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Inci, Ingredienti, Skincare

Occhio ai falsi amici: gli ingredienti che SEMBRANO green ma non lo sono!

Luglio 15, 2019

Hai presente quando a scuola studiavi una lingua straniera e incontravi un false friend? Una di quella parole che SEMBRANO una cosa, ma sono tutt’altro? Ad esempio “library” in inglese ti farebbe pensare subito a “libreria”, ma no! Vuol dire “biblioteca”.

Ecco, oggi parliamo dei false friends nell’INCI: quegli ingredienti che SEMBRANO green ma non lo sono e che:

  1. Non vanno bene per la tua pelle, perché sono privi di proprietà cosmetiche;
  2. Non vanno bene per il Pianeta, perché sono inquinanti a livello di processo produttivo e/o di smaltimento.

“E allora perché li usano?” – dirai tu.

Perché costano poco e – spesso – hanno un “bollino verde”, assegnato in maniera del tutto arbitraria da uno o più Enti certificatori – i quali, è bene ricordarlo, sono TUTTI privati e si fanno la loro normativa, quindi un ingrediente può andare bene per l’Ente X e essere bocciato dall’Ente Y.

Vediamo insieme i false friend dell’INCI più diffusi:

  • Olus Oil: letteralmente “olio olio”, è un mix di oli di origine vegetale, composto prevalentemente da olio di Palma (Elaeis Guineensis Oil). Qui il problema è duplice: da un lato l’olio di palma NON HA proprietà cosmetiche particolari, è un olio “povero”, che unge e basta, privo di belle sostanze per la pelle. Dall’altro lato, sappiamo che l’impatto produttivo dell’olio di palma è devastante, perché comporta una deforestazione incontrollata e massiccia, con conseguente distruzione di habitat per moltissime specie, che sono a rischio estinzione: oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti, tutti presenti nelle aree dove si coltiva la palma. La cosa folle è che sul Biodizionario questo ingrediente ha il bollino verde! 🤦🏻‍♀️
  • Undecane & Tridecane: li metto insieme perché sono davvero molto simili. Dal punto di vista chimico, sono due idrocarburi saturi lineari. Hanno un’origine vegetale (cocco e palma) e, per questo motivo, l’AIAB e QCERT li hanno inseriti nella lista degli ingredienti eco-certificabili. Il problema è questo: da cocco e palma si ricavano acidi grassi, non idrocarburi. Per ottenere gli idrocarburi i due grassi vanno sottoposti a reazione chimica. Ma prescindendo da questo, ho trovato la scheda tecnica del Tridecane (la trovi qui): se leggi la sezione 11: informazioni tossicologiche, vedrai che la sostanza è stata testata su ratti, conigli e porcellini d’India. Mi chiedo in base a cosa un prodotto cosmetico che contiene Undecane e Tridecane possa essere considerato green o vegan 🤬

Il problema è che sono davvero tanto usati

Anche in prodotti certificati “bio”, con bollini verdi prestigiosi – e costosissimi! Le grandi aziende cosmetiche che si stanno buttando nel mercato green li usano a mani piene: ti basterà leggere gli INCI dei prodotti “bio” usciti più di recente sul mercato per accorgertene da sola. Invece di investire in materie prime cosmetiche DI QUALITÀ, preferiscono intortare il consumatore con un packaging pieno di foglioline verdi.

“Eh, ma quanto è complicato!”

Lo so, in pratica è INCI 2.0 ma tranquilla, io sono qui per questo 😊. Se ancora non l’hai fatto, iscriviti alla mia newsletter: ti regalo l’ebook che ho scritto proprio per aiutarti a leggere l’INCI da sola e identificare gli ingredienti buoni per la tua pelle e per il Pianeta.

 


 

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Beauty Tips, Bellezza Diy, Capelli, Diy, Ingredienti

Pimp your hair: quali ingredienti aggiungere allo shampoo per un effetto WOW!

