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Lotta ai punti neri!

Luglio 31, 2019

Di brufoli abbiamo già parlato, oggi affrontiamo il tema dei punti neri, o comedoni.

Cosa sono?

Il comedone è l’occlusione di un poro sulla superficie dell’epidermide, causata da un mix di grassi, cheratina, melanina, peli e batteri. Può essere:

  • un comedone aperto, detto anche punto nero – il colore è dato dall’ossidazione della parte superficiale, esposta all’aria;
  • un comedone chiuso, detto punto bianco.

Come nascono?

Non è chiaro: in genere sono associati ad un’eccessiva produzione di sebo e/o ad un’eccessiva produzione di cheratina da parte della pelle, ma possono contribuire anche altri fattori come gli ormoni, il livello di idratazione della pelle, il contatto con agenti comedogeni

Non si muore di punti neri ma belli non sono, quindi cerchiamo di capire come evitarli!

Step 1: Prevenzione

Posso prevenire i punti neri? Assolutamente sì! Con le giuste accortezze posso sicuramente aiutare la mia pelle a produrne di meno. Quali? Vediamole insieme:

  • Pulizia: una corretta detersione è fondamentale. Non deve essere troppo forte perché non vuoi spogliare la pelle del suo naturale film idrolipidico, costringendola a produrre ancora più sebo di quanto già non faccia, quindi scegli un detergente delicato, che lavi senza aggredire.
  • Esfoliazione: se il problema è l’eccesso di cheratina prodotto dalla pelle, una leggera esfoliazione quotidiana può aiutare. Occhio a non esagerare, puoi scegliere se farla con un prodotto cosmetico a base di acidi esfolianti, oppure se preferire un’esfoliazione meccanica, l’importante è non eccedere! Ti dico come faccio io: ho sempre in doccia il Clarisonic e lo uso su viso e collo tutte le volte che lavo i capelli – quindi circa 4 volte a settimana. Gli altri giorni uso il mio tonico all’acido mandelico, ma non uso mai entrambi nella stessa giornata, per non stressare la pelle.
  • INCI: imparare a leggerlo e a identificare gli ingredienti comedogeni, cioè quelli filmanti che sporcano la pelle, è importantissimo – e se non sai da dove cominciare, leggi questo post.

Step 2: Eliminazione

I punti neri e i punti bianchi vanno via da soli? A volte sì, sopratutto i neri – quelli “aperti”: la pelle riesce ad espellerli da sola. Più spesso però vanno eliminati fisicamente e qui hai due opzioni:

  • Pulizia del viso dall’estetista: quella tradizionale prevede prima la detersione del viso, poi l’utilizzo del vapore per favorire la dilatazione dei pori ed ammorbidire il sebo, e infine la rimozione meccanica dei punti neri e dei punti bianchi. Può comprendere anche un passaggio esfoliante e un tonico astringente a fine procedura.
  • Skin gritting: questa è una tecnica fai-da-te poco invasiva che mi piace molto, perché prevede tre passaggi molto delicati e può essere eseguita facilmente anche dalle meno esperte, senza correre grossi rischi. È solo un po’ noiosa da eseguire, ma forse sono io che non ho pazienza! 😉

Skin Gritting: come si fa?

  1. Dopo aver lavato il viso, ed esserti assicurata di aver rimosso OGNI TRACCIA di make-up, massaggia sulla pelle asciutta un po’ di olio, con movimenti circolari. Scegli un olio leggero: riso e jojoba sono perfetti, perché sono quelli più dermoaffini. Rimuovi l’eccesso di olio con un panno in microfibra, che farà una leggera esfoliazione.
  2. A questo punto applica una maschera in crema a base di argilla: puoi farla da sola usando l’argilla in polvere – quella verde o quella bianca, che si chiama caolino – e mescolandola con un po’ di acqua fino a raggiungere la consistenza che preferisci, oppure puoi scegliere una maschera già pronta. Specifico “maschera in crema” perché quelle peel-off o quelle in tessuto non vanno bene per questa tecnica. Tienila in posa finché non si sarà asciugata – di solito 10/15 minuti – poi sciacqua con acqua tiepida e lascia il viso umido.
  3. Adesso la parte più noiosa: prendi circa un cucchiaio di olio, lo stesso che hai usato per il primo step, e inizia a massaggiarlo sul viso con movimenti circolari per 10 minuti. Dovresti iniziare a sentire come dei granelli sotto le dita: sono le impurità più piccole e superficiali che si staccano da sole dalla pelle. Punti neri e punti bianchi avranno bisogno comunque di una leggera pressione per essere espulsi, non esagerare con le dita perché la pelle è già abbastanza sollecitata da tutto questo massaggiare.
  4. Ripassa il panno in microfibra per pulire del tutto la pelle e applica – se ne senti il bisogno – qualche goccia di siero.

