: se è bianca, il Q10 l’ha visto da lontano e col binocolo!
  • Acido Lipoico: bellissimo attivo, in pratica “ricarica” potenzia gli altri antiossidanti. Nell’INCI lo trovi come Thioctic Acid. E’ talmente forte come antiossidante che viene usato — come integratore — nelle terapie complementari di malattie degenerative tipo la SLA.
  • Insaponificabile: è quella parte di olio che, a contatto con la soda caustica, non diventa sapone. Ogni tipo olio ne ha una percentuale diversa, i più ricchi sono l’olio d’oliva (Olea Europaea Oil — il 6%) e il burro di karité (Butyrospermum Parkii Butter — addirittura il 20%).

Come sempre se hai dubbi sull’INCI dei prodotti che usi puoi mandarmeli per un controllo!
Baci e buona settimana,

Double

  • Di solito questi ingredienti si trovano solo nei prodotti per il viso, perché costano e perché al corpo nessuno dedica tanta attenzione. L’unica scema che mette ingredienti pregiati come la Vitamina E, la Vitamina C, l’Acido Ialuronico e l’Allantoina nella crema corpo sono io, ma questa è un’altra storia…

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Antiage, Blog, Green Beauty, Meditazione, Yoga

L’epigenetica, come ti cambio il DNA

Novembre 12, 2015

Sono settimane che rimugino su questo tema, dicendo a me stessa che devo scrivere un post sull’argomento. Ve la faccio breve: ho comprato il numero di novembre di Elle Italia e mi sono trovata davanti a uno speciale beauty dedicato all’invecchiamento — ovviamente cutaneo, ma non solo.
Il primo pensiero è stato: “Ci avranno messo il mio Siero Viso Antiage?!” Ovviamente no, manco sanno che esisto, ma vabbé…
Leggo le prime tre righe dell’articolo e mi trovo davanti un termine che — lo ammetto — non avevo mai sentito prima: Epigenetica. Cito dal testo: “quella branca della genetica che studia i cambiamenti del nostro corpo non attribuibili al DNA”.

L’articolo in pratica è un’intervista al prof. Franco Berrino, che ha tenuto qualche mese fa una conferenza all’Istituto dei Tumori di Milano, dal titolo “Il cibo, la genetica e il Karma”. A me già il fatto che in una conferenza scientifica infilino il Karma m’intriga, perciò ho googlato e ho trovato il video della conferenza completa (ecco il link, vi consiglio di iniziare dal minuto 8:30).

Cerco di semplificare i concetti il più possibile, perdonatemi se banalizzo, questo è quello che ho capito io e i virgolettati che trovate sono parole di Berrino:

  • Solo il 2–3% del nostro DNA è quello che gli esperti chiamano strutturato. Contiene quelle catene di molecole che danno istruzioni al corpo per fabbricare proteine ed è il DNA che viene studiato per capire se svilupperemo o no una determinata patologia. Per dire: la Jolie ha, in questo 2–3% di DNA, il gene del tumore al seno e quello del tumore alle ovaie. Da qui la sua decisione di rimuovere chirurgicamente gli organi — Le tette sono organi? Non lo so, ma avete capito — che avrebbero potuto ammalarsi.
  • Il restante 97% ha una funzione chiave che gli scienziati stanno scoprendo solo ora: contiene “migliaia di interruttori che possono accendere o spegnere l’azione dei geni”. Berrino dice che questo DNA ci restituisce il libero arbitrio, perché a pigiare quegli interruttori siamo noi: “Possiamo fare in modo che le istruzioni ricevute in eredità vengano lette ed eseguite, oppure no”.

Sempre secondo Berrino, gli strumenti per agire sul DNA non strutturato sono tre: alimentazione, attività fisica e meditazione.

  1. Alimentazione: alcuni alimenti sono più favorevoli di altri perché contengono principi nutritivi che influenzano positivamente il nostro corpo. La soia (genisteina), la curcuma (curcumina), i cavoli (sulforafano), l’uva rossa (resveratrolo), i frutti rossi (antocianine). Da evitare farine e zuccheri raffinati, così come “le proteine animali perché favoriscono sovrappeso e fenomeni di infiammazione latente che, oltre ad accelerare l’invecchiamento, fanno impennare i fattori di crescita associati allo sviluppo del cancro”. Vi sento protestare, mangiacarne! Lo dice Berrino, mica io.
  2. Attività fisica: Fare movimento mantiene in salute e questo credo lo sapesse pure mia nonna, ma pare che alcuni tipi di attività fisica siano più efficaci di altri. Lo Yoga Iyengar ad esempio “dopo 12 settimane riduce l’attività del gene dell’infiammazione”.
  3. Meditazione: oggi, grazie alla tecnologia, è possibile dimostrare che la meditazione agisce a livello genetico. “Oltre a ridurre l’infiammazione, abbassa i livelli dell’insulina nel sangue, placa i disturbi del sonno spingendo l’ipofisi a produrre più melatonina, allenta lo stress e induce serenità”