Luglio 10, 2019

Forse già sai che sono una ferma sostenitrice del principio “lo shampoo deve solo lavare” e che non credo nei prodotti che lisciano-arricciano-colorano-riparano i capelli. I capelli vanno solo lavati, liberati dallo smog, dal sebo in eccesso e da tutto quello che li sporca, in maniera che siano pronti ad assorbire i nutrienti contenuti nel balsamo/maschera.

Lo shampo deve solo lavare. Lascia stare i prodotti che fanno altro.

E’ anche vero però che con lo shampoo non laviamo solo i capelli, ma anche la cute e questa potrebbe avere bisogno di qualche cura in più. Per questo motivo ho pensato a quali ingredienti puoi aggiungere al tuo shampoo bio – perché se non usi uno shampoo green è inutile che sto qui a parlare 😉 – per un trattamento beauty alla cute!

Ingredienti per il tuo shampoo ideale

Scegli un ingrediente in base alle tue esigenze e fai una prova:

  • Acqua di rose – hai la cute secca e irritata? Un cucchiaio di acqua di rose nello shampoo la aiuterà, perché è molto lenitiva.
  • Limone – il succo è acido e aiuta i capelli a liberarsi di tutte quelle sostanze che gli sono rimaste “appiccicate” addosso. Fai solo attenzione se fai la tinta perché potrebbe far virare il colore: in quel caso meglio usare questo metodo per un detox ai capelli. Il succo di mezzo limone basterà.
  • Miele – nutriente, idratante e antibatterico, regola la naturale produzione di sebo e lascia i capelli luminosi. Un cucchiaino.
  • Aloe Vera – ti aiuta a liberarti della forfora, lenisce la cute che prude e protegge i capelli. Un cucchiaio di gel.
  • Olio essenziale di rosmarino – favorisce la crescita dei capelli perché stimola la micro circolazione. Qualche goccia nello shampoo e poi un bel massaggio coi polpastrelli!
  • Amla – è il segreto di bellezza delle donne indiane, l’alma è un frutto che contiene un sacco di Vitamina C. La polvere essiccata nutre a fondo e purifica, aiutando a prevenire la forfora.

 

Fammi sapere se lo provi e se ti piace, io sono sempre qui!


 

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Cicatrici, Inci, Pelle, Stiamobio

Guarire le cicatrici: è possibile?

Novembre 19, 2018

Negli ultimi anni tutte le amiche che hanno partorito con taglio cesareo mi hanno detto: “Adesso però fammi una crema per togliere questa cicatrice!”
Ora, parliamo un attimo di cicatrici, ma parliamone in maniera seria.

1. Le cicatrici NON sono tutte uguali.

Le cicatrici da acne NON sono come le smagliature e le smagliature a loro volta NON sono come le cicatrici da taglio. Allo stesso modo la cicatrice che ti ha lasciato un bravo chirurgo NON è la stessa cicatrice di quando hai fatto un frontale con il pipistrello in motorino e ti sei spalmata sull’asfalto — e sì, mi è successo. Il pipistrello, non il chirurgo.

2. Che cos’è una cicatrice.

La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (patologica o traumatica), ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide. (Wikipedia).

Partiamo dal fatto che la pelle è un organo, che isola e protegge il nostro corpo dagli agenti esterni. In caso di ferita, la pelle mette subito in atto un processo di riparazione — la cicatrizzazione — volto a fermare il sanguinamento e ricostruire i tessuti danneggiati.