Ti consiglio di provare questa tecnica la sera, perché la pelle potrebbe arrossarsi – sopratutto se è molto sensibile – e le lascerai tutte le ore della notte per riprendersi. Puoi provare lo skin gritting una volta al mese: non è miracoloso – sopratutto se già curi bene la tua pelle – e da i risultati migliori sulle pelli miste e grasse, che tendono a produrre molto sebo e a riempirsi di punti neri.

punti neri. Tuto ciò che devi sapere


 

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Brufoli: tutti i rimedi – anche quelli che non conosci!

Luglio 24, 2019

Oggi volevo parlare con te di brufoli.

Attenzione: non di acne, che è una condizione più o meno permanente della pelle, ma proprio di quei mostriciattoli che spuntano occasionalmente in faccia, di solito alla vigilia di un evento importante!

Vengono fuori per moltissime cause diverse: stress, intolleranze alimentari, cosmetici che occludono la pelle, utilizzo di alcuni medicinali, eccessiva produzione di sebo, uno squilibro ormonale…in pratica non c’è un’unica causa, probabilmente influisce anche la congiunzione astrale della Luna con Giove quando Saturno è nei Pesci. 🤦🏻‍♀️

Ora, vista la molteplicità di cause che possono farti venire i brufoli, quello che sto per dirti ti suonerà assurdo: prevenire è meglio che curare.

“Double scusa, ma come faccio a prevenire una cosa se non so QUALE SIA la causa?!?”

Ottima domanda: è vero, non so se il mostro che è comparso sulla fronte sia causato dal ciclo imminente o dall’impepata di cozze che ho mangiato ieri, ma quello che succede sulla pelle è sempre lo stesso.

Tutto comincia con un punto nero (o comedone), cioè un poro dove si è creato un “tappo” fatto di cellule morte, sebo e sporco. Se sotto questo tappo s’infilano i batteri – cosa possibilissima: la superficie del nostro corpo è ricoperta da miliardi di batteri – si sviluppa l’infiammazione. Il nostro corpo non resta certo a guardare: manda subito sul campo anticorpi e globuli bianchi, che nel giro di 24-48 ore distruggono l’infezione. Si crea allora la puntina gialla del brufolo: acqua, sebo, anticorpi e batteri caduti sul campo. Questo liquido giallo cerca di uscire dalla pelle, il gonfiore diminuisce, il rossore si attenua e il brufolo è guarito.

Tutto questo spiegone serve a rispondere alla domanda che hai fatto prima: come prevenire i brufoli?

La riposta è: evitando che si formino i punti neri e mantenendo la pelle pulita il più possibile

Ecco un po’ di dritte per prevenire la comparsa dei brufoli:

  • Bevi tanta acqua, per favorire il corretto funzionamento del tuo organismo e della tua pelle: una pelle disidratata tende a trattenere di più al suo interno sebo e sporco, favorendo quindi la comparsa dei comedoni;
  • Struccati SEMPRE: sembra una cretinata, ma sapessi quante ragazze mi scrivono per dirmi che vanno a letto truccate. “È tanto grave Double?!” Sì.
  • Non fare MAI sport con il make-up sulla faccia: quando sudi, la tua pelle dev’essere libera di svolgere le sue funzioni senza essere soffocata da uno strato di fondotinta;
  • Esfolia delicatamente la pelle. Rimuovere spesso le cellule morte ti aiuterà ad avere la pelle più pulita e a ridurre l’insorgere dei brufoli. Scegli degli acidi esfolianti delicati, come gli AHA (il più famoso di tutti, il glicolico) e i PHA (il mio preferito: l’acido mandelico che ho messo dentro il tonico esfoliante). Evita i BHA come il salicilico, più adatti ad una pelle acneica e molto sebacea, ma troppo aggressivi per una pelle normale che ha solo qualche brufoletto ogni tanto;
  • Se hai tanti punti neri, regalati una buona pulizia del viso professionale: evita il fai-da-te perché rischi di peggiorare la situazione.

“Sì vabbè, ma ormai è spuntato il mostro!”

Ok, niente panico: succede! Adesso vediamo come risolvere.

La regola generale è NON TOCCARLO, ma come tutte le regole ha delle eccezioni.

