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Silicone: friend or foe?

Novembre 12, 2018

Negli ultimi tempi assisto a una tendenza che mi preoccupa: la rivalutazione di determinati ingredienti cosmetici che nel settore ecobio vengono considerati “il male” e nella cosmesi tradizionale vengono presentati come assolutamente innocui e sicuri nell’utilizzo. Sto parlando dei siliconi.

Partiamo con i fatti: i siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti, la texture quindi, e perché fanno quello che chiamo “l’Effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici “mamma mia che bella pelle che ho” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano tantissimo.

Ora, sta succedendo una cosa strana: da un lato c’è il consumatore che è sempre più informato e chiede prodotti naturali — e infatti il mercato della cosmesi ecobio è in espansione DA ANNI — e dall’altro ci sono le aziende di cosmesi tradizionale che non vogliono perdere profitti e che cercano di presentare i siliconi come ingredienti efficaci e sicuri, innocui.

Talmente innocui che a gennaio 2018 l’Unione Europea, con questo regolamento, ha stabilito che due siliconi volatili diffusissimi, il Cyclopenthasiloxane e il Cyclotetrasyloxane, non potranno più essere utilizzati nei prodotti a risciacquo — per capirci: saponi, saponi liquidi, shampoo, docciaschiuma, ecc. ma non solo, anche detergenti per la casa e simili — perché presentano “un rischio per l’ambiente causato dalle loro proprietà pericolose”, nello specifico sono pericolosi per l’ambiente acquatico. Il bando entrerà in vigore a partire dal 31 gennaio 2020,

E tu dirai: “Double, ma a te che importa, mica sei un organismo acquatico! Il fatto che facciano male ai pesci non vuol dire che facciano male a te.

Eeeee…NO! No per tutta una serie di ragioni.

  1. Questi due siliconi non sono diventati tossici ieri, lo sono sempre stati. Ma — come in mille altri casi nella storia dell’uomo — prima li usiamo e poi vediamo che succede. Quindi OGGI hanno scoperto che sono tossici per l’ambiente acquatico, ma DOMANI — cioè tra 20 o 30 anni — cos’altro scopriranno?!
  2. Concedere alle aziende un periodo di adattamento prima di bandirli completamente è giusto e sacrosanto. MA: due anni?!? Li bandite nel 2018 ma con valore effettivo nel 2020? Cos’hanno nei reparti “Ricerca e Sviluppo” le aziende, criceti ubriachi?! Non possono farcela in sei mesi? Un anno?
  3. La distinzione tra “ambiente acquatico” e “ambiente terreste” è cretina, miope e mendace perché il Pianeta è un unico organismo e noi ne facciamo parte. Inoltre, fino a prova contraria, noi ci nutriamo di “organismi acquatici”: pesci, molluschi, crostacei, alghe….
  4. Come la mettiamo con quei prodotti che non sono a risciacquo ma che finiscono lo stesso in acqua?! Sto parlando dei solari: se vai in una qualunque profumeria/farmacia e prendi in mano un solare a caso, di qualunque marca, dentro ci troverai sicuramente uno dei due siliconi messi al bando. Tu vai in spiaggia, ti spalmi bene di protezione solare perché ovviamente non vuoi scottarti — brava! — e poi ti butti in acqua: indovina un po’ dove finiscono quei siliconi pericolosi per l’ambiente acquatico?!

Ora, se dipendesse da me, li avrei vietati ovunque per una questione di precauzione, ma ovviamente…non dipende da me.

In questo caso quel mastodonte burocratico che è l’Unione Europea — che deve mettere d’accordo gli interessi un po’ di tutti: cittadini, istituzioni statali, interessi economici pubblici e privati, lobbies… — dicevo l’Europa è riuscita a partorire questa decisione, ma non è detto che sia completa. Pensa infatti a quante pressioni arrivano a Bruxelles da parte di quelle grandi multinazionali che controllano il mercato cosmetico e che sono terrorizzate all’idea di perdere soldi. Pensi davvero che il signor Multinazionale se ne stia tranquillo e inerme davanti alla finestra, a guardare il settore della cosmesi green che cresce e gli “ruba” clienti e profitti?! Se fossi in lui, sarei preoccupata e sì, cercherei da fare qualcosa.

Ora tu mi dirai: “Double, ok mi hai convinto, ma io sono una e sono piccola e quelle sono grandi multinazionali: che posso fare?”

Leggere l’INCI!

Leggere l’INCI e basare le tue decisioni di acquisto su questo. C’è dentro il silicone? Non lo compro. “Ma è innocuo” — diranno loro — “Non lo compro lo stesso”.

Visto che temi come Ambiente ed Etica non li toccano, l’unica è convincerli colpendoli sul più prosaico portafogli. Magari così capiscono. Nel frattempo ovviamente continueremo a vedere siliconi nelle creme cosmetiche, poi tra vent’anni si renderanno conto che no, forse non erano tanto buoni nemmeno per la nostra salute di animali terrestri.


 

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