Questo processo può essere schematicamente ridotto a tre fasi:
1) Nella prima fase c’è il coagulo: l’obiettivo dell’organismo è chiudere la ferita il prima possibile per evitare che il sangue esca e i microbi entrino.
2) Nella seconda fase il tessuto connettivo inizia a riformarsi e vengono prodotte le nuove fibre di collagene ed elastina. E’ qui casca l’asino perché di solito il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che rimpiazza, anzi è un po’ più “scarso”: è più sensibile ai raggi UV, non ha ghiandole sudoripare ne follicoli piliferi e assume un colore diverso rispetto al tessuto circostante.
3) La terza fase, che può durare fino a due anni, vede un continuo rimodellamento delle fibre di collagene ed elastina e la formazione definitiva della nuova rete vascolare.

Di base dobbiamo ricordare questo: l’obiettivo del processo di cicatrizzazione è quello di mantenerci in vita, non di farci belle. Motivo per il quale al nostro corpo di avere una cicatrice esterna — che non è un’aderenza, cioè una cicatrice interna, ma non voglio tediarti — non gliene frega niente.

“Ma io voglio mettermi il bikini!”
Appunto. Allora vediamo cosa si può fare per prevenire e/o rimediare!

PRIMA
Quando possibile — perché il pipistrello di cui sopra è sempre in agguato — ci sono tutta una serie di accorgimenti che possiamo mettere in atto per “prevenire” le cicatrici, e lo metto tra virgolette perché in realtà voglio dire “farle vedere meno”:
a) In gravidanza: spalmarsi abbondantemente di sostanze elasticizzanti, come ad esempio l’olio di rosa mosqueta, per aiutare la pelle a sopportare meglio la dilatazione.
b) Durante una dieta: idem con patate — ah no, niente patate che sono carboidrati — perché anche i repentini cali di peso possono portare la pelle a cedere.
c) In vista di un intervento chirurgico programmato: chiedi che sia un chirurgo plastico a “chiudere” lo strato finale, perché sarà specializzato (si spera!) nel realizzare suture “quasi” invisibili.

DURANTE
Per “durante” intendo a ferita in corso, quindi all’inizio del processo di cicatrizzazione, i primi giorni:
Segui le indicazioni del medico: se la ferita deve stare coperta, coprila. Se non deve essere bagnata, non bagnarla. Se deve essere medicata, medicala. Sopratutto non prendere iniziative!
Proteggila dal sole: cerotto, maglietta, scudo totale. Quello che vuoi ma non esporla ai raggi UV. La pelle ha già abbastanza da fare senza doversi anche preoccupare del sole e sulla “crosta” sarebbe meglio non mettere creme — quindi filtri solari — perché se no quando si asciuga?!

DOPO 1: attivi GREEN
Cioè dopo poco tempo: la ferita è ben chiusa, la pelle nuova è rosa/rossa e hai l’ok del medico.
Qui qualcosa si può fare e — sorpresa sorpresa! — gli attivi delle creme da banco più vendute in farmacia sono green!
Triticum Vulgare: è l’estratto di germe di grano ed è il principio attivo della Fitostimoline, la pomata che viene raccomandata in caso di ustioni e piaghe proprio perché stimola il naturale processo di cicatrizzazione della pelle.
Allium Cepa: ovvero cipolla! Pare una follia ma è il principio attivo di una delle creme più vendute per attenuare le cicatrici, la Mederma. Chiudo un occhio sull’INCI — vedo un PEG e un parabene, ma ubi major…

DOPO 2: il Laser
Sono passati anni dalla ferita — questa newsletter è arrivata troppo tardi, sorry– e la cicatrice ormai è bianca.
Qui purtroppo i rimedi naturali servono a poco, l’unica soluzione — e nemmeno del tutto efficace — è il laser. Puoi valutarlo assieme al tuo MEDICO di fiducia — ho messo molta enfasi sul sostantivo “medico”, te ne sei accorta?!

OPPURE….

In alcune culture le cicatrici sono considerate ornamenti, simboli del coraggio del guerriero che è sopravvissuto alla lotta — Hai capito, pipistrello dei miei stivali?!? Io ne ho addirittura alcune alle quali sono molto affezionata, come lo “sgarro” bianco che ho sul polso sinistro, ultimo ricordo che mi ha lasciato una gatta molto amata.