  • Se la pelle è rossa e gonfia, ma NON c’è la puntina gialla, allora la cosa migliore da fare è lasciarlo stare, al massimo puoi aiutarlo con un trattamento spot-on che ti descrivo meglio più avanti. In questa fase l’infezione è ancora in corso: qualunque intervento troppo energico rischia di causare più danno che altro e di lasciarti con una cicatrice.
  • Se invece c’è la puntina gialla puoi schiacciarlo – con tutta una serie di precauzioni, ovviamente: lava bene le mani, disinfetta la pelle prima di intervenire, premi leggermente e e senza insistere, disinfetta quando hai finito e applica una crema antibiotica. L’infezione è appena stata sconfitta dai tuoi globuli bianchi, non vorrai mica farne venire un’altra portando tu stessa batteri con la punta delle dita?!

Trattamento spot on di Double

Questo è quello che faccio io quando vedo che sta per spuntare un brufolo: sul palmo della mano mescolo una goccia del mio siero viso – che è ricchissimo di aloe – e una di olio essenziale di tea tree – antibatterico naturale – e applico sul brufolo aiutandomi con un cotton fioc. Poi prendo un pochino di maschera purificante e la applico solo sulla zona arrossata, lasciandola in posa per 20 minuti: in questo modo il trattamento a base di tea tree penetra meglio nella pelle e gli attivi purificanti della maschera aiutano la pelle a sgonfiarsi. Ripeto almeno una volta al giorno fino a quando l’infiammazione non passa.

“E se rimane la macchia?”

Purtroppo può succedere: un brufolo che lascia una macchia sulla pelle, magari perché l’abbiamo stuzzicato troppo. In questo caso serve tanta pazienza: la macchia, trattata adeguatamente con un prodotto esfoliante, andrà via nel giro di qualche mese. Nel frattempo però è fondamentale non prenderci il sole, quindi è importante mettere SEMPRE la protezione solare.

 

Mentre scrivevo questo post ho chiesto nelle stories di Instagram se avessi delle domande, ecco le risposte a quelle che mi hai fatto!

  • Esistono i brufoli “da caldo”? Più che brufoli veri e propri sono piccoli sfoghi, causati dal fatto che in estate con il caldo la pelle tende a produrre più cellule morte, quindi i pori si occludono con maggiore facilità. Parola d’ordine: esfoliazione!
  • È vera la corrispondenza tra dove sono localizzati e problemi a vari organi? Secondo la medicina cinese sì, ma in tutta onestà non so se crederci o meno.
  • Perché ho ancora i brufoli a 29 anni?! 😭 Perché non hanno nulla a che fare con l’acne ormonale della quale di solito soffrono gli adolescenti! Probabilmente la causa è da un’altra parte.
  • Brufoli su schiena e spalle: come trattarli? Esattamente come quelli sul viso, con licenza di esfoliare in maniera più energica perché la pelle della schiena è più spessa.
  • Come curare i brufoli sottopelle? Non li schiacciare! Aiutali tenendo la parte pulita, evita il make-up, applica una crema antibiotica o il mio trattamento spot on a base di tea tree. (v. sopra)

 

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Inci, Ingredienti, Skincare

Occhio ai falsi amici: gli ingredienti che SEMBRANO green ma non lo sono!

Luglio 15, 2019

Hai presente quando a scuola studiavi una lingua straniera e incontravi un false friend? Una di quella parole che SEMBRANO una cosa, ma sono tutt’altro? Ad esempio “library” in inglese ti farebbe pensare subito a “libreria”, ma no! Vuol dire “biblioteca”.

Ecco, oggi parliamo dei false friends nell’INCI: quegli ingredienti che SEMBRANO green ma non lo sono e che:

  1. Non vanno bene per la tua pelle, perché sono privi di proprietà cosmetiche;
  2. Non vanno bene per il Pianeta, perché sono inquinanti a livello di processo produttivo e/o di smaltimento.

“E allora perché li usano?” – dirai tu.

Perché costano poco e – spesso – hanno un “bollino verde”, assegnato in maniera del tutto arbitraria da uno o più Enti certificatori – i quali, è bene ricordarlo, sono TUTTI privati e si fanno la loro normativa, quindi un ingrediente può andare bene per l’Ente X e essere bocciato dall’Ente Y.