Ora, mi piacerebbe ragionare un po’ con voi: che mangiare sano, fare un po’ di movimento e non stressarsi siano fondamentali per stare bene si sapeva. Quello che mi entusiasma è che siano concetti accettati e studiati dalla ricerca scientifica!
L’idea di poter intervenire con il nostro stile di vita sulla sequenza del DNA è meravigliosa — ok, io sono una maniaca del controllo quindi forse mi emoziono più del dovuto e sì, sarebbe bello poter intervenire pure sul gene dei capelli biondi e lisci, su quello degli occhi azzurri e su quello del 1.80 di altezza, ma ci accontentiamo no?!
Significa essere padrone del proprio destino, o almeno dargli una mano!

Mi riprometto di approfondire l’argomento, cercando altre fonti attendibili sull’epigenetica, ma nel frattempo volevo condividere con voi e sapere cosa ne pensate: possiamo davvero decidere noi il nostro destino?

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Antiage, Beauty Routine, Diy, Tailoredtip, Viso

#TailoredTip — il massaggio viso anti age

Ottobre 5, 2015

Dal Giappone una novità — l’ennesima?! — in campo beauty: un massaggio antirughe da eseguire ogni giorno, ideato dalla MUA Jukuki Tanaka. Serve a stimolare la circolazione del viso, ridurre gonfiori da ritenzione di liquidi e anche attenuare le rughe! In totale sono quattordici movimenti e tutti si concludono con un passaggio sui lati del collo, per stimolare il drenaggio dei liquidi.

Da circa tre settimane questo massaggio è entrato a far parte della mia beauty routine mattutina — vorrei dire anche di quella serale ma ehm, no, non sono così costante — e devo dire che è un’abitudine piacevolissima.

Non so se tre settimane siano sufficienti per vedere davvero dei risultati: di sicuro alla fine del massaggio viso anti age vedo la pelle più luminosa e compatta — immagino grazie alla stimolazione del microcircolo — e mi sembra anche che i contorni del viso siano, di giorno in giorno, più tonici. Inoltre è una mano santa quando al mattino mi sento la faccia gonfia, magari perché la sera prima ho fatto tardi.

Il massaggio deve essere eseguito sulla pelle perfettamente pulita, quindi come prima cosa lavo bene la faccia con il Detergente Viso, poi prendo una dose di Crema Viso (più di quella che userei normalmente, ma serve a far scivolare bene le dita sulla pelle, senza causare rossori) e inizio il massaggio, cercando di mantenere una pressione leggera e costante.

Hai notato come molte novità beauty degli ultimi tempi vengano dall’Estremo Oriente? Un paio di giorni fa, ad esempio, è uscito in Italia il libro Sette riti di bellezza giapponese, edito da Sonzogno e anche qui si fa riferimento al fatto che le donne giapponesi in genere sembrino più giovani della loro vera età. Non l’ho ancora preso, quindi non saprei dirti se uno dei sette riti sia il massaggio viso anti age, ma mi riprometto di leggerlo quanto prima.

Fammi sapere se provi il massaggio 🙂

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Antiage, Green Beauty, Lifestyle, Nutri La Tua Pelle, Tailoredtip

Detox Day: solo centrifughe per un giorno intero

Febbraio 23, 2015

Ieri mi sono concessa un Detox Day, un intero giorno durante il quale ho bevuto solo centrifughe di frutta e verdura, per un totale complessivo di tre litri di succo, più l’acqua che normalmente bevo durante il giorno — anche se ieri ne ho bevuta meno del solito perché mi sentivo già “idratata” 🙂

“Perché ti sei sottoposta a questa tortura” — direte voi — “invece di goderti una bella domenica in famiglia, magari con un pranzetto appetitoso?” Ottima domanda, diciamo che ho fatto di necessità virtù: per tutta una serie di ragioni non è stato possibile organizzare il solito pranzo domenicale dai miei genitori, perciò ho pensato che potevo approfittarne per una giornata di detox. Senza impegni, senza cose urgenti da fare, mi sono concessa il lusso di rallentare tutte le attività per 24 ore e mi sono regalata questa coccola. La scorsa settimana, complice l’influenza, non sono stata attenta a quello che ho mangiato — ok, si dice “riempirsi di schifezze” — e in più ho bombardato il mio organismo con antinfiammatori e medicine varie, perciò ho pensato che un giorno di detox mi avrebbe fatto bene.