 

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Inci

Silicone: friend or foe?

Novembre 12, 2018

Negli ultimi tempi assisto a una tendenza che mi preoccupa: la rivalutazione di determinati ingredienti cosmetici che nel settore ecobio vengono considerati “il male” e nella cosmesi tradizionale vengono presentati come assolutamente innocui e sicuri nell’utilizzo. Sto parlando dei siliconi.

Partiamo con i fatti: i siliconi sono polimeri inorganici sintetici, sono chimicamente inerti, idrorepellenti, antistatici e resistono alle alte temperature. In cosmesi si usano perché migliorano la spalmabilità dei prodotti, la texture quindi, e perché fanno quello che chiamo “l’Effetto WOW”: filmano la pelle nascondendo imperfezioni, segni d’espressione, rughe e tu dici “mamma mia che bella pelle che ho” e invece no, è solo silicone. A questo aggiungi il fatto che costano poco e capirai perché le aziende cosmetiche hanno TUTTO l’interesse a continuare ad utilizzarli, invece di sostituirli con altri ingredienti di origine naturale che costano tantissimo.

Ora, sta succedendo una cosa strana: da un lato c’è il consumatore che è sempre più informato e chiede prodotti naturali — e infatti il mercato della cosmesi ecobio è in espansione DA ANNI — e dall’altro ci sono le aziende di cosmesi tradizionale che non vogliono perdere profitti e che cercano di presentare i siliconi come ingredienti efficaci e sicuri, innocui.

Talmente innocui che a gennaio 2018 l’Unione Europea, con questo regolamento, ha stabilito che due siliconi volatili diffusissimi, il Cyclopenthasiloxane e il Cyclotetrasyloxane, non potranno più essere utilizzati nei prodotti a risciacquo — per capirci: saponi, saponi liquidi, shampoo, docciaschiuma, ecc. ma non solo, anche detergenti per la casa e simili — perché presentano “un rischio per l’ambiente causato dalle loro proprietà pericolose”, nello specifico sono pericolosi per l’ambiente acquatico. Il bando entrerà in vigore a partire dal 31 gennaio 2020,

E tu dirai: “Double, ma a te che importa, mica sei un organismo acquatico! Il fatto che facciano male ai pesci non vuol dire che facciano male a te.

Eeeee…NO! No per tutta una serie di ragioni.

  1. Questi due siliconi non sono diventati tossici ieri, lo sono sempre stati. Ma — come in mille altri casi nella storia dell’uomo — prima li usiamo e poi vediamo che succede. Quindi OGGI hanno scoperto che sono tossici per l’ambiente acquatico, ma DOMANI — cioè tra 20 o 30 anni — cos’altro scopriranno?!
  2. Concedere alle aziende un periodo di adattamento prima di bandirli completamente è giusto e sacrosanto. MA: due anni?!? Li bandite nel 2018 ma con valore effettivo nel 2020? Cos’hanno nei reparti “Ricerca e Sviluppo” le aziende, criceti ubriachi?! Non possono farcela in sei mesi? Un anno?
  3. La distinzione tra “ambiente acquatico” e “ambiente terreste” è cretina, miope e mendace perché il Pianeta è un unico organismo e noi ne facciamo parte. Inoltre, fino a prova contraria, noi ci nutriamo di “organismi acquatici”: pesci, molluschi, crostacei, alghe….
  4. Come la mettiamo con quei prodotti che non sono a risciacquo ma che finiscono lo stesso in acqua?! Sto parlando dei solari: se vai in una qualunque profumeria/farmacia e prendi in mano un solare a caso, di qualunque marca, dentro ci troverai sicuramente uno dei due siliconi messi al bando. Tu vai in spiaggia, ti spalmi bene di protezione solare perché ovviamente non vuoi scottarti — brava! — e poi ti butti in acqua: indovina un po’ dove finiscono quei siliconi pericolosi per l’ambiente acquatico?!