Vediamo insieme i false friend dell’INCI più diffusi:

  • Olus Oil: letteralmente “olio olio”, è un mix di oli di origine vegetale, composto prevalentemente da olio di Palma (Elaeis Guineensis Oil). Qui il problema è duplice: da un lato l’olio di palma NON HA proprietà cosmetiche particolari, è un olio “povero”, che unge e basta, privo di belle sostanze per la pelle. Dall’altro lato, sappiamo che l’impatto produttivo dell’olio di palma è devastante, perché comporta una deforestazione incontrollata e massiccia, con conseguente distruzione di habitat per moltissime specie, che sono a rischio estinzione: oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, tutti presenti nelle aree dove si coltiva la palma. La cosa folle è che sul Biodizionario questo ingrediente ha il bollino verde! 🤦🏻‍♀️
  • Undecane & Tridecane: li metto insieme perché sono davvero molto simili. Dal punto di vista chimico, sono due idrocarburi saturi lineari. Hanno un’origine vegetale (cocco e palma) e, per questo motivo, l’AIAB e QCERT li hanno inseriti nella lista degli ingredienti eco-certificabili. Il problema è questo: da cocco e palma si ricavano acidi grassi, non idrocarburi. Per ottenere gli idrocarburi i due grassi vanno sottoposti a reazione chimica. Ma prescindendo da questo, ho trovato la scheda tecnica del Tridecane (la trovi qui): se leggi la sezione 11: informazioni tossicologiche, vedrai che la sostanza è stata testata su ratti, conigli e porcellini d’India. Mi chiedo in base a cosa un prodotto cosmetico che contiene Undecane e Tridecane possa essere considerato green o vegan 🤬

Il problema è che sono davvero tanto usati

Anche in prodotti certificati “bio”, con bollini verdi prestigiosi – e costosissimi! Le grandi aziende cosmetiche che si stanno buttando nel mercato green li usano a mani piene: ti basterà leggere gli INCI dei prodotti “bio” usciti più di recente sul mercato per accorgertene da sola. Invece di investire in materie prime cosmetiche DI QUALITÀ, preferiscono intortare il consumatore con un packaging pieno di foglioline verdi.

“Eh, ma quanto è complicato!”

Lo so, in pratica è INCI 2.0 ma tranquilla, io sono qui per questo 😊. Se ancora non l’hai fatto, iscriviti alla mia newsletter: ti regalo l’ebook che ho scritto proprio per aiutarti a leggere l’INCI da sola e identificare gli ingredienti buoni per la tua pelle e per il Pianeta.

 


 

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Beauty Tips, Bellezza Diy, Capelli, Diy, Ingredienti

Pimp your hair: quali ingredienti aggiungere allo shampoo per un effetto WOW!

Luglio 10, 2019

Forse già sai che sono una ferma sostenitrice del principio “lo shampoo deve solo lavare” e che non credo nei prodotti che lisciano-arricciano-colorano-riparano i capelli. I capelli vanno solo lavati, liberati dallo smog, dal sebo in eccesso e da tutto quello che li sporca, in maniera che siano pronti ad assorbire i nutrienti contenuti nel balsamo/maschera.

Lo shampo deve solo lavare. Lascia stare i prodotti che fanno altro.

E’ anche vero però che con lo shampoo non laviamo solo i capelli, ma anche la cute e questa potrebbe avere bisogno di qualche cura in più. Per questo motivo ho pensato a quali ingredienti puoi aggiungere al tuo shampoo bio – perché se non usi uno shampoo green è inutile che sto qui a parlare 😉 – per un trattamento beauty alla cute!

Ingredienti per il tuo shampoo ideale

Scegli un ingrediente in base alle tue esigenze e fai una prova:

  • Acqua di rose – hai la cute secca e irritata? Un cucchiaio di acqua di rose nello shampoo la aiuterà, perché è molto lenitiva.
  • Limone – il succo è acido e aiuta i capelli a liberarsi di tutte quelle sostanze che gli sono rimaste “appiccicate” addosso. Fai solo attenzione se fai la tinta perché potrebbe far virare il colore: in quel caso meglio usare questo metodo per un detox ai capelli. Il succo di mezzo limone basterà.
  • Miele – nutriente, idratante e antibatterico, regola la naturale produzione di sebo e lascia i capelli luminosi. Un cucchiaino.
  • Aloe Vera – ti aiuta a liberarti della forfora, lenisce la cute che prude e protegge i capelli. Un cucchiaio di gel.
  • Olio essenziale di rosmarino – favorisce la crescita dei capelli perché stimola la micro circolazione. Qualche goccia nello shampoo e poi un bel massaggio coi polpastrelli!
  • Amla – è il segreto di bellezza delle donne indiane, l’alma è un frutto che contiene un sacco di Vitamina C. La polvere essiccata nutre a fondo e purifica, aiutando a prevenire la forfora.

 

Fammi sapere se lo provi e se ti piace, io sono sempre qui!


 

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Cicatrici, Inci, Pelle, Stiamobio

Guarire le cicatrici: è possibile?

Novembre 19, 2018

Negli ultimi anni tutte le amiche che hanno partorito con taglio cesareo mi hanno detto: “Adesso però fammi una crema per togliere questa cicatrice!”
Ora, parliamo un attimo di cicatrici, ma parliamone in maniera seria.