Ecco i vantaggi di quella che gli americani chiamano Juice Cleanse — e che fanno per periodi decisamente più lunghi, da un minimo di tre giorni a un massimo di tre settimane:

  • E’ un modo per integrare un maggiore consumo di frutta e verdura nella nostra alimentazione. Un giorno solo non basta, ovvio, ma può essere uno spunto: magari vi piace e la prossima volta che siete al bar chiederete una centrifuga invece del cappuccino.
  • Resetta il sistema digestivo: lo sovrastimoliamo con troppo cibo, troppi grassi, troppi zuccheri, troppi alimenti chimici e raffinati. Un giorno di detox è come un giro in una spa per stomaco e intestino perché gli alimenti arrivano già pronti per essere assimilati sotto forma liquida.
  • Micronutrienti ed enzimi a go-go: vitamine, minerali, polifenoli, flavonodi… Se scegliete un sistema di centrifuga a freddo (le masticable juicers o cold juicers, che in pratica sfruttano la pressione idraulica invece della forza centrifuga e quindi sviluppano meno calore) tutti i micronutrienti si mantengono inalterati!
  • Idratazione massima: alzi la mano chi di voi beve 3 litri di acqua al giorno! Solo con le centrifughe ne ho bevuti 3, più l’acqua che ho sorseggiato tra un succo e l’altro per calmare i piccoli morsi della fame (perché si, un po’ di fame c’è stata, ma non troppa)

Inutile dire che non serve per dimagrire: in un giorno non si perde nemmeno un etto di “ciccia”, però ci si sgonfia tanto 🙂

Se volete provare non è necessario che vi rivolgiate a una ditta che vi porta le centrifughe a casa, come ho fatto io, anche se è una soluzione estremamente comoda perché avete già in frigo tutte le vostre belle bottigliette pronte da bere. Potete farle da soli a casa senza problemi, tenendo solo a mente che è importante variare gli ingredienti delle singole centrifughe, quindi tante varietà di frutta e verdura, per dare al corpo quanti più elementi nutrienti possibile.

Diario della giornata, ecco le sei centrifughe che mi hanno tenuta in piedi:

  • ore 9,00 (più o meno, diciamo che me la sono presa comoda). Il primo succo è una spremuta di agrumi: arancia, pompelmo rosa e mandarino, con in più una manciata di semi di chia, che meritano l’appellativo di superfood visto che sono ricchi di calcio e acidi grassi essenziali (omega 3 e omega 6)
  • ore 11,00. Una strepitosa centrifuga di ananas, mela verde e menta. Davvero buona, proverò a rifarla sicuramente, e poi fa bene perché l’ananas è ricca di bromelina, un potente antinfiammatorio naturale. Yum!
  • ore 13,00. Meh, sulla carta sembrava più buono: carote, spinaci, sedano, zenzero e limone. Lo so, le verdure fanno un po’ effetto ma sedano e spinaci non hanno un sapore forte e li copri facilmente con gli altri ingredienti. Il problema è un altro: secondo me ci avevano messo anche un po’ di rapa (aka barbabietola) che detesto. Anyway, buttato giù invece che sorseggiato e via, avanti un altro!
  • ore 16,00. Finocchio, mela verde, limone, cavolo nero, cetriolo e spirulina. Confesso che questo mix era quello che mi spaventava di più, complice il fatto che il cavolo nero nella centrifuga ci sta — appunto — come i cavoli a merenda. E invece no, molto buono, fresco e gustoso.
  • ore 19,00. Più un light drink che una centrifuga: acqua, agave, limone e pepe di cayenna. Buono, senza infamia e senza lode.
  • ore 21,00. Questo l’ho aspettato per tutto il giorno. Non è un vero e proprio centrifugato, bensì un mix di latte di mandorle, miele e vaniglia. Credo sia volutamente più ricco degli altri, per ricordare allo stomaco che sì, esistono anche i grassi e gli zuccheri e deve ricominciare a digerirli! Per me però era troppo ricco: dopo una giornata così light mi si è piazzato sullo stomaco e ci ho messo un po’ a smaltirlo…

Concludendo: si può fare, ma è sicuramente meglio prenderlo come spunto e inserire un succo fresco di frutta e verdura nella dieta quotidiana! I succhi erano tutti buoni di sapore — sorvoliamo su quello con la rapa — la fame non è stata tantissima e non ho avuto cali di pressione. Ogni tanto c’era la voglia di sgranocchiare qualcosa, ma credo fosse più un riflesso incondizionato che una vera necessità di cibo solido. Ah, ultimo bonus: stamattina la pelle del viso era luminosa e morbida! Credo proprio che ripeterò l’esperienza, con dei piccoli aggiustamenti.

E voi, avete mai provato una juice cleanse? Vi intriga l’idea?

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