Ora, se dipendesse da me, li avrei vietati ovunque per una questione di precauzione, ma ovviamente…non dipende da me.

In questo caso quel mastodonte burocratico che è l’Unione Europea — che deve mettere d’accordo gli interessi un po’ di tutti: cittadini, istituzioni statali, interessi economici pubblici e privati, lobbies… — dicevo l’Europa è riuscita a partorire questa decisione, ma non è detto che sia completa. Pensa infatti a quante pressioni arrivano a Bruxelles da parte di quelle grandi multinazionali che controllano il mercato cosmetico e che sono terrorizzate all’idea di perdere soldi. Pensi davvero che il signor Multinazionale se ne stia tranquillo e inerme davanti alla finestra, a guardare il settore della cosmesi green che cresce e gli “ruba” clienti e profitti?! Se fossi in lui, sarei preoccupata e sì, cercherei da fare qualcosa.

Ora tu mi dirai: “Double, ok mi hai convinto, ma io sono una e sono piccola e quelle sono grandi multinazionali: che posso fare?”

Leggere l’INCI!

Leggere l’INCI e basare le tue decisioni di acquisto su questo. C’è dentro il silicone? Non lo compro. “Ma è innocuo” — diranno loro — “Non lo compro lo stesso”.

Visto che temi come Ambiente ed Etica non li toccano, l’unica è convincerli colpendoli sul più prosaico portafogli. Magari così capiscono. Nel frattempo ovviamente continueremo a vedere siliconi nelle creme cosmetiche, poi tra vent’anni si renderanno conto che no, forse non erano tanto buoni nemmeno per la nostra salute di animali terrestri.


 

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Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Dentifricio DIY

Giugno 25, 2018

Hai mai sentito parlare del movimento ZeroWaste? Si tratta di cercare di ridurre il più possibile la nostra produzione quotidiana di spazzatura, attuando tutta una serie di strategie che includono — ça va sans dire — anche la cosmesi DIY.

Una delle loro ricette più gettonate è quella del dentifricio, servono pochissimi ingredienti ed è super facile da fare.
Ti servono:
– un barattolo vuoto e pulito (puoi usare quello della mia crema viso che è da 50ml)
– olio di cocco
– bicarbonato
– olio essenziale di menta (optional, a me piace il sapore)

Il procedimento è semplicissimo: mescola olio di cocco e bicarbonato in parti uguali, aggiungi l’olio essenziale, travasa il tutto nel barattolo. Se vuoi essere davvero green ti consiglio anche di passare dallo spazzolino tradizionale in plastica a quello in bambù: è incredibile quanto inquinamento riusciamo a produrre con il semplice atto di lavarci i denti (dai un’occhiata a questo video)!

Se il tema dello ZeroWaste t’interessa, vai a vedere questo #StiamoBioLIVE: ho avuto come ospite Sara di BioBeautiful Blog e ci ha dato un sacco di dritte utili!

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Bellezza Diy, Green Beauty, Inci

Deodorante in crema DIY

Giugno 11, 2018

Hai visto lo #StiamoBioLIVE dedicato ai deodoranti? Se non lo hai visto, ecco un breve recap dei punti più salienti:

  • La causa del cattivo odore non è il sudore, ma i batteri che lo mangiano — e poi digeriscono!
  • Non mettere il deodorante nelle 24h successive alla depilazione. Aspettane anche 48 se hai fatto la ceretta.
  • Meglio un deodorante antibatterico a base di alcool che uno antitraspirante a base di Alluminio Cloroidrato. E’ vero che l’alcool secca la pelle: pazienza, metterai la crema idratante sulle ascelle. L’alluminio cloridrato invece chiude i canali attraverso i quali esce il sudore e a lungo andare li fa collassare.
  • Controlla l’INCI del tuo deodorante, questi sono gli ingredienti che NON VUOI LEGGERE: Parabeni (conservanti brutti) e Triclosan(antibatterico bruttissimo).
  • Gli ingredienti che piacciono a Double sono: l’allume di rocca (nome INCI: Potassium Alum), il Thriethil Citrate, il Sodium Stearate e il Sodium Bicarbonate.