1. Le cicatrici NON sono tutte uguali.

Le cicatrici da acne NON sono come le smagliature e le smagliature a loro volta NON sono come le cicatrici da taglio. Allo stesso modo la cicatrice che ti ha lasciato un bravo chirurgo NON è la stessa cicatrice di quando hai fatto un frontale con il pipistrello in motorino e ti sei spalmata sull’asfalto — e sì, mi è successo. Il pipistrello, non il chirurgo.

2. Che cos’è una cicatrice.

La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (patologica o traumatica), ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide. (Wikipedia).

Partiamo dal fatto che la pelle è un organo, che isola e protegge il nostro corpo dagli agenti esterni. In caso di ferita, la pelle mette subito in atto un processo di riparazione — la cicatrizzazione — volto a fermare il sanguinamento e ricostruire i tessuti danneggiati.

Questo processo può essere schematicamente ridotto a tre fasi:
1) Nella prima fase c’è il coagulo: l’obiettivo dell’organismo è chiudere la ferita il prima possibile per evitare che il sangue esca e i microbi entrino.
2) Nella seconda fase il tessuto connettivo inizia a riformarsi e vengono prodotte le nuove fibre di collagene ed elastina. E’ qui casca l’asino perché di solito il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che rimpiazza, anzi è un po’ più “scarso”: è più sensibile ai raggi UV, non ha ghiandole sudoripare ne follicoli piliferi e assume un colore diverso rispetto al tessuto circostante.
3) La terza fase, che può durare fino a due anni, vede un continuo rimodellamento delle fibre di collagene ed elastina e la formazione definitiva della nuova rete vascolare.

Di base dobbiamo ricordare questo: l’obiettivo del processo di cicatrizzazione è quello di mantenerci in vita, non di farci belle. Motivo per il quale al nostro corpo di avere una cicatrice esterna — che non è un’aderenza, cioè una cicatrice interna, ma non voglio tediarti — non gliene frega niente.

“Ma io voglio mettermi il bikini!”
Appunto. Allora vediamo cosa si può fare per prevenire e/o rimediare!

PRIMA
Quando possibile — perché il pipistrello di cui sopra è sempre in agguato — ci sono tutta una serie di accorgimenti che possiamo mettere in atto per “prevenire” le cicatrici, e lo metto tra virgolette perché in realtà voglio dire “farle vedere meno”:
a) In gravidanza: spalmarsi abbondantemente di sostanze elasticizzanti, come ad esempio l’olio di rosa mosqueta, per aiutare la pelle a sopportare meglio la dilatazione.
b) Durante una dieta: idem con patate — ah no, niente patate che sono carboidrati — perché anche i repentini cali di peso possono portare la pelle a cedere.
c) In vista di un intervento chirurgico programmato: chiedi che sia un chirurgo plastico a “chiudere” lo strato finale, perché sarà specializzato (si spera!) nel realizzare suture “quasi” invisibili.

DURANTE
Per “durante” intendo a ferita in corso, quindi all’inizio del processo di cicatrizzazione, i primi giorni:
Segui le indicazioni del medico: se la ferita deve stare coperta, coprila. Se non deve essere bagnata, non bagnarla. Se deve essere medicata, medicala. Sopratutto non prendere iniziative!
Proteggila dal sole: cerotto, maglietta, scudo totale. Quello che vuoi ma non esporla ai raggi UV. La pelle ha già abbastanza da fare senza doversi anche preoccupare del sole e sulla “crosta” sarebbe meglio non mettere creme — quindi filtri solari — perché se no quando si asciuga?!

DOPO 1: attivi GREEN
Cioè dopo poco tempo: la ferita è ben chiusa, la pelle nuova è rosa/rossa e hai l’ok del medico.
Qui qualcosa si può fare e — sorpresa sorpresa! — gli attivi delle creme da banco più vendute in farmacia sono green!
Triticum Vulgare: è l’estratto di germe di grano ed è il principio attivo della Fitostimoline, la pomata che viene raccomandata in caso di ustioni e piaghe proprio perché stimola il naturale processo di cicatrizzazione della pelle.
Allium Cepa: ovvero cipolla! Pare una follia ma è il principio attivo di una delle creme più vendute per attenuare le cicatrici, la Mederma. Chiudo un occhio sull’INCI — vedo un PEG e un parabene, ma ubi major…

DOPO 2: il Laser
Sono passati anni dalla ferita — questa newsletter è arrivata troppo tardi, sorry– e la cicatrice ormai è bianca.
Qui purtroppo i rimedi naturali servono a poco, l’unica soluzione — e nemmeno del tutto efficace — è il laser. Puoi valutarlo assieme al tuo MEDICO di fiducia — ho messo molta enfasi sul sostantivo “medico”, te ne sei accorta?!