Detto questo, in tante mi avete chiesto una ricetta semplice di deodorante fai-da-te. Eccola qui!
Ti servono:

– Olio di cocco
– Bicarbonato
– Amido di mais
– Tocoferolo
 — è la vitamina E pura. Se non ce l’hai puoi anche farne a meno

Le dosi non devono essere precisissime: l’olio di cocco va messo in dose 2:1. Vuol dire che ogni due cucchiai di olio di cocco ne aggiungerai uno di bicarbonato ed uno di amico di mais.

Come si fa?
Molto semplice.
Scalda l’olio di cocco in maniera che sia liquido, poi aggiungi le polveri un po’ per volta e mescola bene con il frullatore a immersione. Alla fine aggiungi — se ce l’hai — la vitamina E.
Insisti con il frullatore perché le polveri devono sciogliersi bene, la consistenza dev’essere quella di una crema liscia.
Metti in un barattolo e fai raffreddare: otterrai un deodorante in crema delicatissimo ma molto efficace!

Se ti fa piacere aggiungere un po’ di profumo puoi mettere poche gocce di olio essenziale.
Considera che le ascelle sono molto sensibili e delicate perciò ti suggerisco solo quegli oli essenziali che possono essere usati puri sulla pelle, come la lavanda e il tea tree.

Ci proverai? Fammi sapere!

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Diy, Green Beauty

I mille benefici del tè verde

Maggio 28, 2018

Qualche settimana fa ho trascorso una mattinata bellissima da Tè e Teiere, un negozio in centro qui a Roma. Con la proprietaria Alessandra abbiamo organizzato un workshop dedicato ai tè verdi giapponesi: matcha e bancha.

Alessandra ne ha illustrato le mille proprietà benefiche sull’organismo, mentre io ho ideato un paio di ricettine beauty a base di questi due superfood! E’ stata l’occasione per spignattare insieme alle ragazze che hanno partecipato e alla fine avevamo tutte fatto il pieno di antiossidanti!

Ho pensato di condividere con te queste due ricette, entrambe per il viso: uno scrub al Bancha e una maschera — semplicissima ma molto efficace — al Matcha!

Scrub viso al Bancha. Ti servono:

  • Bancha sfuso
  • Zucchero bianco
  • Olio di riso
  • Uno splash di detergente viso. E’ assolutamente opzionale, ma secondo me aiuta a migliorare la consistenza dello scrub ed evita che se ne vada a spasso per tutto il bagno.
  • Un barattolo vuoto

Non ti do le dosi precise perché dipende tutto dal barattolo: riempilo per metà di zucchero e per metà di Bancha — se lo sminuzzi un po’ è meglio, magari con un piccolo mortaio — poi aggiungi l’olio fino a coprire tutto e mescola. Per ultimo, se decidi di usarlo, il detergente viso. Mescola di nuovo e lascialo chiuso per un paio di ore prima di usarlo, così l’olio ammorbidirà bene le foglie secche di tè, rendendole meno ruvide — è uno scrub viso, dev’essere delicato.

Maschera viso al Matcha. Ti servono:

  • Matcha in polvere — 1/2 cucchiaino
  • Miele — 1 cucchiaio

Il matcha è talmente ricco di antiossidanti che secondo me non ha senso aggiungere troppi ingredienti. Prepara una crema densa unendo la polvere di matcha e il miele e applicala sulla pelle pelle pulita, dopo aver fatto lo scrub. lascia in posa almeno 10 minuti e poi rimuovi l’eccesso con un panno inumidito o una spugna morbida.

Spero che queste due ricette ti tornino utili e che ci siano presto altre occasioni per vederci dal vivo!

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Beauty Routine, Diy, Dry Brushing, Skincare

Clean!

Maggio 21, 2018

Dimmi la verità: da quanto non li lavi?!

Parlo per esperienza: so benissimo che dovrei essere più costante nella pulizia di tutti gli strumenti che toccano il mio viso — pennelli da trucco, la mitica beauty blender, la spazzolina del Clarisonic… — ma ahimè non sono così brava! Se anche tu hai questo problema oggi ho per te un bel recap di tutti i metodi di pulizia #affiDouble!

Cominciamo!
Pennelli da trucco: in teoria dovremmo lavare ogni giorno i pennelli che usiamo per applicare cosmetici cremosi o liquidi — fondotinta, correttore, eye liner… — e una volta a settimana quelli che usiamo per le polveri come cipria, blush e ombretti.
Io mi trovo bene con questi due sistemi, che uso in alternativa l’uno all’altro:

Beauty blender, o qualunque altra spugnetta usi per applicare il fondotinta: per prima cosa bagno molto bene la spugna e mi assicuro che sia ben imbevuta di acqua, poi la lavo con un po’ di sapone liquido. Poi, dopo averla risciacquata per bene, la metto in una ciotola, aggiungo dell’acqua e metto tutto in microonde per 1 munito e mezzo, alla massima potenza. Infine, facendo attenzione perché scotta, sciacquo di nuovo, strizzo e lascio asciugare all’aria (questo sistema l’ho trovato su Pinterest e devo dire che funziona benissimo).

Clarisonic, o altra spazzola — manuale o elettrica — per esfoliare il viso: a mollo per una quindicina di minuti in acqua calda e Amuchina — quella che si usa per lavare e disinfettare bene frutta e verdura. Poi sciacquo bene con acqua fredda e lascio asciugare all’aria. Da ho scoperto questo sistema ho notato che la “vita” della testina del mio Clarisonic si è allungata moltissimo!

Spero di esserti stata utile, baci grandi,

Double

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Bellezza Diy, Capelli, Stiamobio

Oily hair: tips&tricks

Febbraio 12, 2018

Oggi parliamo di capelli grassi, capelli che si sporcano subito e di cute che produce troppo sebo.
E’ fastidioso ma può capitare a tutte e per mille motivi diversi: ormoni impazziti, prodotti sbagliati, fattori ambientali — lo smog molto banalmente, oppure sistemi di condizionamento/riscaldamento non puliti — eccetera.

In breve: potresti essere una persona che ha a che fare con i famosi “oily hair” più o meno spesso, ma in ogni caso tieni a portata di mano queste dritte Double!

Iniziamo dal consiglio più ovvio: NON usare detergenti troppo aggressivi. So che la tentazione è quella di sgrassare fino alla morte, ma peggioreresti solo la situazione. La cute — così come la pelle — produce naturalmente uno strato di sebo per proteggersi: se la aggredisci con uno shampoo troppo forte lei ne produrrà sempre di più, ancora di più, in un circolo vizioso che non avrà mai fine.

Ovviamente parte del problema è rappresentato dal fatto che il 90% degli shampoo in commercio sono troppo aggressivi — di solito hanno lo SLES, cioè il Sodium Laureth Sulfate in seconda posizione nell’INCI. (Se vuoi approfondire l’argomento qui trovi un post dedicato allo SLES.). Quindi il secondo consiglio che ti do è “leggi l’INCI!” del tuo shampoo. Se non sai come fare mandalo a me — anche rispondendo a questa mail — oppure rileggi il mio e-book (quello che ti mando se sei iscritta alla mia newsletter).