OPPURE….

In alcune culture le cicatrici sono considerate ornamenti, simboli del coraggio del guerriero che è sopravvissuto alla lotta — Hai capito, pipistrello dei miei stivali?!? Io ne ho addirittura alcune alle quali sono molto affezionata, come lo “sgarro” bianco che ho sul polso sinistro, ultimo ricordo che mi ha lasciato una gatta molto amata.


 

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Inci

Silicone: friend or foe?

Novembre 12, 2018

Negli ultimi tempi assisto a una tendenza che mi preoccupa: la rivalutazione di determinati ingredienti cosmetici che nel settore ecobio vengono considerati “il male” e nella cosmesi tradizionale vengono presentati come assolutamente innocui e sicuri nell’utilizzo. Sto parlando dei siliconi.

Partiamo con i fatti: i siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti, la texture quindi, e perché fanno quello che chiamo “l’Effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici “mamma mia che bella pelle che ho” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano tantissimo.

Ora, sta succedendo una cosa strana: da un lato c’è il consumatore che è sempre più informato e chiede prodotti naturali — e infatti il mercato della cosmesi ecobio è in espansione DA ANNI — e dall’altro ci sono le aziende di cosmesi tradizionale che non vogliono perdere profitti e che cercano di presentare i siliconi come ingredienti efficaci e sicuri, innocui.

Talmente innocui che a gennaio 2018 l’Unione Europea, con questo regolamento, ha stabilito che due siliconi volatili diffusissimi, il Cyclopenthasiloxane e il Cyclotetrasyloxane, non potranno più essere utilizzati nei prodotti a risciacquo — per capirci: saponi, saponi liquidi, shampoo, docciaschiuma, ecc. ma non solo, anche detergenti per la casa e simili — perché presentano “un rischio per l’ambiente causato dalle loro proprietà pericolose”, nello specifico sono pericolosi per l’ambiente acquatico. Il bando entrerà in vigore a partire dal 31 gennaio 2020,

E tu dirai: “Double, ma a te che importa, mica sei un organismo acquatico! Il fatto che facciano male ai pesci non vuol dire che facciano male a te.

Eeeee…NO! No per tutta una serie di ragioni.

  1. Questi due siliconi non sono diventati tossici ieri, lo sono sempre stati. Ma — come in mille altri casi nella storia dell’uomo — prima li usiamo e poi vediamo che succede. Quindi OGGI hanno scoperto che sono tossici per l’ambiente acquatico, ma DOMANI — cioè tra 20 o 30 anni — cos’altro scopriranno?!
  2. Concedere alle aziende un periodo di adattamento prima di bandirli completamente è giusto e sacrosanto. MA: due anni?!? Li bandite nel 2018 ma con valore effettivo nel 2020? Cos’hanno nei reparti “Ricerca e Sviluppo” le aziende, criceti ubriachi?! Non possono farcela in sei mesi? Un anno?
  3. La distinzione tra “ambiente acquatico” e “ambiente terreste” è cretina, miope e mendace perché il Pianeta è un unico organismo e noi ne facciamo parte. Inoltre, fino a prova contraria, noi ci nutriamo di “organismi acquatici”: pesci, molluschi, crostacei, alghe….
  4. Come la mettiamo con quei prodotti che non sono a risciacquo ma che finiscono lo stesso in acqua?! Sto parlando dei solari: se vai in una qualunque profumeria/farmacia e prendi in mano un solare a caso, di qualunque marca, dentro ci troverai sicuramente uno dei due siliconi messi al bando. Tu vai in spiaggia, ti spalmi bene di protezione solare perché ovviamente non vuoi scottarti — brava! — e poi ti butti in acqua: indovina un po’ dove finiscono quei siliconi pericolosi per l’ambiente acquatico?!

Ora, se dipendesse da me, li avrei vietati ovunque per una questione di precauzione, ma ovviamente…non dipende da me.

In questo caso quel mastodonte burocratico che è l’Unione Europea — che deve mettere d’accordo gli interessi un po’ di tutti: cittadini, istituzioni statali, interessi economici pubblici e privati, lobbies… — dicevo l’Europa è riuscita a partorire questa decisione, ma non è detto che sia completa. Pensa infatti a quante pressioni arrivano a Bruxelles da parte di quelle grandi multinazionali che controllano il mercato cosmetico e che sono terrorizzate all’idea di perdere soldi. Pensi davvero che il signor Multinazionale se ne stia tranquillo e inerme davanti alla finestra, a guardare il settore della cosmesi green che cresce e gli “ruba” clienti e profitti?! Se fossi in lui, sarei preoccupata e sì, cercherei da fare qualcosa.