Qual è la causa? Se, ad esempio, vai in motorino tutti i giorni è facile: casco + smog = bleah! Se invece non riesci a individuare la causa del problema, cambia prospettiva e consideralo come un sintomo, una spia che c’è qualcosa che non va — ad esempio uno sbalzo ormonale. So che può suonare strano parlare di capelli col tuo ginecologo, ma non trascurare di dirgli quelli che a te sembrano dettagli insignificanti.

Altro suggerimento: allena i tuoi capelli! Non sono impazzita: con un po’ di pazienza e la giusta disciplina puoi “convincerli” a sporcarsi di meno. Ecco come spezzare il circolo vizioso del quale parlavamo prima:

  • Giorno 1 — lo shampoo. Scegli uno shampoo delicato, fatto con tensioattivi dolci sulla cute, che non sgrassi come il detersivo per i piatti. Ricordati di diluirlo: qui c’è un breve video che ti mostra come.
  • Giorno 2 — shampoo secco. Per allungare il tempo tra un lavaggio e l’altro, puoi usare uno shampoo secco che assorbirà l’olio in eccesso sulle radici. Ecco una ricetta super semplice per fartelo da sola con pochissimi ingredienti, ovviamente tutti naturali!
  • Giorno 3 — tieni duro! Lo so che vorresti solo mettere la testa sotto la doccia, ma resisti. Fatti una treccia, uno chignon, comprati una fascia…resisti!
  • Giorno 4 — il tuo migliore amico, l’aceto di mele! Pulisce la cute senza però privarla del suo naturale strato di protezione, regola il PH liberandoti dall’eventuale forfora e — last but not least — lucida i capelli che è una bellezza. Bagna la testa, massaggia un cucchiaio di aceto di mele sulla cute e poi sciacqua via il tutto.

Segui questa routine per qualche tempo, ricordandoti anche di limitare al massimo i prodotti di stiling, e vedrai che con un po’ di pazienza la situazione migliorerà.

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Bellezza Diy, Natural Beauty, Stiamobio

Candela da massaggio — il DIY perfetto per San Valentino

Gennaio 29, 2018

Non per mettere ansia a nessuno ma a San Valentino mancano solo due settimane e se sei già in crisi perché non hai la più pallida idea di cosa regalare a lui (o a lei!), qui c’è la tua Double che ti toglie le castagne dal fuoco, con la ricetta per una candela fai-da-te che una volta accesa si trasforma in un fantastico olio da massaggio!

Ciando alle bande, mettiamoci all’opera!
Ti servono:
– un contenitore di vetro resistente al calore
– stoppino per candele (Amazon santo subito!)
– 15 grammi di cera d’api (candellilla per i vegani)
– 30 grammi di burro di cacao
– 20 grammi di burro di karité
– 20 grammi di olio di cocco
– qualche goccia di olio essenziale o di fragranza per cosmetici (Attenzione: quelle che si usano per profumare gli ambienti NON vanno bene. Prendi una fragranza che sia testata per entrare in contatto con la pelle!)

Sciogli tutti gli ingredienti a bagnomaria, dentro il barattolo che hai scelto, tranne l’olio essenziale. Una volta che avrai ottenuto un bel liquido caldo immergi lo stoppino per rivestirlo — fai attenzione a non scottarti — e mettilo in freezer qualche minuto, appoggiato su un pezzo di carta da forno così sarà più semplice staccarlo.

Adesso aspetta che la candela inizi a solidificare, poi aggiungi la fragranza o l’olio essenziale e infine inserisci ben dritto lo stoppino, che a questo punto sarà freddo — puoi aiutarti con qualche pezzo di scotch messo “a croce” sui bordi del barattolo per tenerlo in posizione. Aspetta almeno 24 ore prima di impacchettarla: vuoi essere sicura che sia perfettamente fredda e solida!

Quando sarà accesa, saranno sufficienti 10 minuti per trasformare la superficie dura della candela in un caldo olio da massaggio.

Allora, è o non è l’idea regalo più super-TOP del mondo?!

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