Ora tu mi dirai: “Double, ok mi hai convinto, ma io sono una e sono piccola e quelle sono grandi multinazionali: che posso fare?”

Leggere l’INCI!

Leggere l’INCI e basare le tue decisioni di acquisto su questo. C’è dentro il silicone? Non lo compro. “Ma è innocuo” — diranno loro — “Non lo compro lo stesso”.

Visto che temi come Ambiente ed Etica non li toccano, l’unica è convincerli colpendoli sul più prosaico portafogli. Magari così capiscono. Nel frattempo ovviamente continueremo a vedere siliconi nelle creme cosmetiche, poi tra vent’anni si renderanno conto che no, forse non erano tanto buoni nemmeno per la nostra salute di animali terrestri.


 

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Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Dentifricio DIY

Giugno 25, 2018

Hai mai sentito parlare del movimento ZeroWaste? Si tratta di cercare di ridurre il più possibile la nostra produzione quotidiana di spazzatura, attuando tutta una serie di strategie che includono — ça va sans dire — anche la cosmesi DIY.

Una delle loro ricette più gettonate è quella del dentifricio, servono pochissimi ingredienti ed è super facile da fare.
Ti servono:
– un barattolo vuoto e pulito (puoi usare quello della mia crema viso che è da 50ml)
– olio di cocco
– bicarbonato
– olio essenziale di menta (optional, a me piace il sapore)

Il procedimento è semplicissimo: mescola olio di cocco e bicarbonato in parti uguali, aggiungi l’olio essenziale, travasa il tutto nel barattolo. Se vuoi essere davvero green ti consiglio anche di passare dallo spazzolino tradizionale in plastica a quello in bambù: è incredibile quanto inquinamento riusciamo a produrre con il semplice atto di lavarci i denti (dai un’occhiata a questo video)!

Se il tema dello ZeroWaste t’interessa, vai a vedere questo #StiamoBioLIVE: ho avuto come ospite Sara di BioBeautiful Blog e ci ha dato un sacco di dritte utili!

P.S. Questo è un estratto della mia Newsletter settimanale, che arriva tutti i lunedì. Se ti è piaciuto puoi iscriverti qui. Se invece vuoi tornare al mio sito puoi cliccare qui.


 

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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci

Deodorante in crema DIY

Giugno 11, 2018

Hai visto lo #StiamoBioLIVE dedicato ai deodoranti? Se non lo hai visto, ecco un breve recap dei punti più salienti:

  • La causa del cattivo odore non è il sudore, ma i batteri che lo mangiano — e poi digeriscono!
  • Non mettere il deodorante nelle 24h successive alla depilazione. Aspettane anche 48 se hai fatto la ceretta.
  • Meglio un deodorante antibatterico a base di alcool che uno antitraspirante a base di Alluminio Cloroidrato. E’ vero che l’alcool secca la pelle: pazienza, metterai la crema idratante sulle ascelle. L’alluminio cloridrato invece chiude i canali attraverso i quali esce il sudore e a lungo andare li fa collassare.
  • Controlla l’INCI del tuo deodorante, questi sono gli ingredienti che NON VUOI LEGGERE: Parabeni (conservanti brutti) e Triclosan(antibatterico bruttissimo).
  • Gli ingredienti che piacciono a Double sono: l’allume di rocca (nome INCI: Potassium Alum), il Thriethil Citrate, il Sodium Stearate e il Sodium Bicarbonate.

Detto questo, in tante mi avete chiesto una ricetta semplice di deodorante fai-da-te. Eccola qui!
Ti servono:

– Olio di cocco
– Bicarbonato
– Amido di mais
– Tocoferolo
 — è la vitamina E pura. Se non ce l’hai puoi anche farne a meno

Le dosi non devono essere precisissime: l’olio di cocco va messo in dose 2:1. Vuol dire che ogni due cucchiai di olio di cocco ne aggiungerai uno di bicarbonato ed uno di amico di mais.

Come si fa?
Molto semplice.
Scalda l’olio di cocco in maniera che sia liquido, poi aggiungi le polveri un po’ per volta e mescola bene con il frullatore a immersione. Alla fine aggiungi — se ce l’hai — la vitamina E.
Insisti con il frullatore perché le polveri devono sciogliersi bene, la consistenza dev’essere quella di una crema liscia.
Metti in un barattolo e fai raffreddare: otterrai un deodorante in crema delicatissimo ma molto efficace!

Se ti fa piacere aggiungere un po’ di profumo puoi mettere poche gocce di olio essenziale.
Considera che le ascelle sono molto sensibili e delicate perciò ti suggerisco solo quegli oli essenziali che possono essere usati puri sulla pelle, come la lavanda e il tea tree.

Ci proverai? Fammi sapere!

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Diy, Green Beauty

I mille benefici del tè verde

Maggio 28, 2018

Qualche settimana fa ho trascorso una mattinata bellissima da Tè e Teiere, un negozio in centro qui a Roma. Con la proprietaria Alessandra abbiamo organizzato un workshop dedicato ai tè verdi giapponesi: matcha e bancha.

Alessandra ne ha illustrato le mille proprietà benefiche sull’organismo, mentre io ho ideato un paio di ricettine beauty a base di questi due superfood! E’ stata l’occasione per spignattare insieme alle ragazze che hanno partecipato e alla fine avevamo tutte fatto il pieno di antiossidanti!

Ho pensato di condividere con te queste due ricette, entrambe per il viso: uno scrub al Bancha e una maschera — semplicissima ma molto efficace — al Matcha!

Scrub viso al Bancha. Ti servono:

  • Bancha sfuso
  • Zucchero bianco
  • Olio di riso
  • Uno splash di detergente viso. E’ assolutamente opzionale, ma secondo me aiuta a migliorare la consistenza dello scrub ed evita che se ne vada a spasso per tutto il bagno.
  • Un barattolo vuoto

Non ti do le dosi precise perché dipende tutto dal barattolo: riempilo per metà di zucchero e per metà di Bancha — se lo sminuzzi un po’ è meglio, magari con un piccolo mortaio — poi aggiungi l’olio fino a coprire tutto e mescola. Per ultimo, se decidi di usarlo, il detergente viso. Mescola di nuovo e lascialo chiuso per un paio di ore prima di usarlo, così l’olio ammorbidirà bene le foglie secche di tè, rendendole meno ruvide — è uno scrub viso, dev’essere delicato.

Maschera viso al Matcha. Ti servono:

  • Matcha in polvere — 1/2 cucchiaino
  • Miele — 1 cucchiaio

Il matcha è talmente ricco di antiossidanti che secondo me non ha senso aggiungere troppi ingredienti. Prepara una crema densa unendo la polvere di matcha e il miele e applicala sulla pelle pelle pulita, dopo aver fatto lo scrub. lascia in posa almeno 10 minuti e poi rimuovi l’eccesso con un panno inumidito o una spugna morbida.

Spero che queste due ricette ti tornino utili e che ci siano presto altre occasioni per vederci dal vivo!

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Beauty Routine, Diy, Dry Brushing, Skincare

Clean!

Maggio 21, 2018

Dimmi la verità: da quanto non li lavi?!

Parlo per esperienza: so benissimo che dovrei essere più costante nella pulizia di tutti gli strumenti che toccano il mio viso — pennelli da trucco, la mitica beauty blender, la spazzolina del Clarisonic… — ma ahimè non sono così brava! Se anche tu hai questo problema oggi ho per te un bel recap di tutti i metodi di pulizia #affiDouble!

Cominciamo!
Pennelli da trucco: in teoria dovremmo lavare ogni giorno i pennelli che usiamo per applicare cosmetici cremosi o liquidi — fondotinta, correttore, eye liner… — e una volta a settimana quelli che usiamo per le polveri come cipria, blush e ombretti.
Io mi trovo bene con questi due sistemi, che uso in alternativa l’uno all’altro:

Beauty blender, o qualunque altra spugnetta usi per applicare il fondotinta: per prima cosa bagno molto bene la spugna e mi assicuro che sia ben imbevuta di acqua, poi la lavo con un po’ di sapone liquido. Poi, dopo averla risciacquata per bene, la metto in una ciotola, aggiungo dell’acqua e metto tutto in microonde per 1 munito e mezzo, alla massima potenza. Infine, facendo attenzione perché scotta, sciacquo di nuovo, strizzo e lascio asciugare all’aria (questo sistema l’ho trovato su Pinterest e devo dire che funziona benissimo).

Clarisonic, o altra spazzola — manuale o elettrica — per esfoliare il viso: a mollo per una quindicina di minuti in acqua calda e Amuchina — quella che si usa per lavare e disinfettare bene frutta e verdura. Poi sciacquo bene con acqua fredda e lascio asciugare all’aria. Da ho scoperto questo sistema ho notato che la “vita” della testina del mio Clarisonic si è allungata moltissimo!

Spero di esserti stata utile, baci grandi,

Double

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